Cinque giorni un’ estate

La montagna ispira i film maker. Ma sono  pochi i film sulla montagna che escono dal circuito dei festival di settore e raggiungono il grande pubblico. E pochissimi quelli che ottengono un successo importante al botteghino. Ognuno ha i suoi gusti. Consapevoli di esercitare una scelta arbitraria, ogni sabato, per cinque sabati, vi proporremo  il trailer  di uno di quelli che più ci hanno colpito. E incominciamo con “Cinque giorni un’estate”, di Fred Zinnemann. Sono suoi alcuni dei più noti film hollywoodiani, come Mezzogiorno di fuoco, Da qui all’eternità, Un cappello pieno di pioggia, Un uomo per tutte le stagioni, Giulia, Il giorno dello sciacallo. Ma Zinnemann era nato in Austria nel 1907 e scelse di chiudere la sua carriera nel 1982 dirigendo Sean Connery, Betsy Brantley e Lambert Wilson sulle montagne dell’ Engadina che aveva frequentato da ragazzo. Il film, ambientato negli anni Trenta,  è la storia di un triangolo amoroso tra l’anziano e facoltoso Connery, la sua giovane compagna, e la guida che li accompagna in alcune scalate.  Non mancano i colpi di scena, che non vi raccontiamo perché il film è facilmente reperibile in dvd o in rete. Ma a fare la differenza sono, oltre alla regia e alla recitazione di Connery,  l’assoluta fedeltà nella ricostruzione dei materiali e delle tecniche alpinistiche dell’epoca e la straordinaria fotografia dell’italiano Giuseppe Rotunno.

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