Tor des Géants 2013

di Linda Cottino – Danila l’ho conosciuta sulla linea di partenza di una mini vertical race in Val Formazza ai primi di agosto. Teneva al guinzaglio un cane che pareva impaziente più di lei di iniziare la corsa. Nelle chiacchiere pre-gara viene fuori che si è iscritta al Tor des Géants e che è stata anche sorteggiata. Insomma, per quanto ancora incredula, parteciperà. Chapeau! le dico. Anche a me piacerebbe correrlo, prima o poi. Quando viene dato il via, in breve col suo cane si dilegua.

IkerKarrera_FinishPassa un mese e sono al Tor anch’io, ma nel drappello di giornalisti che segue la gara. Alla base vita di Donnas, spalanco la porta dello spogliatoio femminile ed eccola lì, Danila, che si riassetta. Sei proprio tu? Ciao, come stai? Bene! Tutto regolare, niente vesciche, niente contratture, insomma, al mio passo dovrei farcela. E ce l’ha fatta. Danila è una finisher, come si dice in gergo: ha completato il suo primo Tor des Géants, 330 km e 24mila metri di dislivello positivo, in poco meno di 6 giorni. Ancor più chapeau! Ma la sera del giorno d’inizio, mi racconta dopo la doccia, ha vissuto una brutta avventura. Era nel gruppo che, verso le 22 di domenica 8 settembre, si trovava al Col de la Crosatie, in Valgrisenche, dov’è scivolato mortalmente il cinese Yuan Yang. «Abbiamo passato momenti tragici» mi dice, «il vento soffiava fortissimo e grandinava, eravamo tutti congelati. Poi abbiamo sentito un urlo, e solo dopo un po’ ci siamo resi conto che qualcuno era caduto». I soccorsi sono arrivati veloci, in non più di un quarto d’ora, ma cadendo Yang ha sbattuto la testa e non c’è stato modo di salvarlo. Da osservatori esterni quali siamo, poiché la notte di tempesta era prevista, nonché annunciata al briefing del sabato, ci chiediamo come mai l’organizzazione non abbia pensato a un’uscita di sicurezza per limitare i rischi. «Il Tor è il Tor», taglia corto Alessandra Nicoletti, direttore di gara e presidente della VdA Trailers, società specializzata nell’organizzazione di trail. Si corre con qualsiasi tempo e in qualsiasi condizione. L’edizione del 2012 è stata prima interrotta e poi accorciata per problemi analoghi di maltempo. Ora, per onorare la morte del cinese che veniva dalla Mongolia e che era felice di essere arrivato fin qui, a correre sulle Alpi, è stata lanciata una raccolta fondi a beneficio della famiglia e le vittorie di questa edizione sono state dedicate a lui.

Così, di là dai risultati dei primi, peraltro strabilianti – il basco Iker “Porsche” Karrera ha vinto in 70 ore e 4 minuti, lo spagnolo Oscar Perez lo ha seguito a circa mezz’ora, dopo una strepitosa rimonta, e il gressonaro Col_Lozon2Franco Collè, terzo, ha impiegato appena due ore in più, mentre la prima donna, Francesca Canepa, ha completato la gara in 88 ore migliorandosi di undici ore sul 2012 – la “grande pancia” della corsa ha vissuto la propria avventura supportata da 1500 volontari che hanno aperto le porte della loro Vallée a corridori dei cinque continenti per una grandiosa festa sportiva e umana. Come alla baita nel vallone di Loo, dove i proprietari, con un gruppo di amici, si sono autotassati per allestire, oltre al ristoro a misura di atleta, un vero e proprio banchetto a base di miacce cotte sul fuoco a legna, polenta e camoscio e altro bendiddio… e per due giorni hanno assistito anche di notte i “giganti” di passaggio.

YuanYangUn entusiasmo contagioso a cui non siamo stati immuni neppure noi giornalisti-runner, che su e giù per i colli abbiamo partecipato a nostro modo a questa incredibile prestazione collettiva, che per una settimana annulla abitudini e bioritmi, riduce il sonno ai minimi termini e il cibo alla sua funzione di carburante essenziale. Una grande festa, certo incompresa a chi storce il naso e ritiene che queste corse siano fuori luogo per la montagna (detto per inciso, non si è vista una carta per terra!). Infatti, ben oltre i suoi numeri, davvero giganteschi (706 partenti e 385 finisher, 33 comuni, 7 basi vita, 43 ristori, 14 rifugi alpini coinvolti), questo Tor des Géants, nato appena quattro anni fa, è già un punto di riferimento, per gli skyrunner stellari come per il grande popolo degli appassionati.

Le foto che illustrano il servizio sono di Linda Cottino.

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