La nona volta del Real

Nona Champions League per il Real Madrid di Vicente Del Bosque che nella stagione 2001-2002 conquista la 47esima edizione della più prestigiosa competizione europea per club. Con l’ex juventino Zinedine Zidane e con assi del calibro di Figo, Raul, Morientes e Roberto Carlos, è il Real dei “Galacticos”.

Domina prima e seconda fase qualificandosi a quella successiva sempre con due giornate d’anticipo, l’unico intoppo è nell’andata dei quarti contro i campioni in carica del Bayern di Ottmar Hitzfeld. A Monaco il Real gioca a testa alta e passa all’11’ con Geremi ma paga il ritorno di fiamma dei bavaresi che negli ultimi otto minuti passano due volte con Effenberg e Pizarro. Il Real è costretto a giocare con il coltello tra i denti il ritorno al Bernabeu vinto per 2 a 0 con reti di Helguera e Guti.

In semifinale c’è il derby con i nemici del Barcellona ma il 2-0 dell’andata al Camp Nou, la dice lunga sulla superiorità di una squadra decisamente votata all’attacco ma accorta e rapida a ricucire gli svarioni difensivi. A Madrid basta poi un pareggio per accedere alla finale.

Ad affrontare i madrileni c’è il Bayer Leverkusen di Klaus Toppmöller. I tedeschi partono dai preliminari, vinti con un netto 3-0 sulla Stella Rossa. Nella prima fase a gironi giungono secondi in un girone con Barcellona, Lione e Fenerbahçe ma più difficoltosa è la qualificazione nella seconda fase. Le “aspirine” sono ultime del girone a due giornate dal termine, il Bayer arriva primo grazie alle vittorie su Juventus e Deportivo la Coruna. Nei Quarti di finale epica vittoria sul Liverpool, per quattro a due, dopo la sconfitta per 1-0 nella tana dei Reds. Ancora inglesi in semifinale, ad arrendersi stavolta è il Manchester United piegato dalla regola dei gol in trasferta.

Nella finale all’Hampden Park di Glasgow, i bianchi salgono subito in cattedra, andando in vantaggio all’8′ con un’iniziativa di Raul, che scatta su un fallo laterale di Roberto Carlos e beffa la disattenta difesa tedesca. Il Bayer non ci sta a perdere e si getta in avanti tra mille difficoltà, i tedeschi faticano a  superare la metà campo avversaria e raramente riescono ad avvicinarsi all’area di rigore. Poi, però, a sorpresa, Lucio buca Cesar colpendo di testa su un cross teso di Schneider. È il 18’ e la partita si riapre. Fino a questo momento Figo, Raul e Roberto Carlos hanno fatto il bello e il cattivo tempo. La partita ristagna così a centrocampo ma quando la strategia non basta ecco che il peso della classe diventa determinante.

Così, poco prima dell’intervallo, Zidane tira fuori l’asso dalla manica. È un cross di Roberto Carlos dalla sinistra a trovare il campione francese libero al limite dell’aria: la palla è difficile ma Zinedine prende la mira e al volo manda all’incrocio dei pali. Un gol bellissimo che lascia tutti senza fiato. Nella ripresa, il Bayer cerca di raddrizzare le sorti dell’incontro ma con poca lucidità. Gli uomini di Del Bosque hanno buon gioco nelle ripartenze e sfiorano il terzo gol più volte. Alla fine, il risultato di 2 a 1 per il Real è quello più giusto, al Bayer Leverkusen, che nella stessa stagione perde sul filo di lana campionato, Coppa di Germania e Champions, in pratica un Triplete al contrario. 

Per il secondo anno consecutivo nessuna squadra italiana riesce a raggiungere i quarti. Il Parma è fermato nel terzo turno preliminare dagli scatenati francesi del Lilla che espugnano il Tardini per 2-0. La Lazio riesce invece a superare i preliminari battendo i danesi del FC Copenhagen. I laziali si arenano però nella fase a gironi dove arrivano ultimi in un raggruppamento non certo irresistibile con Nantes, Galatasaray e PSV Eindhoven. La Roma campione d’Italia di Capello stenta nella prima fase a gironi ma con sole due vittorie e tre pareggi riesce a piazzarsi seconda dietro il Real Madrid. Nella seconda fase ai giallorossi risultano fatali le ultime due giornate, il pareggio casalingo con il Galatasaray e la sconfitta contro il Liverpool ad Anfield Road chiudono le porte di accesso ai quarti di finale. Stesso percorso anche per la Juventus di Lippi. La prima fase è superata agevolmente terminando prima in un girone con Porto, Celtic e Rosenborg grazie a tre vittorie, due pareggi e l’unica sconfitta a Glasgow a giochi ormai fatti. Nella seconda fase partenza sprint per i bianconeri che battono il Bayer Leverkusen con un rotondo 4-0. Risultato che si rivelerà un fuoco di paglia: prima Arsenal, poi Deportivo La Coruña e infine il Bayer nel match di ritorno piegano i bianconeri che terminano ultimi il proprio girone in chiusura di un’annata europea per le squadre italiane non certo memorabile.

Marco Patruno

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