Storie mondiali, Mosca 2018

Un mese e un giorno di storie, di record da raccontare nella terra di Russia . Sono già finiti i Mondiali? Purtroppo sì. Sono volati, 64 partite. Ha vinto la Francia, con buona pace per gli italiani che si sono trasformati in ultras croati. Kylian Mbappé, il vero simbolo della next generation francese. Nato a dicembre 1998, comprato un anno fa dal Psg per 180 milioni. Tutti dicevano: potrebbe già essere il suo Mondiale. Lo è stato fino in fondo, fino al punto esclamativo in finale. Gli ha reso omaggio persino Pelé. Non c’è molto altro da aggiungere.

Qualche record, qualcuno clamoroso, è caduto. El Hadary, portiere dell’Egitto, è diventato il più vecchio ad essere sceso in campo in un Mondiale: 45 anni e 161 giorni E’ stato soprattutto il Mondiale dei rigori e degli autogol. Il titolo di capocannoniere, infatti, l’ha vinto Kane (6), ma in realtà davanti gli è arrivata proprio la voce autorete: sono stati 12 i gol nella propria porta, compreso quello di Mandzukic, il primo in una finale mondiale. E poi c’è stato il record di rigori assegnati (anche grazie alla presenza del VAR): 29.

La caduta degli dei: Cristiano Ronaldo  e Lionel Messi , sono usciti a braccetto  agli ottavi di finale  senza mai entusiasmare. Ronaldo si è scatenato nella prima gara con una tripletta contro la Spagna. Poi un gol al Marocco, ma nulla più. Messi  incupito  fin dalla prima partita , con  tanto  di rigore sbagliato contro l’Islanda.  Sembrava rinato con un gol meraviglioso contro la Nigeria, ma è stato schiacciato dal peso di dover per forza condurre l’Argentina al trionfo.  Lo show argentino era soltanto in tribuna,  con Maradona , inquadrato dalle telecamere , diciamo non sempre lucido. Dalla “mano de dios” siamo passati a “los  ditos di dios.”

Deludente anche la Germania , campione in carica, spazzata via ai gironi da Messico e Corea del Sud. Anche i tedeschi adesso nel loro curriculum calcistico hanno una  Corea come noi. Formentera non è mai stata così popolata come questa estate.

Usciti i due fenomeni, ci si aspettava la consacrazione del brasiliano  Neymar , che verrà ricordato anche, ma soprattutto, per le incredibili simulazioni, e i piagnistei. Non ha fatto una bella figura, questo è certo.. Innumerevoli le parodie che si sono scatenate  dal web e che ci faranno sorridere ancora per un po’.

Una menzione  speciale la merita  il croato Nikola Kalinic. Si è rifiutato di entrare durante la prima partita, è stato cacciato. Poi la Croazia è arrivata fino in fondo. Perdendo, è vero. Ma lui si è perso la più grande avventura della storia del calcio della sua nazione.

Jorge Sampaoli e Oscar Washington Tabarez. Il primo scalmanato, in maglietta, tatuaggi in vista, esautorato, costretto a chiedere a Messi che cambi fare. Il secondo epico: il più anziano al Mondiale, in stampelle per una malattia neuro-degenerativa, capace di dimenticarsi le stampelle per esultare per i suoi ragazzi. Differenze.

Yuri Cortez, segnatevi questo nome. È il minuto 108 della semifinale dei mondiali Inghilterra-Croazia quando l’attaccante Mario Mandzukic sigla la rete del sorpasso. L’esultanza è troppo veemente e i giocatori del c.t. Dalic nei festeggiamenti travolgono il fotografo di AFP Yuri Cortez, che nonostante venga ‘abbattuto’, continua a svolgere il suo lavoro. Al termine dell’esultanza, Mandzukic e compagni hanno aiutato il reporter a rialzarsi, mentre il difensore Vida lo ha baciato sulla fronte.

Le aquile di Xhaka e Shaqiri, la presenza di Kolinda, sfegatata ultras croata. Putin e Medvedev che si sono dati il cambio, Macron capopopolo nello spogliatoio della Francia Campione. La contaminazione calcio-politica è stata totale. L’invasione di campo, quasi impercettibile, e l’ombrello di Stato, durante la cerimonia di premiazione,  che tutela dal diluvio solo la pelata dello zar di Russia, il padrone di casa, a dispetto di ogni cerimoniale.  Dasvidania a Qatar 2022.

Marco Patruno