Previsioni del tempo

di Renato Scagliola – Mai come in questi tempi la meteorologia è stata così importante per tutti o quasi. Vogliono sapere il tempo che farà anche gli ergastolani, le suore di clausura, gli eremiti e i misantropi che non escono mai casa.  Ma anche i giovani del Bangladesh che vendono per strada ombrelli cinesi. Ognuno…

MeteoJPGMa intanto vediamo le avventure delle parole, dei lemmi, adattati all’italiano dal greco, lingua che in parte usiamo tutti giorni senza saperlo. Per esempio appunto: meteo.

Meteo. Ci sono le acque meteoriche che sarebbero la pioggia. Le meteoriti, pietre roventi che cascano dal cielo e la gente crede che siano gli ufo. I meteoropatici che non sono mai contenti. Il meteorismo, cioè le flatulenze di bovini, ovini, caprini, omìni, in parte responsabili dell’effetto serra, dice la scienza. Le Meteore, nel nord della Grecia, sono invece delle immani rupi a picco con sopra secolari conventi ortodossi. Monaci e visitatori si arrampicavano con scale di corda, carrucole, funi, pericolosamente. Oggi va meglio.

Nella terminologia scientifica, ci sono le isobare, le isoipse, le isoterme, e anche gli isotopi. Sul dizionario ci sono tre pagine con il prefisso “iso”, c’è solo da scegliere. Isomoto era invece uno scooter degli anni ‘60. C’è anche un museo a Bresso, vicino a Milano. Gli isolati infine sono in genere degli infelici, o delle case con una strada che gira intorno.

Poesia. Quelle lievi nubi lenticolari rosate, al tramonto… La pioggia nel pineto e patatrac madama ’n tël pacioc, detto popolare. I tergicristalli che si rompono quando viene un temporale. Pioggerellina di marzo, addio.

Clima. Il clima è quando piove, non piove, tira vento, fa freddo, fa caldo. Il climaterio, nelle donne, è quando non vengono più le sue cose e diventano lunatiche, nell’uomo quando il coso sta sempre solo coricato di traverso e uno viene  depresso e di cattivo umore. Climax, più difficile da spiegare. È una bella parola multiuso, come il coltellino svizzero. Può essere il colmo dell’orgasmo, o il limite di specie arboree in montagna, cioè qui finisce il pino cembro e comincia, che ne so, il genepy. C’è n’è uno ascendente e uno discendente, cioè uno che sale e l’altro che scende. Come gli ascensori. Il climatologo è Luca Mercalli.

Le stagioni si alternano a casaccio, mutanti, ribelli, i marghè sono interdetti, niente stagioni, niente stagionature delle tome, un  rompicapo. Il surriscaldamento del pianeta può provocare anche il surriscaldamento del pianerottolo (quasi un diminutivo di tipo parentale), e generare microclimi secondo i piani del condominio, con differenti coltivazioni possibili nei vasi.

Allarme per una corrente d’aria proveniente dal buco del’ozono che sta arrivando non si sa ancora se in Cambogia o nel Canavese. E non si sa nemmeno se sarà calda o fredda. O alternata. Aspettiamo.

Disastri. Tanto tuonò che piovve sulle villette a schiera abusive in località Malpertus, della Valmalefica. Il costone soprastante il villaggio si mise in movimento anche a causa della deriva dei continenti e del fumo dei barbecue e franò su tavernette e dondoli. Gli abitanti franarono insieme, e dal Piemonte furono trascinati fino a Ospedaletti, mentre una tromba d’aria suonava il silenzio di Nini Rosso, commovente. Dalla spiaggia su un gommone raggiunsero Leptis Magna in Libia dove furono internati come clandestini. Le madame dissero: «ommi (antica esclamazione ebraica) povra dona,  anche qui è successo un disastro, è tutto crollato, guarda mac, ci sono solo delle macerie…». Successivamente trasferiti in Grecia, furono dichiarati disoccupati ad honorem e impararono il sirtaki.

Nevicò a larghe falde tutta la sera in camera da letto dei signori Bortolami, finché una slavina improvvisa venne giù dal comò trascinando a valle le foto del matrimonio e di padre Pio, e seppellì il pouf e le pantofole. I coniugi si salvarono perché erano andati al cine anche se pioveva grosso come il dito.

Scommesse clandestine su se domani piove, la Finanza indaga e l’Agenzia delle entrate sorveglia anche le uscite. Anche Luca Mercalli è interdetto, dice che ormai fare previsioni è un mestiere da chiromante, ed è più sicuro scrutare  i fondi di caffè o interrogare i tarocchi. Ormai ci si affida ai presentimenti, alle premonizioni, e ai messaggi dei defunti che, dall’aldilà, forniscono notizie sul tempo nei sogni, o alle giaculatorie in antico franco provenzale, di un’anziana settimina di Pré Saint Didier dai reumi certificati.

Gli astrofisici invece stanno con le orecchie dritte – accanto a enormi aerofoni, già usati in tempo di guerra per sentire in anticipo i bombardieri alleati – onde identificare la flebile eco del big bang e così ––potendo stabilire quando e come tutto è cominciato – possono dare informazioni attendibili sul meteo del weekend e dare il via libera alle settimane bianche.

 

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