Più che uno spot, un boomerang

Una allegra famigliola in macchina discute di politica. Moglie e figli cercano di convincere un padre che non vuole votare per il PD, elencando tutti i risultati ottenuti dal governo. Lui sembra indeciso, ma resta della sua idea, fino a quando un uomo in bicicletta si accosta al finestrino. E’ Matteo Renzi, che gli chiede se ne è proprio sicuro, e pedala via, presumibilmente alla ricerca di altri elettori riluttanti. Non è dato sapere che cosa deciderà alla fine l’uomo.

Non so che cosa pensino dello spot, che imperversa in questi giorni sul web, i sostenitori del PD. Presumibilmente lo considerano efficace e ci sarà pure qualche renziano di ferro che ancora una volta si compiacerà delle straordinaria capacità comunicativa di Renzi. Io, che sono nella stessa situazione di quel padre, lo trovo particolarmente irritante e penso che sia l’ennesima dimostrazione della incapacità dell’attuale gruppo dirigente del PD di capire i tormenti dei suoi potenziali elettori e di essere in sintonia con il loro sentire.

Il primo motivo è ovvio. Dopo i fasti delle europee degli ottanta euro, nell’ormai lontano 2014, Matteo Renzi non ne ha imbroccata una. Di sconfitta in sconfitta è arrivato alla sfida decisiva del referendum costituzionale e ha perso anche quella, rimangiandosi clamorosamente la promessa che in caso di sconfitta si sarebbe ritirato dalla politica. Adesso è ancora qui che imperversa, in compagnia di Maria Elena e degli altri amici del giglio magico, arroganti come solo i fiorentini sanno essere quando pensano di avere ragione. Il guaio è che a volte non ce l’hanno, e diventano insopportabili, esattamente come Renzi, che è ai primi posti nella classifica dei politici più odiati e costa al suo partito, con la sua sola presenza, almeno tre punti percentuali in meno.

Perché proprio tre, e non due, o quattro, o sei? Perché attorno al tre per cento, secondo tutti sondaggi,  si aggira l’inaspettato gradimento della lista più Europa, coalizzata con il PD e guidata da Emma Bonino. Che avrà pure fatto molto nel campo dei diritti civili, ma nel corso della sua lunghissima carriera politica ha sempre sostenuto idee di un liberismo sfrenato in campo economico e ha voltato gabbana almeno quanto Casini. A sinistra Bonino è stata spesso guardata con sospetto. Molti di quelli che la voteranno lo faranno non perché convinti da una proposta politica che prevede tra l’altro l’esplicito accordo a un governo di larghe intese con Silvio Berlusconi, ma per colpire Renzi senza arrivare a scegliere LeU o i Cinque Stelle. E potrebbero riuscirci, perché se Più Europa superasse la soglia del tre per cento la Bonino otterrebbe, oltre ai collegi sicuri garantiti dagli accordi di coalizione, anche una consistente pattuglia di parlamentari suoi, sottraendo seggi ai fedelissimi del segretario PD.

In questo quadro la scelta dei creativi del partito di usare il volto di Matteo Renzi per convincere gli indecisi appare quanto meno singolare. Ma c’è un motivo meno ovvio, e purtroppo più di sostanza, per considerare lo spot lo specchio fedele delle attuali difficoltà del PD, e in ultima analisi un boomerang. Tra gli argomenti che moglie e figli usano per cercare di convincere il padre riluttante ci sono molte cose buone realizzate negli ultimi anni, dall’eliminazione dell’Imu sulla prima casa alle unioni civili, dagli 80 euro al bonus cultura per i diciottenni, dalla legge contro il caporalato a quella per il ‘dopo di noi’. Buone, ma non essenziali, o almeno non percepite come tali dalla grande maggioranza dell’opinione pubblica. 

Uno spot è per forza di cose parziale e non può esaurire nei pochi secondi a disposizione temi complessi. Colpisce però che nel dialogo degli occupanti della macchina ci siano pochissimi accenni ai problemi concreti e reali che angustiano il paese: la disoccupazione, l’aumento dell’età pensionabile, l’iniquità delle politiche fiscali, la crisi della scuola e della sanità pubblica, le lentezze della giustizia, il dilagare della corruzione, le incertezze nella gestione dell’ordine pubblico e dei flussi migratori. E non si sfugge alla fortissima impressione che su questi argomenti il PD abbia fatto poco e abbia poco da dire.

Battista Gardoncini