Tra Inter e Juve

Ci vorrebbe uno così. Che sapeva stare di qua e di là senza essere un voltagabbana. Univa mondi lontani, quasi ostili. L’unico a metter d’accordo i tifosi di Inter e Juve. L’aveva imparato in campo a tenere insieme undici uomini e farli diventare una squadra. Si chiamava Armando Picchi. Per quelli che hanno il cuore nerazzurro è sempre il capitano di una filastrocca vincente che cominciava sartiburgnichfacchetti e finiva sempre con Corso. Per la Juve è stato l’architetto di una casa bellissima che non ha visto finire. Difensore insuperabile nella grande Inter. Allenatore a 35 anni, il…

El Divino Monco

Ci sono calciatori che paiono predestinati. Uomini a cui il destino ha riservato autostrade a quattro corsie verso una carriera e una vita da star. Hector Castro non fa parte di questa cerchia di eletti. A Hector Castro, il destino ha messo un ostacolo di quelli monumentali, di quelli che avrebbero indotto a desistere anche i più tenaci.  Hector Castro nasce a Montevideo il 29 novembre del 1904. All’alba del ventesimo secolo, in Uruguay, così come in molte altre nazioni del…

La guerra di Wim

C’ era una volta un uomo solo in una stanza d’albergo. La fanno sempre cominciare così, la storia di Willem van Hanegem, come se il momento che le dà forma fosse quell’ora di amarezza: Olanda e Germania al banchetto conclusivo del Mondiale 1974, lui no. Come se la sua assenza avesse davvero stupito qualcuno. Lui che in fondo non s’era visto nemmeno alla premiazione. Lui che se n’era andato voltando le spalle allo stadio e all’intero Paese, senza stringere nemmeno una…

Ricordando Andrea Fortunato

Sono passati ventiquattro anni, ma fa ancora tanto male ricordare la storia di Andrea Fortunato. Nasce a Salerno il 26 luglio 1971 ed intraprende presto la strada dello sport, sull’esempio del fratello maggiore Candido, cimentandosi con il nuoto e la pallanuoto. Il calcio, per adesso, è solo un divertimento dei mesi estivi. Ma galeotta sarà una di quelle estati salernitane, perché viene notato da Alberto Massa, tecnico e talent-scout, che lo convince a seguirlo nella Giovane Salerno, squadra dilettantistica; Andrea…

Buon compleanno, Capitano

Domani sarà una data importante per i tifosi del Torino. La leggenda con la L maiuscola della  storia granata, Valentino Mazzola, compirà 100 anni. Di colui che resta e resterà per sempre nella memoria e nel cuore di tutti. A partire da chi ha vissuto le gesta sportive degli Invincibili. Per comprendere chi sia stato e che cosa abbia rappresentato per il calcio italiano Valentino Mazzola basterebbe una frase, quella di Giampiero Boniperti, per decenni la bandiera dei “cugini” bianconeri: “Ancora adesso,…

L’uomo dello scudetto

Lutto nel mondo del calcio. Si è spento all’età di 83 anni, dopo una lunga malattia, Gigi Radice. Una carriera legata ai colori del Milan e a quelli del Torino, prima da giocatore e poi da tecnico. Con la maglia rossonera vinse tre scudetti a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, prima dello storico trionfo nella Coppa dei Campioni del 1963, la prima conquistata da un club italiano. I successi in panchina, invece, furono a forti e intense tinte…

Scacchi delusione mondiale

Il “nobile giuoco”. Così venivano definiti gli scacchi quando l’italiano era la lingua dei colti e quello che accadeva nelle corti della penisola faceva – come si direbbe oggi – tendenza. Altri tempi, purtroppo. Dell’Italia già si sapeva. Degli scacchi c’erano state molte avvisaglie. Ma da oggi c’è la certezza, perché il campionato del mondo che si è appena concluso a Londra con gli spareggi vinti dal norvegese Magnus Carlsen sullo sfidante italo-americano Fabiano Caruana ha avuto ben poco di…

Un po’ di Italia nel mondiale di scacchi

Alcuni li definiscono uno sport, altri un gioco, altri una scienza, altri ancora un’arte. Hanno tutti un po’ di ragione, e anche un po’ di torto. Perché una parte non indifferente del fascino degli scacchi consiste proprio nella impossibilità di incasellarli in una sola ben definita categoria. Dove lo troviamo uno sport che costringe alla immobilità e al silenzio, e nonostante questo nel corso di un torneo si possono perdere anche cinque o sei chili di peso? Possiamo chiamare gioco…

Il podio che fece la storia

I piedi scalzi, segno di povertà. I pugni alzati e i guanti neri, simbolo del Black Power. La testa reclinata, lo sguardo rivolto in basso e una collanina al collo di piccole pietre, omaggio “a ogni nero che si è battuto per i suoi diritti ed è stato linciato”. Il  16 ottobre 1968, sul podio olimpico di Città del Messico, Tommie Smith e John Carlos, oro e bronzo statunitensi nei 200 metri, si fanno storia. E con loro anche Peter…