Dopo la Super Fuga

Come dicevo ieri, tifo Toro. Da molti anni per noi granata le soddisfazioni non vengono dalle deludenti prestazioni di una squadra raffazzonata e senz’anima, ma dalle disgrazie altrui. Di solito provvede la Juventus facendosi buttare fuori dalle coppe. Però l’ingloriosa fine del progetto della Super League, ufficialmente sancita questa notte dalla Super Fuga di oltre metà delle dodici squadre coinvolte, è stata anche più divertente. Perché insieme alla solita Juventus, sempre in prima fila quando si tratta di non rispettare le regole, sono andati a schiantarsi anche altri storici prepotenti come il Real Madrid di Florentino Perez. 

Troppo abituati a vincere, i dodici hanno perso perché si sono mossi malissimo e hanno avuto contro una inedita e potente coalizione di leader politici, tifoserie e dirigenti del calcio mondiale. Ma non facciamoci illusioni. Dopo essersi ritrovati in mano il cerino acceso dei loro astronomici debiti, avranno bisogno di aiuto per evitare il fallimento. Privati della Super League, punteranno a qualche altra forma di compensazione,  ad esempio attraverso una diversa distribuzione dei diritti televisivi e pubblicitari.

Dalla loro i dodici hanno la forza dell’essere marchi riconosciuti in tutto il mondo, dei tanti trofei vinti, e soprattutto del numero dei sostenitori. Quegli stessi tifosi che in Inghilterra si sono battuti per difendere una idea di calcio basata sul merito sportivo sarebbero i primi a scendere in piazza se le loro squadre venissero trattate come una qualunque azienda dissestata, e pagassero il prezzo degli errori dei loro dirigenti. 

C’è soltanto da sperare che a nessuno venga in mente di risolvere i loro problemi ricorrendo alla mano pubblica con deroghe, agevolazioni fiscali, o peggio ancora sussidi. Quando in ballo ci sono così tanti interessi tutto è possibile. E la partita è appena iniziata.

Battista Gardoncini

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