L’anno del CAI

Buon anno a tutti i lettori di Segnavia54. E buon anno in particolare a tutti coloro che conservano nel portafoglio, o meglio nella patta dello zaino, la tessera del CAI. Perché quest’anno si celebra il 150esimo anniversario della fondazione del club, formalizzata il 23 ottobre del 1863 a Torino, ma di fatto decisa il 12  agosto, il giorno della celebra salita al Monviso voluta dal biellese Quintino Sella, che allora era ministro e fece dell’impresa un momento di coesione e orgoglio nazionale.

Le celebrazioni, presentate a Montecitorio nell’ottobre scorso, saranno tante e diffuse su tutto il territorio. Lo spirito – dice il CAI – non è quello della autocelebrazione, ma della condivisione: la speranza è che servano ad avvicinare alla montagna un numero sempre maggiore di persone.

Oggi il Club Alpino Italiano ha 320.000 soci, oltre ottocento tra sezioni e sottosezioni, 21 gruppi regionali e provinciali, ed è sempre rimasto fedele all’articolo del suo primo statuto, che gli dava “per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”.

Per chi vuole saperne di più rimandiamo al sito istituzionale ( www.cai.it )  e al rinnovato sito de “Lo Scarpone” ( www.loscarpone.cai.it ). Ma segnaliamo anche che dal settembre dell’anno scorso Montagne 360, la rivista ufficiale spedita ai soci, è disponibile per tutti gli appassionati in edicola al prezzo di 3.90 euro.

La vignetta che correda questo articolo è di Gianni Audisio, disegnatore saluzzese molto attento ai temi della montagna. I suoi lavori compaiono regolarmente su Montagne, il settimanale nazionale della TGR dedicato alle terre alte, in onda ogni venerdì alle 9.30 su RAI2.

 

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