Un cervello sprecato

“Regina rossa” è il primo volume di una trilogia gialla scritta dall’ex giornalista Juan Gómez-Jurado. In Spagna ha venduto milioni di copie, e in Italia è stata pubblicata da Fazi riscuotendo un discreto successo. Adesso, su Prime Video, è arrivata anche una serie TV in sette puntate, che ricalca fedelmente il libro. Nulla di speciale, ma perfetta per qualche serata casalinga se non c’è niente di meglio da fare.

Antonia Scott è una donna intelligente, anzi la donna più intelligente del mondo, ma il suo equilibrio psicofisico è incrinato, e vorrebbe suicidarsi. Per tenerla in vita, e per sfruttare le sue doti straordinarie nella caccia ai più efferati criminali d’Europa, il capo dell’unità speciale “Regina Rossa” le affianca Jon Gutiérrez, un ispettore di polizia dai modi spicci e dal cuore tenero. I due si mettono sulle tracce del misterioso Ezequiel, che ha ucciso il rampollo di una facoltosa banchiera di Madrid e ha rapito Carla Ortiz, figlia di uno degli uomini più ricchi del mondo. Il padre, infatti, pur amando Carla, non vuole o non può cedere al ricatto del sequestratore. Per Antonia e Jon inizia una corsa contro il tempo che la mancata collaborazione delle famiglie delle vittime rende particolarmente difficile, e anche pericolosa. 

Ma non temete. Alla fine va quasi tutto bene, per l’ovvio motivo che i  due investigatori, prima di godersi il meritato riposo, dovranno risolvere i casi inventati  da Gómez-Jurado in “Lupa nera” e “Re bianco”. E molto probabilmente arriveranno altre serie con gli attori protagonisti, la piccola e tormentata Vicky Luengo e l’imponente e barbuto Hovik Keuchkerian Burgui, un ex pugile capace di insospettate sottigliezze interpretative. 

“Regina rossa” si lascia guardare, ma non risponde alla più ovvia delle domande. Se davvero Antonia è la donna più intelligente del mondo, perché spreca il suo tempo e il suo Q.I. di 242 per dare la caccia ai criminali?

gbg

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