Masochisti si nasce

Il sì ha vinto, tre regioni importanti sono rimaste al centrosinistra, e non credo che Salvini sia molto contento della vittoria di Zaia in Veneto,  dove  la lista personale del governatore uscente, in corsa per la segreteria del partito, ha stracciato quella ufficiale della Lega. Meglio di così, secondo me, non poteva andare. Peccato soltanto per i tanti “se” e i tanti “ma” che arrivano in queste ore dai dirigenti e militanti di sinistra che si sono schierati per il no e adesso, nonostante la batosta subita, pretendono di spiegare ai vincitori dove  hanno sbagliato, e che cosa dovrebbero fare per rimediare ai loro cedimenti “populistici”.  Zingaretti, che ha schierato con coraggio il PD a favore del sì, è un uomo paziente e finora non ha risposto. Spero che dimostri più fermezza nei prossimi mesi, quando il suo partito dovrà discutere con gli alleati di governo l’impianto delle riforme rese necessarie dalla riduzione del numero dei parlamentari. Tutto sommato il dissenso dei Veltroni e dei Cacciari sul referendum non ha fatto danni perché non ha spostato un voto. Ma andare in ordine sparso su materie delicate come la legge elettorale, ad esempio cedendo alle necessità contingenti di un Renzi ridotto ai minimi termini, sarebbe un grave errore. 

Altri “se” e altri “ma” riguardano il futuro del governo, e arrivano dai tanti che non hanno mai digerito il presidente del consiglio Conte e la sua maggioranza. Nelle speranze di questo fronte, che non comprende soltanto le forze all’opposizione,  referendum e voto regionale avrebbero dovuto dare una spallata all’esecutivo, spianando la strada a un nuovo governo. In prima fila in questa battaglia si erano schierati molti autorevoli commentatori dei grandi giornali di area “liberal democratica”, preoccupati da alcuni segnali di indipendenza provenienti dall’esecutivo. Nulla di rivoluzionario, ovviamente. Ma abbastanza da generare inquietudine in ambienti abituati a fare i propri comodi e a presentarli all’opinione pubblica come il bene comune. 

I risultati del voto hanno dato un brusco stop a questi progetti, e assicurato almeno per qualche tempo la stabilità politica del paese. I più avveduti, come il direttore del Corriere della Sera Lucio Fontana, lo hanno capito. Altri continuano a soffiare sul fuoco suggerendo rimpasti, sostituzioni di ministri a torto o ragione ritenuti incapaci, e improbabili alchimie parlamentari. Forse si illudono, ma non è detto. Nel corso degli ultimi anni il centro sinistra ha dato così tante prove della sua capacità di farsi del male che non ci sarebbe da stupirsi se ci riuscisse ancora una volta. Masochisti si nasce.

Battista Gardoncini

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