Musica e società

Migliaia di giovani venezuelani, molti dei quali provenienti dagli strati più disagiati della società, hanno imparato a suonare uno strumento grazie al “sistema” messo a punto negli anni settanta dall’eclettico educatore José Antonio Abreu. E la musica classica è diventata in quel paese un potente strumento di aggregazione e di riscatto sociale, che ha destato l’ammirazione di musicisti di fama internazionale come il compianto direttore d’orchestra Claudio Abbado.

Tre giovani venezuelani che hanno mosso i primi passi nel mondo della musica grazie al “sistema” vivono oggi a Torino. E hanno pensato di restituire quello che hanno ricevuto ad altri giovanissimi dei quartieri multietnici attorno a Porta Palazzo, organizzando per loro una scuola gratuita, gestita da una associazione, il SOMI, che muove in questi giorni i primi passi. Con loro una decina di giovani, venezuelani e italiani, che presteranno a titolo gratuito la loro opera. 

Servono però soldi per comperare gli strumenti da dare in uso agli allievi, e una sede stabile. “Speriamo nelle istituzioni e nei bandi europei – dice la coordinatrice Sila Cipriani – ma anche nell’aiuto dei privati. E per questo abbiamo aperto una sottoscrizione attraverso il sito www.gofundme.com/regala-un-sueno, dove è anche possibile trovare tutte le informazioni sulla nostra iniziativa”.

Questa è stata la loro prima uscita pubblica

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