Farebbe sorridere, se non fosse l’ulteriore drammatica conferma della crisi irreversibile del giornalismo italiano. Giusto ieri, sul Corriere della Sera, l’esperta di affari tedeschi Mara Gergolet ci aveva deliziato con un elegiaco ritratto dell’uomo nuovo della politica tedesca, il capogruppo della CDU Jens Spahn, definito il più potente conservatore della Germania dopo Friedrich Merz. Una entusiasta Gergolet aveva profetizzato che l’omosessuale Spahn, informando la nazione della nascita del suo primo figlio, avuto grazie alla maternità surrogata con il marito Daniel Funke, aveva fatto la mossa giusta, conquistando i tedeschi con la sua sincerità. Sempre secondo Gergolet, le sue possibilità di prendere il posto di Merz, in caduta libera in tutti i sondaggi, erano molto aumentate.
Sì, è vero, Spahn era un integralista religioso deciso a mettere fine ai governi di centrosinistra che da molti anni governano la Germania. Si è vero, negli ultimi tempi si era dimostrato ambiguo nei confronti dell’AFD, il partito di estrema destra che potrebbe forse vincere le prossime elezioni. Si, è vero, la maternità surrogata in Germania non era ammessa anche per la fiera opposizione della CDU, tanto è vero che per avere il loro figlio Spahn e Funke avevano dovuto andare all’estero, ricorrendo poi al trucchetto dell’adozione del figlio del partner. Ma perché stare a sottilizzare, sembrava chiedersi Gergolet?
Invece, guarda un po’, qualcuno ha sottilizzato, e lo stesso Corriere della Sera, in un articolo non firmato, ci ha informato poco fa che Jens Spahn si è dimesso dall’incarico di capogruppo al Bundestag. Nella sua lettera ai deputati Spahn ha spiegato di essersi reso conto che la sua felicità personale non era più conciliabile con il suo incarico politico. L’ormai ex politico ha riconosciuto che il divario tra la sua scelta privata e le aspettative nei confronti del leader parlamentare della Cdu era diventato più grande di quanto avesse immaginato. Ma la decisione di lasciare non è stata certamente sua, come dimostra il gelido commento del cancelliere Merz, che ha parlato di una decisione “giusta e inevitabile”.
Nessuno può dire al momento che cosa accadrà in una Germania dove tutti i problemi restano aperti, e Merz è pur sempre il cancelliere tedesco più impopolare degli ultimi decenni. Una cosa, però, appare chiara: non fidatevi di quello che d’ora in avanti vi racconterà il Corriere della Sera.
Battista Gardoncini
P.S.
Pochi minuti fa, sempre sul Corriere della Sera, l’anonimo redazionale è stato rimpiazzato da un’altra articolata riflessione di Mara Gergolet, dove vengono elencati tutti gli errori che hanno reso inevitabili le dimissioni di Spahn. Insomma, la collega ha capito tutto, ma con il senno di poi, di cui notoriamente sono piene le fosse.