Tgr Montagne è in pericolo!

L’uncem Piemonte stigmatizza la chiusura della  trasmissione televisiva Tgr Montagne, annunciata dalla Rai per fine di novembre. Riportiamo integralmente il testo dell’ultimo comunicato stampa del “sindacato del territorio montano” – come si presenta l’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani – che definisce «gravissima» la decisione della Rai.

«La Rai dimentica la montagna. E distrugge l’unica trasmissione del servizio pubblico dedicata alle Terre Alte, Tgr Montagne. Una decisione gravissima secondo l’Uncem, arrivata oggi dopo mesi nei quali il “sistema montagna” piemontese chiedeva ai vertici Rai di potenziare e collocare più efficacemente nel palinsesto la trasmissione. Uncem ha aperto anche una petizione on line, sul sito internet www.firmiamo.it/tgrmontagne. Due le interrogazioni presentate in Parlamento, una alla Camera dei Deputati e una al Senato, a firma di diversi parlamentari piemontesi con in testa il senatore Federico Fornaro ed Enrico Borghi, deputato e presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della montagna. Entrambe chiedevano alla Rai di non eliminare Tgr Montagne dalle tre reti ammiraglie e anzi spostarla in una fascia con maggiore pubblico, visto l’alto valore aggiunto e il ruolo di coesione territoriale rappresentato dalla produzione torinese.

«La montagna italiana viene penalizzata ancora una volta» spiega l’on. Enrico Borghi, deputato e presidente nazionale dell’Uncem. «Dal 30 novembre viene annullata la voce delle aree montane sul servizio pubblico. La metà del territorio italiano da otto anni poteva contare su un settimanale capace di raccontare con efficacia le storie più belle di chi vive e lavora nelle Terre Alte. Per qualche assurdo e comunque incomprensibile motivo di rifacimento del palinsesto di Rai 5, dove Tgr Montagne andava in onda tutti i venerdì, perdiamo un programma che ha saputo conquistare un pubblico sempre più ampio, tra gli appassionati e tra chi non vive in montagna, ma sale nelle vallate alpine e appenniniche per lavoro, svago, relax, divertimento, sport».

«L’Uncem Piemonte, con altre associazioni come Cai, Cipra, Federbim, Federparchi» prosegue Lido Riba, presidente della Delegazione regionale, «trova assurda la decisione della Rai. Lo diciamo con 553 sindaci e 7.500 amministratori pubblici che hanno avuto modo di apprezzare il ruolo di Tgr Montagne. La trasmissione era nata alla vigilia delle Olimpiadi invernali ed era una delle ultime eredità rimaste di quel sogno condiviso da tanti, cioè di una Torino sempre più “Capitale delle Alpi”. La scelta di cancellare Montagne è un atto gravissimo. Chiediamo con forza alla presidente e al direttore generale Rai di ripensare questa decisione. Vogliamo credere che la Rai abbia la capacità di tornare sui suoi passi, ridiscutere la scelta compiuta e inserire Tgr Montagne su una delle prime tre reti. I vertici del servizi pubblico, espressi e pagati dai cittadini con il canone, dimostrerebbero intelligenza e attenzione al territorio. Invito tutti le associazioni collegate in diverso modo alla montagna e alla valorizzazione dell’ambiente a intervenire. Anche la politica non può stare ferma. Mi unisco all’intervengo dell’assessore regionale allo Sviluppo montano Gian Luca Vignale che ha chiesto un intervento del presidente Letta affinché la Montagna abbia il giusto spazio sulla tv pubblica».«La scelta dei vertici Rai deve essere rimessa in discussione» aggiunge Enrico Borghi». Che ha aggiunto: «Ho chiesto a tutti i colleghi parlamentari di intervenire pubblicamente e informerò di questa situazione il presidente Letta e i ministri competenti. Perché non si tratta di una trasmissione in più o in meno sui dieci canali tv Rai, bensì di una grave perdita di informazione, di un vuoto nella comunicazione, dell’abbandono di metà del territorio italiano. La mobilitazione delle associazioni e dei telespettatori per fermare la distruzione di Tgr Montagne deve essere ascoltata dalla Rai. Ignorarla significherebbe calpestare milioni di utenti che pagano regolarmente il canone, che ogni giorno sono alle prese con problemi di ricevibilità dei canali sul digitale terrestre e che con Tgr Montagne percepivano una giusta attenzione per quanto avviene nei loro territori. La tv pubblica non abbandoni la montagna. È una questione di dignità e di civiltà, per un sistema comunicativo moderno e inclusivo».

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