di Navyo Eller – Kathmandu. Cordyceps sinensis, conosciuto localmente come Yarsagumba, è una sorta di viagra naturale himalayano. Un fungo afrodisiaco che, negli ultimi anni, ha trovato in Asia un ottimo mercato, con prezzi che si aggirano in media sulle diverse migliaia di euro al chilogrammo. Lo Yarsagumba cresce sugli alpeggi al di sopra dei 3500 metri in tutte le aree dell’Himalaya di India, Nepal, Bhutan e sugli altipiani del Tibet e della Mongolia.
Da alcuni anni, la grande richiesta che proviene dall’Asia ma anche dal resto mondo, ha convinto un numero sempre crescente di persone che abitano nelle regioni di bassa quota, a salire in montagna per cercare lo Yargasumba. Ma di recente molti dei raccoglitori sono rientrati senza compenso economico, a causa della scarsità del fungo magico. Quest’anno in tutte le aree a sud del crinale himalayano si è riscontrata una diminuzione del raccolto fino al 5 % rispetto alle stagioni precedenti, mentre sull’altopiano tibetano il problema, pur allineandosi al trend generale, risulta meno pesante.
Le cause della diminuzione del Yargasumba sono incerte: il fenomeno potrebbe essere messo in relazione con la scarsità delle piogge in primavera e anche della neve, ma occorre anche tener conto dell’aumento di gente che raggiunge gli alpeggi per raccogliere il fungo. Oppure, ancora, potrebbe trattarsi semplicemente dell’effetto di un ciclo naturale mai osservato in precedenza.
Da sempre lo Yarsagumba fa parte della medicina locale, ma negli ultimi decenni la richiesta di mercato è aumentata, cosi come la raccolta, in prospettiva di buon riscontro economico. Per questo, un numero sempre maggiore di scienziati richiede un controllo e un intervento specifico per proteggere la specie.