Contro l’elisky

Gli incidenti in montagna sono sempre in agguato. Ma il rischio aumenta se chi sale lo fa senza fatica e senza avere nelle gambe quelle migliaia di metri di dislivello che insegnano a conoscere e a rispettare l’ambiente, con tutte le sue insidie. Gli elicotteri sono una scorciatoia troppo facile,  e non è certo un caso se molti incidenti colpiscono sciatori che sono stati depositati in vetta dopo un volo di pochi minuti,  e affrontano le alte quote e la neve fresca con lo stesso atteggiamento che si ha lungo una pista comoda e battuta. Ma la sicurezza è soltanto un aspetto della questione, che si potrebbe tutto sommato liquidare con la cinica constatazione che le vittime se la sono cercata e un po’ se lo meritano. Restano invece, e pesano come macigni,  l’inquinamento acustico, il disturbo alla fauna alpina e il disappunto di  chi, salito con le sue sole forze  alla ricerca di un angolo incontaminato di natura, se lo ritrova affollato come una via del centro durante il  passeggio domenicale. Problemi che riguardano tutti, e rendono urgente una seria regolamentazione del settore, che  peraltro già esiste in altri e più civili paesi.

Una recente lettera aperta al presidente della giunta regionale piemontese Sergio Chiamparino, ha riaperto  il dibattito. Scritta dall’avvocato e istruttore di scialpinismo  Matteo Guadagnini, e firmata da un folto gruppo di amanti della montagna, la lettera chiede che la Regione “introduca nella propria legislazione un divieto assoluto di utilizzo di elicotteri per impieghi ludici e del tempo libero nel territorio montano regionale, salvaguardandone gli impieghi a soli fini di soccorso, ricerca e lavori autorizzati”, ma la richiesta cozza contro l’assenza di una legge quadro a livello nazionale. E deve fare i conti anche con la sorda opposizione di chi dall’eliski trae un guadagno non indifferente, e si sta organizzando per estendere il servizio anche a zone fino a questo momento risparmiate. Spesso a portare in quota gli sciatori sono gli stessi elicotteri che assicurano i rifornimenti ai rifugi o il soccorso alpino. E ci sono guide che si stanno specializzando nell’accompagnare gruppi di clienti danarosi alla scoperta della montagna. Una giornata di eliski, con cinque discese assicurate,  può arrivare a costare 850 euro a persona, e i conti sono presto fatti. Con buona pace di chi pensava alla montagna come a uno degli ultimi posti al mondo dove la competenza contava più del  portafoglio.

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