Una stagione di libertà

Quarantacinque minuti di video, in rete, sono una eternità. E tuttavia vogliamo riproporli oggi, alla vigilia di una festa che non potremo celebrare in piazza per l’emergenza coronavirus. Il documentario “Una stagione di libertà”, prodotto nel 2018, è stato proiettato in molte occasioni pubbliche, e alcuni di voi già lo conoscono. Avevamo altre proiezioni in programma anche quest’anno, settantacinquesimo anniversario della Liberazione, che sono ovviamente saltate. Questo è il nostro modo per onorare gli impegni, anche se ci mancheranno gli appassionati dibattiti che hanno accompagnato gli appuntamenti pubblici.

Il documentario racconta la storia della repubblica partigiana delle Valli di Lanzo: quattro mesi di libertà che le valli seppero conquistarsi tra il giugno e il settembre del 1944 grazie al controllo esercitato dalle formazioni partigiane sul territorio. Per estensione, durata, importanza strategica e forme organizzative è stata una delle più significative esperienze di zona libera nell’Italia occupata dalle forze tedesche, ma è poco nota al di fuori dell’ambito ristretto degli specialisti.

Colmare questa lacuna dal punto di vista storico ci è sembrato importante. Ma nel realizzare questo lavoro, prodotto da Scribacchini srl, l’autore ha inteso anche pagare un debito nei confronti dei partigiani, e in particolare di suo nonno, il comandante della II divisione Garibaldi  Battista Gardoncini, che di quella straordinaria esperienza fu tra gli animatori fino alla cattura e alla fucilazione avvenuta a Torino il 12 ottobre del 1944. E’ infatti convinto che a distanza di tanti anni valga ancora la pena di cercare una risposta alla domanda: che cosa avremmo fatto al loro posto?

Se siete interessati ad approfondire qualche aspetto di “Una stagione di libertà” potrete farlo leggendo qui parte dei documenti storici che compaiono nel video, le biografie delle persone citate, e una bibliografia essenziale,
Buona lettura, e buon 25 aprile.

2 comments
  1. Complimenti Battista. Ottima testimonianza. Per non dimenticare a chi dobbiamo dire grazie oggi per essere come Siamo!

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