Una vicenda immaginaria

Immaginate di essere un banchiere.  Siete nel giardino della vostra bella casa. State fumando un sigaro, e vi godete il sole. Il vostro cane è placidamente sdraiato a due metri da voi. All’improvviso suonano al cancello. Vi affacciate e vedete che c’è un ministro molto noto e molto potente, che avete incontrato qualche volta in occasioni pubbliche.  Con un misto di sorpresa e di curiosità, forse anche con un po’ di compiacimento, lo fate salire. Gli offrite un caffè. E quello, esauriti i convenevoli, vi chiede se per caso, visto che siete molto ricco, non vorreste comperare la bellissima villa che confina con la vostra.

A questo punto subentra l’imbarazzo. Intanto perché quella villa non è così bella: la conoscete bene, e sapete che per renderla abitabile servono molti lavori e molti soldi. Poi perché sul momento non capite a quale titolo il ministro vi faccia la domanda, visto che la compravendita delle case tra privati non rientra tra le sue competenze.  Ma l’imbarazzo diventa fastidio, quando  vi torna in mente che  tra i proprietari della villa c’è  anche il papà del ministro. Voi però siete una persona educata. Un no secco, tra persone di mondo che frequentano gli stessi ambienti, non sarebbe gentile. Mentre pensate che il ministro sia uno stronzo gli fate un bel sorriso, e gli dite che l’idea è ottima e che la valuterete.

Il ministro, tutto contento, finisce il caffè, risale sulla sua auto blu e torna al gravoso compito di salvare l’ Italia che la sorte gli ha affidato. Voi vi dimenticate dello spiacevole incidente, fino a quando un uomo di fiducia del ministro, da tutti considerato un esperto in cyber-sicurezza, ma così sicuro di sé da trascurare le precauzioni più elementari, si fa vivo con una mail per ricordarvi la promessa. E fatalità vuole che più meno nello stesso periodo la villa crolli.

A questo punto siete così irritato che decidete di parlare del colloquio con un amico giornalista, preoccupato come voi per la piega che le vicende italiane stanno prendendo, e conservate la mail a futura memoria.  L’occasione per tirarla fuori, incredibile ma vero, vi viene data proprio dal ministro e dai suoi amici, che mettono in piedi una commissione parlamentare di inchiesta sulle banche alla vigilia delle nuove elezioni.

Come tutte le vicende immaginarie, anche questa si presta a diverse interpretazioni, qualcuna benevola, altre molto meno. Ma su un punto almeno penso che bisognerebbe concordare. Nel mondo reale un ministro come quello non farebbe il ministro.

Battista Gardoncini

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