Il costo di una dose

Fin dai primi giorni della pandemia i vaccini sono stati considerati l’unica arma veramente efficace contro il Covid.  Deliranti scemenze dei no-vax a parte, sono stati al centro dell’attenzione per mesi, e si continua a parlarne anche adesso che sono arrivati e vengono distribuiti alla popolazione. Tanto si è detto e si è scritto, che dovremmo sapere tutto, o quasi. E invece no. Per esempio, non sappiamo quanto ci costano. 

E’ vero che siamo in emergenza, e che di fronte a un pericolo immediato e grave si tende a non badare a spese. Ed è vero che qui in Italia e in altri paesi occidentali non siamo noi a pagare, ma i servizi sanitari nazionali. Sarebbe però il caso di ricordare che quei servizi ricevono il denaro dalle nostre tasche, attraverso le tasse. E che dunque avremmo tutto il diritto di essere informati nel dettaglio sul costo dei vaccini in circolazione e sui motivi che hanno determinato le scelte dei nostri governi.

Purtroppo non è così, come dimostra il caso della segretaria di stato al bilancio belga Eva De Bleeker, che qualche giorno fa, in un tweet, aveva mostrato una tabella sul costi delle vaccinazioni nel suo paese, e ha dovuto precipitosamente cancellarla perché il parlamento europeo considera quei dati “sensibili” e vuole mantenerli segreti “a tutela della concorrenza”. Che diamine, gli affari sono affari, anche – e forse soprattutto – in tempi di pandemia. Ad ogni buon conto, questa era la tabella.

Notizie più dettagliate e argomentate si possono trovare in Statista, un interessante sito che raccoglie e analizza dati statistici di tutto il mondo. Un report firmato da Niall McCarthy, che però risale al dicembre scorso, fornisce questi numeri: 

I prezzi, peraltro, non sono tutto. Come giustamente viene ricordato nel report, occorre prendere in considerazione anche i problemi di produzione e di distribuzione. Il vaccino della Pfizer costa meno di quello di Moderna, ma deve essere conservato a -70 gradi, una temperatura che le normali catene del freddo non sono in grado di garantire, mentre per conservare quello di Moderna basta arrivare a -20 gradi. La temperatura non influisce sul vaccino di Astra Zeneca, che tra l’altro non è ancora arrivato sul mercato. Altri vaccini sono allo studio o in avanzata fase di sperimentazione, come accade a Cuba dove se ne sta studiando uno a basso costo, ma con tempi lunghi di preparazione. Infine bisogna tenere conto che i prezzi delle singole dosi possono variare in base agli accordi stipulati tra case farmaceutiche e governi prima ancora che i vaccini fossero prodotti, e che gran parte dei costi per la ricerca e la sperimentazione dei nuovi vaccini sono stati coperti grazie ai consistenti impegni di acquisto del settore pubblico, e cioè, in ultima analisi, con altro denaro dei contribuenti.

Un bel guazzabuglio, dove districarsi non è facile e forse nemmeno possibile. Ma abbiamo l’enorme privilegio di vivere in una parte del mondo sufficientemente ricca da potersi concedere, insieme ai vaccini che in alcuni paesi poveri non arriveranno mai, anche il lusso di non sapere. E questo non dovremmo mai dimenticarlo. 

Battista Gardoncini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbero interessarti
LEGGI

L’ottimismo della conoscenza

Sulla sua pagina Facebook Guido Silvestri si presenta modestamente così: migrante italo-US, medico, scienziato, curioso di politica e…
LEGGI
LEGGI

Lo scandalo della Banca Romana

Ultime notizie dal mondo dorato dell’economia e della finanza. FCA è accusata di aver barato sulle emissioni dei…
LEGGI
LEGGI

Perché si chiamano bufale

Spopolano sul web, le “bufale”. Il termine è diventato di uso comune in questi tempi di post-verità, per…
LEGGI
LEGGI

Una stagione di libertà

Quarantacinque minuti di video, in rete, sono una eternità. E tuttavia vogliamo riproporli oggi, alla vigilia di una…
LEGGI
LEGGI

Due luci in redazione

I primi giorni del 2020 sono stati tristi per noi che abbiamo lavorato nella redazione torinese de L’Unità.…
LEGGI