Un Napoleone senza sostanza

L’abbiamo aspettato tanto, il “Napoleon” di Ridley Scott, curiosi di vedere come uno dei registi di maggiore successo del cinema mondiale avrebbe tratteggiato la figura di un gigante che ha cambiato per sempre la storia, lasciando una eredità che ancora oggi condiziona il nostro modo di vivere e di pensare. E purtroppo la delusione è stata grande. 

Intendiamoci. “Napoleon” non è un brutto film, e in alcuni momenti Ridley Scott ritrova la mano felice del suo folgorante esordio con “I duellanti”, e di successi planetari come “Blade Runner”, “Alien”, “Il gladiatore”, “Thelma e Louise”, “The Last Duel” e via elencando. Quindi, se vi piacciono le grandi battaglie, le sontuose ambientazioni, e anche le scene forti come la decapitazione di Maria Antonietta, non perdetevelo. Quello che non funziona, e in alcuni momenti irrita, è la riduzione della figura di Napoleone a un personaggio audace e pronto ad approfittare di ogni occasione, ma privo di sostanza e quasi succube della moglie infedele Giuseppina di Beauharnais. Inoltre non mancano alcuni grossolani errori storici, come il bombardamento delle piramidi mai avvenuto e l’assenza di riferimenti alle campagne d’Italia, che furono fondamentali per fare di Napoleone un eroe nazionale. E che dire del ruolo marginale assegnato all’entourage dell’imperatore e ai suoi generali, che tanta parte ebbero nelle vittorie francesi e nell’ultima e decisiva sconfitta?

Ridley Scott si è difeso appellandosi alla libertà narrativa. Ma la sua decisione di costruire tutta la vicenda attorno agli alti e bassi della relazione tra Napoleone e Giuseppina non può che lasciare perplessi, anche a causa della prestazione non entusiasmante dei due protagonisti, un Joaquin Phoenix poco nella parte e una Vanessa Kirby un po’ troppo legnosa per essere affascinante.

A meno che il problema non sia proprio lui, Ridley Scott. In fondo è risaputo che agli inglesi Napoleone non è mai piaciuto. 

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