Ostili ma non troppo

Un capitano dell’esercito che ha combattuto le guerre indiane, perdendo molti amici e partecipando ad alcuni dei più efferati massacri della frontiera, riceve lo sgraditissimo incarico di accompagnare uno dei loro capi, da sette anni prigioniero e gravemente malato, a morire nella sua terra. Ordine del presidente degli Stati Uniti, che vuole cosi dimostrare magnanimità nei confronti dei nemici sconfitti, e gli ordini non si discutono.

Joe Blocker, un ottimo Christian Bale,  si mette dunque in viaggio con un piccolo gruppo di soldati, il capo cheyenne Cane Giallo, interpretato da Wes Studi, e la sua famiglia. A loro si aggiunge Rosalie Quaid, la bella Rosamund Pike, che ha perso il marito e i figli per la scorreria di un gruppo di indiani ribelli. Il viaggio fino alla Valle degli Orsi, nel Montana,  è lungo e difficile e non tutti arrivano a destinazione. Ma è anche una occasione di incontro tra due culture diverse, che scoprono di avere alcuni punti in comune e alla fine si trovano a combattere insieme per la sopravvivenza.

“Hostiles”, del regista Scott Cooper, autore tra l’altro di “Black Mass” e de “Il fuoco della vendetta”, è un western classico con tutti gli ingredienti del genere: cavalli, splendidi paesaggi, spietati malfattori e una buona dose di politicamente corretto, che non guasta.  C’è voluto del coraggio per proporlo nel 2017, visto che il pubblico sembra aver perso l’interesse per il genere. E in effetti gli incassi, appena discreti negli Stati Uniti, in Italia sono stati deludenti e il film è uscito presto dalla programmazione. Per chi se lo fosse perso, però, c’è Prime Video di Amazon. E tutto sommato, costretti come siamo alla clausura da Covid, vale la pena di dedicargli due ore di attenzione.

Una parte dei dialoghi è in cheyenne, con i sottotitoli. E il suono di questa lingua gutturale, così adatta a esprimere lo spirito di un popolo sull’orlo dell’estinzione, ma indomito, aggiunge fascino al racconto.

gbg

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