Il protagonista è l’ambiente

In molti film del regista islandese Baltasar Kormákur l’ambiente ha un ruolo di primo piano, e di solito si tratta di un ambiente ostile, che mette a dura prova le capacità di sopravvivenza dei protagonisti, a volte fino alle estreme conseguenze. In “The Deep” è il gelido mare del Nord, dove un pescatore  si salva da un naufragio nuotando per ore in acque da cui nessuno prima di lui era mai uscito vivo. In “Resta con me” è l’Oceano Pacifico, dove una inesperta navigatrice riesce a salvare la sua barca, danneggiata da un uragano, grazie ai consigli del compagno immobilizzato da una frattura. In ”Everest” la montagna più alta del mondo fa pagare un pesantissimo tributo a un gruppo di alpinisti ingenuamente convinti che i soldi possano sostituire l’esperienza. 

In tutti e tre i casi Kormákur si è ispirato a storie vere, romanzandole quel tanto che basta per affascinare il grande  pubblico. Totalmente inventata è invece la trama del suo ultimo film, “Apex”, che ha come protagonista una Charlize Theron perfettamente a suo agio in alcune delle zone più pittoresche e selvagge dell’Australia. Qui la bella Sasha, nel tentativo di dimenticare il compagno morto durante una scalata, decide di scendere in kajak le rapide del fiume Ginninderra, nel cuore di un parco nazionale dove chiunque si avventuri deve sapersela cavare da solo. Appassionata come è di sport estremi, non ha problemi fino a quando sulla sua strada  incontra Ben, un giovanotto apparentemente gentile interpretato da Taron Egerton, che decide di giocare con lei come un gatto con il topo, prima di ucciderla come altri sventurati escursionisti scomparsi nel parco. Shasha, però, è  di scorza dura e non ha nessuna intenzione di fare la fine del topo. Seguono fughe, scalate a piedi nudi di pareti vertiginose, lotte subacquee e chi più ne ha più ne metta, fino alla resa dei conti finale.

Detta così, sembra che “Apex” sia il solito polpettone di Netflix. In realtà si si lascia guardare, grazie anche alla superba ambientazione.

gbg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbero interessarti
LEGGI

Cinque giorni un’ estate

La montagna ispira i film maker. Ma sono  pochi i film sulla montagna che escono dal circuito dei festival…
LEGGI
Il materiale e l'immaginario
LEGGI

Il materiale e l’immaginario

“La conoscenza di Remo Ceserani risale alla fine degli anni Settanta. Con Lidia De Federicis avevamo progettato una storia letteraria per le scuole superiori di nuovo genere, per la quale era necessario individuare un coautore capace e disponibile. Proprio in quegli anni la rivista Belfagor presentava interventi diversi sul modo di affrontare l’insegnamento della letteratura. Quello proposto da Ceserani si avvicinava molto alle nostre aspettative. Decisi di interpellarlo, e…
LEGGI
LEGGI

Il ritratto di James Lord

Gli amanti dell’arte non lo perdano. Presentato al Torino Film Festival, The Final Portrait di Stanley Tucci racconta…
LEGGI
LEGGI

Assassinio sull’Eiger

Il terzo film scelto per la nostra rassegna è Assassinio sull’Eiger, titolo originale The Eiger Sanction, diretto e interpretato…
LEGGI
LEGGI

Suicidio in diretta

Addirittura due film quest’anno hanno ricordato la figura di Christine Chubbuck che nel lontano 1974 fu la prima…
LEGGI
LEGGI

L’uomo che giocava

Per chi ha voglia di cercare, e di conoscere, le montagne custodiscono tesori inaspettati. E in montagna si scoprono…
LEGGI