Sei minuti e quaranta secondi

La scienza non è infallibile. Ma nel metodo scientifico ci sono anticorpi che riducono i rischi del pressappochismo, così diffuso in anni dove le diverse forme di post-verità hanno prodotto una opinione pubblica disorientata e divisa.  Come dimostra il successo delle crociate anti-vaccini, sono sempre più numerose le prede dei ciarlatani e dei professionisti dell’inganno. Molte ricerche dimostrano però che la maggioranza  continua a guardare con fiducia alla scienza e le riconosce una  credibilità che va oltre gli argomenti specifici delle singole ricerche. Alla scienza si guarda anche per avere risposte sui grandi  temi della salute, dell’energia, dell’ambiente.

Oggi essere bravi ricercatori non basta. Bisogna vincere la tentazione di rinchiudersi in una torre d’avorio, uscire dai laboratori e spiegare quello che si fa. Non soltanto per ottenere finanziamenti, ma per assolvere a una funzione sociale più che mai necessaria e richiesta. Il premio GiovedìScienza, istituito dalla associazione che da trentun anni, ogni giovedì, riempie il teatro Colosseo di Torino con le sue conferenze sui più disparati argomenti di attualità scientifica, vuole rispondere a questa esigenza. Premia il giovane ricercatore che meglio sa rappresentare a un pubblico di non specialisti, in un tempo massimo di sei minuti e quaranta secondi, l’oggetto dei suoi studi. Giunto alla sesta edizione, da quest’anno il premio è rivolto a tutti i ricercatori italiani. Ecco la sua presentazione.

 

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