Hieronymus Bosch, detective

Per chi è cresciuto a pane e cinema guardare una serie tv è un po’ come mangiare una fonduta senza tartufi. Ed è per questo che finora in questa rubrica non ne abbiamo mai parlato. Ma viviamo in emergenza, le sale restano chiuse, e una eccezione ci può stare.

Dalla scorsa settimana è disponibile su Amazon Prime la sesta stagione di “Bosch”, il detective della polizia di Los Angeles creato dal giallista Michael Connelly — che compare anche tra gli sceneggiatori e i produttori — mentre il protagonista è Titus Welliver, un ottimo caratterista che grazie a questa interpretazione ha ottenuto una meritata notorietà. 

Come in ogni serie che si rispetti, in “Bosch” ci sono molti personaggi ricorrenti, con vicende intrecciate che ruotano attorno ai casi  di cui si occupa il dipartimento di polizia di Hollywood, agli intrighi dei pubblici amministratori e alle storie dei singoli. Tra tutte, naturalmente,  spicca quella tormentata di Hieronymus Bosch, detto Harry, che un difficile passato ha trasformato in un giustiziere insofferente alle regole.

 Il punto di forza della serie è la sceneggiatura, credibile e avvincente  perché segue abbastanza fedelmente le trame dei best-sellers di Connelly, un ex cronista di nera che ha una perfetta conoscenza di Los Angeles e delle procedure di polizia. Quindi chi li ha letti sa già come andranno le cose, ma si consola con il piacere di dare un volto a personaggi molto amati, e di scoprire tutti gli angoli di una città straordinaria che nei libri poteva soltanto immaginare.

“Bosch” è una serie di successo, tant’è vero che lo stesso cast sta già lavorando alla settima stagione. Fin dall’inizio è stata girata con grande cura e le riprese in HDR di questi ultimi episodi sono veramente spettacolari. Ma il nostro consiglio è di non avere fretta: se non lo avete già fatto gustatevi tutti gli episodi, incominciando dalla prima stagione.

gbg

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