Medici di valle

Viviamo un momento economico difficile, e lo stato sociale ne sta facendo le spese. Ma da un piccolo  territorio montano arriva ancora una volta una lezione importante, che dimostra come sia possibile, nonostante la continua erosione dei servizi, argomentare in modo serio e non populistico sul problema sanità. Su questo tema abbiamo ricevuto un contributo del dottor Danilo Mourglia *

Prima ancora che iniziasse la campagna mediatica delle ultime settimane, per la quale i medici di famiglia sarebbero la causa, con la loro insipienza, del sovraffollamento dei Pronto Soccorso, i medici della Val Pellice, avevano elaborato  in accordo con i sindaci della valle, un documento di sensibilizzazione della popolazione sul grande tema della educazione sanitaria. Tale documento, in varie forme, è in corso di diffusione  a tutti gli abitanti della valle, che peraltro vivono una situazione particolare, dovendo ancora elaborare il lutto della perdita degli ospedali valdesi, avvenuta ormai dieci anni fa. Tuttavia la valle continua a distinguersi per un basso numero di esami ematochimici per assistito (9,8 sui 9,5 auspicati, contro l’ 11,26 dell’ASL di riferimento e l’11,9 di quella di Orbassano) e una spesa farmaceutica decisamente inferiore alla media ASL.

Qualche dato, elaborato alla fine del 2008 per le 23 mila persone del distretto della Val Pellice, può essere utile per capire meglio il contesto:  ogni medico massimalista aveva in media 250 accessi settimanali, e una media annuale di otto passaggi per assistito, a fronte di un indice di vecchiaia pari a 213, decisamente più alto dell’indice 155 dell’intera ASL 3. Dai dati si evince anche  che gli accessi ai servizi di emergenza e accettazione, soprattutto e ovviamente quelli impropri, erano  tanto maggiori quanto più si era vicini all’ospedale, e tanto meno quanto la distanza dal presidio aumentava . Una ulteriore dimostrazione di quanto la polemica attuale sia pretestuosa e infondata.

Certi dunque delle loro ragioni, e certi che i loro assistiti meritino di essere considerati  cittadinanza attiva e responsabile e non solo la cosiddetta “gente” da ingannare da una parte e da blandire dall’altra,  nel novembre del 2011 i medici di valle hanno preparato il seguente documento:

“L’Art.32 della nostra Costituzione stabilisce che la salute è un diritto e la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività; anche in un momento di crisi economica deve rimanere un diritto prioritario. Ma l’attuale modello sanitario non è più sostenibile: aumentano le domande quando diminuiscono le risorse. Non sempre fare tanto, tanti esami, prendere tante medicine fa stare meglio, spesso è solo uno spreco. Siamo tutti chiamati, medici e pazienti, ad un senso di responsabilità e appropriatezza. Noi medici abbiamo il dovere etico di fornire al paziente le cure essenziali ed appropriate (Carta Europea di etica medica, Principio n° 3, estate 2011), di prescrivere farmaci ed esami la cui efficacia sia provata. I cittadini devono considerare il Servizio Sanitario un bene della Comunità da usare con responsabilità e parsimonia.

Auspichiamo una medicina SOBRIA, che utilizzi in modo appropriato le risorse disponibili, RISPETTOSA, che tenga in considerazione i valori, le aspettative delle persone e GIUSTA, che distribuisca le risorse in modo equo per tutti i cittadini

Proviamo a vedere cosa possiamo condividere gli uni con gli altri:

1) Preveniamo le malattie adottando una dieta sana,facendo attività fisica,riducendo il fumo ecc. Noi medici possiamo aiutarvi a fare le scelte giuste per la vostra salute e tutti insieme possiamo fare pressione affinchè in tutti gli ambiti ( urbanistica,commercio, scuola, sport,cultura ecc.) si facciano scelte di educazione sanitaria e promozione della salute.

2) Cerchiamo di utilizzare i farmaci in modo appropriato e solo quando necessari ( no abuso di antibiotici, antidepressivi ecc).

3) Non richiediamo inutili esami che allungano i tempi di attesa e spesso portano ad aumentare l’ansia e la preoccupazione per la propria salute e che spesso sono indotti da una scorretta informazione proposta dai media ( televisione,giornali,conferenze)

4) Non medicalizziamo i normali eventi della vita come la gravidanza, la menopausa, l’invecchiamento, la calvizie, la perdita del lavoro, il lutto. Il cittadino ha il diritto di essere ascoltato e preso sul serio; esprimere le proprie richieste,difficoltà, perplessità; avere informazioni chiare,comprensibili. Ha d’altro canto il dovere di usare in modo appropriato le risorse pubbliche destinate alla salute. Il medico ha il diritto/dovere di confrontarsi sulle scelte da fare, rispondere di no a richieste non realistiche o inutili,  fare le proposte e le richieste che considera adeguate alle singole situazioni e condizioni. Dall’ascolto e dal rispetto reciproco può nascere un nuovo modo di fare salute”.

I medici della valle ritengono che nei decenni si siano sviluppate cattive abitudini, dovute alla disinformazione e al non indifferente problema del cosiddetto terzo pagatore, un sistema non trasparente, dove il cittadino non ha coscienza di quanto costi realmente il servizio o la prestazione di cui usufruisce. Da sempre si sono dichiarati  contrari alla spettacolarizzazione delle informazioni mediche.

E dunque, pur nell’assoluta difesa di una medicina pubblica che in alcuni casi  hanno personalmente servito per  30 anni, ritengono sia corretto che il cittadino sia responsabilmente messo a conoscenza di quanto lo stato spende per garantire un alto livello di salute complessiva.

Per quanto si sia letto che proposte di questo genere siano  “deprecabili e esecrabili” (vedi analoghe  proposte del chirurgo del fegato Salizzoni a Torino e della Regione Lombardia), credono  invece sia solo un’opera di educazione sanitaria per la crescita consapevole dei cittadini, e pensano di sviluppare un progetto obiettivo di distretto teso a informare il singolo cittadino su quanto costa il farmaco X piuttosto che la risonanza magnetica  Y.

Da sempre la Val Pellice è un laboratorio per un corretto approccio al fare salute; con rammarico i medici del distretto fanno notare  come i  vari accorpamenti succedutisi negli anni abbiano trasformato la valle in  una provincia periferica dell’impero,  trascurata e bistrattata. Ma su  questo tema rimandano a future iniziative.

 

*Danilo Mourglia è medico di famiglia in Val Pellice da trent’anni, referente dell’Equipe Territoriale di distretto, e  geriatra.

 

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