Pennivendoli e puttane

L’altro giorno in piazza c’ero anch’io, per il presidio a difesa della libertà di stampa e contro le avventate dichiarazioni di Di Maio e Di Battista sui giornalisti-puttane e sulla loro propensione a mettere la penna al servizio del primo venuto, purché solvibile.  Padronissimi quei due  di pensare tutto il male possibile di una categoria che staziona agli ultimi posti nelle classifiche del gradimento degli italiani. Un po’ meno di dirlo con quel tipo di linguaggio, non degno di chi…

Salvini e Di Maio non sono la stessa cosa

Nel giorno in cui Renzi torna per l’ennesima volta in pista e annuncia la riscossa attraverso non meglio precisati comitati civici destinati nel 2019 a risollevare le sorti del defunto centro sinistra, vale forse la pena di fare un passo indietro e ricordare perché siamo arrivati al punto in cui siamo. Correva l’anno 2017, e tutti i sondaggi indicavano che le elezioni dell’anno successivo sarebbero state vinte dai Cinque Stelle. Così il PD, Forza Italia e la Lega pensarono bene…

Le promesse di Vito Crimi

Chiunque abbia sentito parlare per almeno cinque minuti il sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi conosce i limiti dell’uomo, pentastellato della prima ora, catapultato dal grigiore di una cancelleria di tribunale ai fasti del  governo da una manciata di voti on line.  E tuttavia anche un uomo limitato, a volte, può dire una cosa giusta. Vito Crimi l’ha detta nei giorni scorsi, chiedendosi se l’ordine del giornalisti abbia ancora un senso, e se non sarebbe meglio abolirlo. E dandosi una…

Cari compagni…

Cari compagni, continuate pure così e tra cinque anni ci toccherà scegliere se votare Cinque Stelle o Lega. La lettura dei vostri post sulla tragedia di Genova aggiunge dolore a dolore, perché non vi riconosco più. Mi sentivo uno di voi quando scrivevo per la defunta Unità, e ancora speravo di cambiare il mondo. Mi sentivo uno di voi anche quando lavoravo per la RAI, e cercavo di conciliare i vincoli del servizio pubblico con le mie idee sulla società…

Salvini al bar dello sport

Gli italiani si entusiasmano facilmente, e altrettanto facilmente dimenticano. Quello per Matteo Salvini, più che un innamoramento, mi pare una infatuazione. Come ha imparato a suo spese il Matteo che lo ha preceduto, Salvini potrebbe scoprire presto che con i tweet, le dichiarazioni roboanti e i pugni battuti sul tavolo non si va lontano, perché in un mondo complesso i problemi non hanno soluzioni semplici, e il primo dovere di chi governa è quello di agire avendo ben chiari gli…

Renzi marchio perdente

Non capivo prima – e a maggior ragione non capisco adesso – l’insana passione che molti eletti ed elettori  del PD continuano a nutrire per Matteo Renzi. Eppure, nonostante gli errori commessi e le ripetute sconfitte subite, l’ex presidente del consiglio imperversa sui media a nome di ciò che resta del partito, e ne detta di fatto la linea. Come si è visto anche ieri, quando gli è stato affidato il compito di introdurre l’assemblea che ha portato lo scialbo…

Idee chiare e uomini nuovi

Dopo la nascita del nuovo governo il centro sinistra sconfitto deve prendere atto che ha davanti a sé un lungo cammino di opposizione, e che è giunto il momento di lasciarsi alle spalle le  recriminazioni e le facili ironie sulla presunta inadeguatezza dei vincitori. Nella inedita situazione che si è creata diventa prioritario ridefinire la propria identità, e per farlo serviranno  idee e uomini nuovi. In proposito, ecco una  riflessione di Giusi La Ganga. Parte un’avventura di governo che, comunque…

Il piano B di Mattarella

E’ davvero difficile credere che il presidente della repubblica Mattarella  abbia preso la dirompente decisione di bloccare la nascita del nuovo governo a causa del piano B sull’uscita dall’euro elaborato a suo tempo dall’economista Paolo Savona, se non altro perché il candidato alternativo che il presidente aveva proposto a Lega e Cinque Stelle, il leghista Giorgetti, aveva in passato sostenuto le stesse idee di Savona senza scandalizzare nessuno. Adesso può davvero succedere di tutto, anche il peggio.  Ma Mattarella è…

Repubblica in trincea

Il governo che sta per nascere non mi piace. Ne avrei di gran lunga preferito uno a Cinque Stelle con l’appoggio esterno del PD, che avrebbe potuto svolgere una utile e necessaria funzione di controllo su un esecutivo giovane e inesperto.  Non è andata così, e di questo i dirigenti democratici  portano  tutti insieme una storica responsabilità, che pagheranno con un destino di irrilevanza politica e forse con la definitiva scomparsa del loro partito. Peccato per le tante brave persone…