Grazie ai due David di Donatello appena vinti – miglior regista esordiente per Margherita Spampinato e migliore attrice protagonista per la magnifica ottantatreenne Aurora Quattrocchi – “Gioia mia” è tornato da qualche giorno nelle sale e sta scalando a sorpresa la classifica del box office italiano. Un risultato di tutto rispetto per un film uscito nel dicembre del 2025 e da tempo presente nel catalogo di Prime Video.
Nico, interpretato da Marco Fiore, è un bambino di città incapace di staccarsi dal telefonino. Per l’estate viene mandato al mare da una vecchia zia siciliana e inizialmente i rapporti tra i due non sono facili. Lei è molto rigida e religiosa. Lui è a disagio nella grande casa del centro storico di Trapani, dove il telefonino non prende e manca l’aria condizionata, sostituita dalle tapparelle perennemente abbassate e dai ventagli. Non apprezza i raffinati piatti della zia, e non lega con gli altri bambini del palazzo, che giocano nel pittoresco cortile. Poco per volta, però, le cose cambiano. Il vecchio cagnolino della zia muore, e Nico, intenerito dal suo dolore, si dà da fare. Cucina per lei, e impara a giocare a carte per tenerle compagnia. Incoraggiato dalle amiche della zia, tutte anziane e con un nipote a carico – nel film non compaiono mai i genitori -, fa amicizia con gli altri bambini, e entra nel loro mondo, fatto di giochi semplici: il nascondino, le esplorazioni negli appartamenti del palazzo non più abitati, dove tutti sono convinti che si nascondano gli spiriti, e, ovviamente le discese al mare con ombrelloni, sdraio e spuntini portati da casa.
Margherita Spampinato ha lavorato a lungo come direttrice del cast, e la sua scelta degli attori lo dimostra. Tutti hanno il volto giusto e sono al posto giusto. Oltre ai già citati Fiore e Quattrocchi merita una citazione la giovanissima Martina Ziami nei panni della selvatica Rosa, che accoglie Nico nel gruppo.
gbg