La prevalenza dell’idiota

L’ultima idiozia in cui mi sono imbattuto è relativamente innocua e arriva da Londra, dove alcuni  manifesti pubblicitari di una mostra di Egon Schiele sono stati rifiutati perché nelle opere si vedevano i genitali. Ma le idiozie sono ovunque. Prodotte e rilanciate con ritmi forsennati da migliaia di idioti inconsapevoli di esserlo, e accettate supinamente da milioni di persone totalmente prive di spirito critico, fanno più danni delle fake news. E a differenza di quelle nessuno ne parla, e nessuno sembra interessato a trovare i modi per arginarle.

Come ha recentemente dimostrato il caso Weinstein, il terreno sessuale è uno dei più fertili. Partito dalla giusta denuncia del riprovevole comportamento di un singolo, idiozia dopo idiozia è diventato un esemplare caso di caccia alle streghe su scala mondiale, dove è diventato difficile distinguere tra colpevoli, vittime e profittatori assortiti, fino all’assurdità di cancellare dai film la presenza di attori e registi accusati, peraltro senza prove, di essersi calati le braghe una volta di troppo.

Ma anche in politica non si scherza. In Italia il nome della formazione politica nata alla sinistra del PD, Liberi e Uguali, ha suscitato le proteste di una rumorosa minoranza perché declinato al maschile. Nonostante tutte le assicurazioni  del nuovo partito sulla composizione paritaria delle future liste elettorali –  e le ragionevoli argomentazioni di tanti autorevoli studiosi sulle caratteristiche dell’italiano, lingua notoriamente priva del neutro – è stato considerato discriminatorio.

Negli Stati Uniti, da qualche tempo a questa parte,  le idiozie del presidente Trump eclissano tutte le altre. Non fa eccezione la sua decisione  di spostare l’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, che  ha riattizzato le fiamme nel Medio Oriente.  Ma anche gli avversari politici del presidente non scherzano.  Fa quasi tenerezza  l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Biden, seriamente convinto che quel cattivone di Putin, allo scopo di “destabilizzare l’occidente” abbia tentato di influenzare  l’esito  del referendum costituzionale dell’anno scorso in Italia- peraltro scontatissimo vista la strategia suicida del governo Renzi –  e voglia aiutare la Lega e i Cinque Stelle in occasione delle prossime elezioni politiche. In che modo gli assetti istituzionali italiani possano influire sui destini dell’Occidente non è dato sapere. Ma se anche nell’allarme di Biden ci fosse qualcosa di vero,  la parzialità delle sue argomentazioni appare evidente a chiunque si prenda la briga di andare oltre i titoli ad effetto dei giornali italiani. Biden, infatti,  elenca tutta una serie di tentativi di ingerenza dei russi  in vari paesi,  dai finanziamenti alla estrema destra tedesca e francese ai referendum in Olanda e in Spagna. Curiosamente, però, si dimentica dell’unico fatto veramente destabilizzante avvenuto nel vecchio continente negli ultimi anni, e cioè la Brexit. Guarda caso, una scelta dell’alleato inglese molto apprezzata dagli americani, che di una Europa forte e autonoma non hanno mai voluto sentire parlare.

Il che ci porta a un’ultima considerazione. Forse, tutto sommato, l’idiota non è Biden, ma va cercato tra chi lo prende sul serio.

Battista Gardoncini