Aria fritta a Venaria

Secondo i consiglieri comunali di opposizione, le solite associazione di categoria e alcuni professionisti del lamento, in questi giorni Torino, privata del G7 inopinatamente trasferito per motivi di sicurezza a Venaria, è affranta e preoccupata per il futuro. Ma camminando in città, a parte l’ampio schieramento di forze dell’ordine, non ho notato nulla di strano, e di volti lunghi proprio non ne ho visti. La vita, insomma, continua. 

Antagonisti permettendo – nei prossimi giorni si temono i consueti disordini – il disinteresse per il G7 è generale, e tutto sommato giustificato. Anche se qualcuno ha fatto finta di dimenticarsene, infatti, quello di Venaria è un evento collaterale in un calendario di incontri che ha avuto la sua vetrina internazionale a maggio a Taormina, con la presenza dei leader dei sette paesi che fanno parte del gruppo. Altri eventi, tutti con una partecipazione limitata ai ministri e ai funzionari interessati,  si sono tenuti a marzo a Firenze, dove si è parlato di cultura, a aprile a Roma e a Lucca, temi l’energia e la politica estera, a maggio a Bari, tema la finanza,  a giugno a Bologna e a Cagliari, temi l’ambiente e i trasporti.  Altri seguiranno a ottobre a Bergamo, dove si parlerà di agricoltura, e a novembre a Milano, dove si discuterà di salute.

A Torino sono toccati tre argomenti in teoria importanti come  l’industria, la scienza e il lavoro, ma basta leggere il comunicato che ha concluso la prima parte dei lavori (http://www.g7italy.it/it/news/terminata-la-ministeriale-ict-e-industria) per rendersi conto che sotto le auliche volte della reggia di Venaria i quattrocento invitati stanno cucinando soltanto aria fritta.

Alle televisioni e ai giornali italiani, abituati a dedicare ampio spazio alle banalità della nostra politica, l’aria fritta non è mai dispiaciuta, e dunque non hanno avuto e non avranno problemi  nel dedicare ampi spazi alle generiche esternazioni dei ministri di turno e dei loro colleghi in vacanza in Italia.  Ma evidentemente non piace alla stampa internazionale, che segue con occhi distratti i lavori e ha disertato in massa una cena di gala organizzata dagli industriali torinesi con l’obbiettivo di far conoscer la città al mondo, costringendoli ad annullare all’ultimo momento l’evento.

Soldi risparmiati, sarei tentato di dire se non avessi il timore di essere considerato qualunquista. Dunque non lo dico. Ma lo penso.

Battista Gardoncini