La mattina scrivo

L’affermato fotografo Paul decide di chiudere lo studio per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Ma le prime opere, nonostante le lodi della critica, non vendono, e il nuovo romanzo non decolla. A poco a poco i parenti e gli amici si allontanano, e, quando la moglie si trasferisce all’estero con i figli, a lui non resta che arrangiarsi con lavoretti occasionali in modo da avere il tempo per scrivere. Scopre così sulla propria pelle il mondo della gig economy, governato dalle piattaforme on line che mettono i poveracci in concorrenza tra loro per ottenere lavoretti saltuari e mal pagati. Farà di tutto, dal tassista abusivo al giardiniere, dagli sgomberi di cantine al montaggio dei mobili Ikea. Conoscerà la fatica, la disperazione, e a volte anche la fame. E incontrerà ogni genere di persone, dal ricco arrogante alla divorziata desiderosa di compagnia. 

“La mattina scrivo”, della regista francese Valérie Donzelli, è stato presentato l’anno scorso a Venezia, ma è arrivato nelle sale italiane soltanto pochi giorni fa. Non è certamente un film allegro, ma non angoscia, e scorre senza sbavature grazie anche alla notevole interpretazione del protagonista Bastien Bouillon, già presente in altri film di Donzelli.  La stessa regista, tra l’altro,  ha ritagliato per sé la parte non marginale della moglie dell’aspirante  scrittore. 

“La mattina scrivo” è l’orgogliosa risposta di Paul a chi gli offre un lavoro nella prima parte della giornata. Il titolo francese del film, “À pied d’œuvre” , significa invece “sul lavoro, pronto a lavorare”, ed è lo stesso di un romanzo di Franck Courtès, che in Francia è stato pubblicato da Gallimard. Il libro è dichiaratamente autobiografico. Anche Courtès era un fotografo, anche lui ha abbandonato una promettente  attività per seguire la sua vocazione di scrittore, e anche lui, come Paul, è povero, o almeno lo è stato prima del successo editoriale e del film.

gbg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbero interessarti
LEGGI

Cinque giorni un’ estate

La montagna ispira i film maker. Ma sono  pochi i film sulla montagna che escono dal circuito dei festival…
LEGGI
Il materiale e l'immaginario
LEGGI

Il materiale e l’immaginario

“La conoscenza di Remo Ceserani risale alla fine degli anni Settanta. Con Lidia De Federicis avevamo progettato una storia letteraria per le scuole superiori di nuovo genere, per la quale era necessario individuare un coautore capace e disponibile. Proprio in quegli anni la rivista Belfagor presentava interventi diversi sul modo di affrontare l’insegnamento della letteratura. Quello proposto da Ceserani si avvicinava molto alle nostre aspettative. Decisi di interpellarlo, e…
LEGGI
LEGGI

Il ritratto di James Lord

Gli amanti dell’arte non lo perdano. Presentato al Torino Film Festival, The Final Portrait di Stanley Tucci racconta…
LEGGI
LEGGI

Assassinio sull’Eiger

Il terzo film scelto per la nostra rassegna è Assassinio sull’Eiger, titolo originale The Eiger Sanction, diretto e interpretato…
LEGGI
LEGGI

Suicidio in diretta

Addirittura due film quest’anno hanno ricordato la figura di Christine Chubbuck che nel lontano 1974 fu la prima…
LEGGI
LEGGI

L’uomo che giocava

Per chi ha voglia di cercare, e di conoscere, le montagne custodiscono tesori inaspettati. E in montagna si scoprono…
LEGGI