L’Uncem non ci sta

Uncem«La Rai ci ripensi. Ascolti le nostre necessità e riattivi Tgr Montagne. Ne abbiamo estremamente bisogno». Parole di Lido Riba, presidente dell’Uncem Piemonte. Nella Giornata internazionale dedicata alla montagna, l’Uncem ha mostrato preoccupazione per la recente decisione della Rai di eliminare dai palinsesti delle reti Tgr Montagne, unica trasmissione del servizio pubblico dedicata alle Terre Alte. Era stata proprio l’Uncem, con il presidente nazionale Enrico Borghi e il presidente regionale Lido Riba, a chiedere un mese fa alla Rai di non distruggere lo spazio per la montagna, dopo il passaggio del format a inizio stagione da Rai 2 a Rai 5.

«A novembre era partita proprio dal Piemonte la mobilitazione delle istituzioni per convincere la presidenza e la direzione generale della Rai a non eliminare Montagne» ha detto il presidente Riba. «Si sono mosse assieme a noi tutte le associazioni che si occupano a diversi livelli di montagna, a partire dal Cai. Si sono azionati molti parlamentari, piemontesi e non. In questi giorni è intervenuto esprimendo preoccupazione anche il sottosegretario Flavio Cirillo, che ha la delega alla montagna e segue le partite ambientali con il ministro Andrea Orlando, incontrato venerdì scorso a Cuneo. Eppure, i vertici Rai romani hanno deciso di cancellare la trasmissione prodotta a Torino, ignorando il ruolo fondamentale del format. Forse ignorando anche il ruolo che la montagna ha per il nostro Paese e l’importanza di temi che vanno oltre quelli ludico-sportivo delle aree montane».

Una scelta grave secondo l’Uncem, da ribadire nella giornata scelta dalla Fao per evidenziare l’enorme ruolo della montagna per il mantenimento della biodiversità, per lo sviluppo e la crescita dei territori, per rompere la marginalità delle aree con bassa densità di popolazione, per individuare nuove strategie e dimensioni di impegno sociale, tutela dei servizi e contrasto all’abbandono. «Temi che il servizio pubblico» ha sottolineato l’on. Enrico Borghi, presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, «non può non cogliere e presentare sulle proprie reti. Con altri colleghi in Parlamento di certo non ci arrendiamo nel chiedere ai vertici Rai più spazio per la montagna in tv. Con la cancellazione del format sono stati ignorati appelli di associazioni che uniscono centinaia di migliaia di persone, ma anche della rete degli enti locali, recenti protagonisti del cambiamento della politica delle aree montane, con enorme passione. La mancanza di una voce per raccontare i temi chiave nel futuro della montagna non può certo essere colmata con trasmissioni che relegano le Terre Alte a spazio ludico per la città. Questa impostazione è infatti ampiamente superata dalla storia e dalle politiche per la montagna messe in campo dal Governo e dal Parlamento in questi mesi. C’è bisogno di parlare di economia, di risorse, di servizi ecosistemici, di reinsediamenti, economia verde, protezione dal dissesto. Perdiamo la trasmissione proprio alla vigilia di importanti azioni per le Terre Alte, come la costituzione della Macroregione alpina, e la nascita in tutt’Italia delle Unioni montane di Comuni. Torno a chiedere alla presidente della Rai e al direttore generale di reinserire Tgr Montagne nei palinsesti, garantendo la produzione a Torino, città dove la Rai è nata, dove è maturata la politica nazionale per le aree montane, a partire dagli anni Cinquanta, e città che deve tornare a essere «capoluogo delle Alpi”»..

«Crediamo sia necessario» ha spiegato ancora Lido Riba, «un intervento del presidente Enrico Letta. Molti ministri hanno già dimostrato di avere chiare le problematiche dei territori e di volerle risolvere. Serve una voce, un sistema di comunicazione solido, nazionale, moderno, professionale. Viene a mancare un anello determinante per la coesione territoriale, quale appunto l’informazione e la comunicazione. La Rai ci ripensi».

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