Non credo nei sondaggi. Molti sacrificano l’accuratezza scientifica alla fretta dei committenti e si basano su campioni statistici troppo ristretti per dare risultati significativi, mentre altri sono costruiti ad arte, con domande capziose pensate per influenzare le risposte degli intervistati in un senso o nell’altro. Anche i pochi fatti bene vengono usati in modo improprio, ad esempio per rilevare infinitesimali variazioni nel consenso ai partiti, ignorando le percentuali degli astensionisti e degli indecisi. Con i risultati che si sono visti in occasione del referendum sulla giustizia, dove nessuno aveva previsto una affluenza alle urne così alta.
Dall’elenco dei sondaggi costantemente aggiornato dalla presidenza del consiglio dei ministri si può imparare molto su quello che l’establishment del paese ritiene importante e degno di essere discusso, e su quello che al contrario va sminuito, taciuto o addirittura nascosto. Fateci caso. L’alternativa tra la pace e la guerra non è ritenuta degna di indagine. Non ci sono più sondaggi sull’Ucraina da quando si è capito che Zelensky non è meglio di Putin. Quelli su Israele e Gaza risalgono all’anno scorso. Quelli sull’Iran evitano accuratamente il tema della responsabilità del conflitto: evidentemente si ritiene indelicato chiedere agli italiani di pronunciarsi sulla instabilità mentale di Trump, come invece fanno ogni giorno i giornali americani. Più vicino a noi, dopo la scoperta che la maggioranza degli italiani non si è bevuta la favola della legittima difesa inventata dalla destra al governo, sembrano scomparsi anche i sondaggi sull’orefice pistolero di Grinzane Cavour.
In compenso, abbiamo avuto indagini, e relativi dibattiti, su Pirlo possibile allenatore della Nazionale, sulle mete delle vacanze, e sul riposizionamento del “brand paese”, qualunque cosa questo significhi.
Rassegniamoci. D’ora in avanti ne vedremo delle belle, perché con l’approssimarsi delle elezioni la politica dà il peggio di sé, e il sistema dei media, con poche eccezioni sempre attento a non disturbare il manovratore, la asseconderà. Prepariamoci a mesi di glorificazione delle mezze calzette che abbiamo al governo e anche purtroppo all’opposizione. Ovviamente con il supporto dei sondaggisti di riferimento.
Battista Gardoncini