No all’eliski

Negli scorsi mesi invernali, in Valle Formazza, provincia del Verbano Cusio Ossola, era stata programmata da privati – privi di autorizzazione – un’attività di eliski che avrebbe trasformato per settimane piccole oasi walser in aree di insostenibilità ambientale. Preoccupati da questa eventualità, molti scialpinisti, guide alpine, istruttori di alpinismo del Cai, associazioni, comuni cittadini delle province del VCO, di Novara, di Varese e Milano, hanno costituito un esteso movimento d’opinione, critico rispetto alla pratica dell’eliski secondo le modalità intensive e continuative che si andavano profilando. La presenza nelle aree interessate di “siti di interesse comunitario” tutelati da leggi europee e la pressione del movimento hanno fatto sì che gli organizzatori sospendessero la programmazione per non andare incontro a sanzioni. Sempre nello scorso inverno il Corpo Forestale dello Stato del VCO ha fermato un’attività in corso di eliski nella zona di Macugnaga.

Per tenere alta la guardia, il movimento spontaneo, coordinato dal Centro del sole di Legambiente, ha formulato e sottoscritto il documento allegato (“NO ELISKI NEL FUTURO DELLA MONTAGNA. Documento di riflessione e discussione”), che sarà sostenuto da una petizione online disponibile da oggi nel sito

Da parte degli organizzatori e dei sostenitori dell’attività di eliski, si sente dire che, nelle valli alpine meno ricche di strutture ricettive e turistiche, l’eliski può essere una boccata d’ossigeno salutare per l’economia locale. Sempre più vasta e pressante sale, d’altro canto, la richiesta da parte dei cittadini di frequentare, con modalità non invasive, luoghi non compromessi da fenomeni di urbanizzazione, emissioni, rumori; luoghi che, proprio per la loro mancanza di strutture turistiche, possono diventare attrattiva e fonte di reddito per le popolazioni residenti, se sapranno conservarle e valorizzarle. I firmatari del documento allegato ritengono che attività come l’eliski siano portatrici di un beneficio di breve corso e per pochi, e di un danno d’immagine di lunga durata per molti.

In nome e per conto dei sottoscrittori del documento, viene pertanto chiesto a tutte le Autorità regionali e locali, ognuna per le sue competenze, che venga definitivamente regolamentata la pratica dell’eliski in tutte le zone alpine del Piemonte, con divieto assoluto nei siti di interesse comunitario, poichè si ritiene l’eliski incompatibile con la conservazione e tutela della biodiversità che detti siti sono chiamati a rappresentare, e non fruttuosa dal punto di vista della ricaduta economica.

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