Il fantastico mondo del Corriere della Sera

Benvenuti nel fantastico mondo del Corriere della Sera, dove Giorgia Meloni è una statista, il generale Vannacci un simpaticone che dice anche cose giuste, e l’Ucraina sta vincendo la guerra. Di questi tempi, leggere quello che fu il più importante giornale italiano è una impresa per stomaci forti. Lo si fa perché gli altri sono peggio, oppure troppo piccoli per garantire un flusso costante di notizie lungo l’intero arco della giornata. Ma il fastidio resta, e non soltanto per il parzialissimo modo in cui vengono trattati i grandi avvenimenti. È nelle vicende spicciole della cronaca che il giornale supera se stesso.  

Prendiamo il caso degli studenti italiani finiti al centro dell’attenzione in Thailandia per un video che riprendeva le loro intemperanze, multati dalla polizia e costretti a scusarsi pubblicamente. Erano in gita scolastica – ha scritto il Corriere – senza indicare il nome della scuola, il tipo di gita, le norme che l’avevano resa possibile durante le vacanze estive, e i costi eventualmente sostenuti dalle famiglie.  Né avrebbe potuto  farlo, visto che la scuola non c’entrava nulla: si è poi scoperto – non dal Corriere – che i ragazzi erano in vacanza a spese dell’INPS, ed erano stati selezionati nel quadro di una iniziativa riservata ai dipendenti dell’istituto. Con loro non c’era un’insegnante, ma una accompagnatrice, che peraltro nel video rivolge una frase molto infelice a una ragazza thailandese. Lungi dal vergognarsi, la signora approfitta oggi della ospitalità del Corriere per spiegare in una intervista anonima che il video è stato manipolato, che le ha fatto male al cuore vedere dei ragazzini di quattordici anni costretti a chiedere scusa, che tutti ce l’hanno con lei e che presenterà querela perché sta vivendo da reclusa per le minacce subite sui social. Insomma, che ha ragione lei. 

Nel suo piccolo, la signora non si comporta diversamente dal nostro governo, convinto che  le colpe siano sempre degli altri. In Belgio, una parte del pubblico che partecipava alle cerimonie per l’anniversario di Marcinelle, dove nel 1956 morirono tra gli altri 136 minatori italiani, ha voltato le spalle al palco durante  il discorso del presidente del senato La Russa. Lo sdegno del Corriere ha colpito loro, non chi ha mandato un fascista non pentito come La Russa a rappresentarci in una città dove l’antifascismo è ancora un sentimento forte.

Sempre il Corriere ha dedicato un accorato articolo ai vacanzieri italiani costretti a lunghe ore di attesa sotto il sole per entrare in Spagna, dimenticandosi di dire che la decisione spagnola è arrivata solo dopo un analogo provvedimento preso dall’Italia verso i viaggiatori provenienti dalla Spagna, con il pretesto di difendere i nostri sacri confini dall’assalto dei disperati di Ceuta. Una posizione così smaccatamente propagandistica che perfino l’Unione Europea, mai tenera nei confronti delle migrazioni incontrollate, l’ha smontata. Né il governo né il Corriere, però, si sono dati per vinti. E questa mattina sull’edizione cartacea del giornale è spuntato dal nulla un non meglio precisato allarme dei servizi segreti sul terrorismo islamico, che proprio nelle acque di Ceuta troverebbe il suo brodo di coltura. I terroristi sono eccellenti nuotatori, ma per fortuna il nostro governo vigila.

Battista Gardoncini

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