La storia di TGR Montagne

Come già sa chi segue Segnavia54, “Ritratti da parete”, il volume di Alberto Gedda e Roberto Mantovani pubblicato dall’editore Fusta di Saluzzo, è stato presentato a Brossasco in una bella cornice di pubblico. Il volume  raccoglie ottanta interviste a personaggi che nel corso degli anni hanno raccontato il loro rapporto con la montagna  agli spettatori di TGR Montagne. Ma vale la pena di dedicare qualche riga anche alla trasmissione, che, unica in Italia, racconta le terre alte  al vasto pubblico di un canale televisivo generalista come RAI2. La sua storia è raccontata nel primo capitolo del libro, che, non a caso,  rivolge un invito ai lettori: “venite in montagna con noi”.

Torino si preparava per le Olimpiadi della Neve del 2006. Anche la RAI era coinvolta con tutte le sue strutture, dalle testate giornalistiche ai programmi di rete. E qualcuno pensò che, approfittando dell’interesse per un avvenimento che avrebbe portato la città al centro dell’attenzione mondiale, si sarebbe potuto avviare un progetto di lungo respiro, un canale satellitare dedicato interamente o in parte alle terre alte, da sempre trascurate.

Di RAI Alp, questo il nome del progetto, discusse per qualche mese la politica insieme ai vertici aziendali. Ma alla fine vinsero i dubbi legati ai finanziamenti e ai problemi tecnici. La RAI non aveva mai davvero creduto al satellite, e stava puntando tutto sul digitale terrestre che all’epoca non era ancora pronto. Da quelle discussioni, però, nacque l’idea di una trasmissione nazionale,  affidata alla redazione piemontese della TGR, la testata per l’informazione regionale, che avrebbe dovuto accompagnare la preparazione delle Olimpiadi con appuntamenti settimanali. Al centro di produzione della RAI di Torino spettò la realizzazione della parte tecnica e la messa in onda.

Va a merito dell’allora direttore della TGR Angela Buttiglione l’aver messo subito in chiaro che la trasmissione avrebbe dovuto affrontare i temi generali della montagna, senza concentrarsi sui lavori preolimpici e senza trasformarsi in una vetrina  per amministratori pubblici a caccia di visibilità.

Restava il problema della collocazione in un palinsesto che era già stato definito da mesi. Un po’ per questo, un po’ per la diffidenza degli strateghi della programmazione verso un tema mai trattato prima  e verso una testata specializzata nella produzione di  telegiornali e giornali radio, la scelta cadde su RAI2 e sulle nove del giovedì mattina, per una durata di mezz’ora.  Un orario a dir poco infelice, non soltanto per il ridotto numero di persone che a quell’ora guarda la televisione, ma anche per le caratteristiche della rete e per il suo tipo di pubblico.

La redazione piemontese, allora guidata dal caporedattore Bruno Geraci, affrontò comunque la sfida con entusiasmo. Il  primo numero della  nuova trasmissione, che venne battezzata  “Sopra Tutto” anche per rimarcarne la distanza dal progetto RAIAlp,  andò in onda con la regia di Mia Santanera il 24 febbraio alle 9, a settantotto giorni dall’inizio delle Olimpiadi. In studio con il conduttore Gianfranco Bianco c’era  il direttore del Museo Nazionale della Montagna Aldo Audisio.  Tra i servizi in sommario anche  un’intervista a Cesare Maestri, il ragno delle Dolomiti, mentre  il meteorologo Luca Mercalli inaugurava una lunga stagione di previsioni dedicate espressamente alle montagne.

Con il palinsesto estivo Sopra Tutto venne sospesa. Ma quello che era stato seminato non andò disperso. In autunno  la TGR decise di difendere lo spazio che si era conquistata. Le Olimpiadi erano passate, ma per la montagna erano state qualcosa di più di una straordinaria manifestazione sportiva: avevano anche riportato l’attenzione degli italiani sulla bellezza e sui problemi di un territorio troppo spesso trascurato. Venerdì 19 gennaio  2007 la trasmissione tornò in onda con un  nome diverso, TGR Montagne, sempre su RAI 2. Nel frattempo Bruno Geraci era andato in pensione, e come curatore venne scelto Battista Gardoncini, che se ne occupa ancora oggi insieme al regista Carlo Vergnano.

TGR Montagne è ripartita  con presupposti nuovi. E’ stata ridotta la  parte dedicata agli ospiti in studio, e si è deciso  di puntare sugli inviati della redazione – uno di questi è l’Alberto Gedda che firma il volume – e su gli oltre  settecento colleghi della TGR sparsi su un territorio che conoscono meglio di chiunque altro. Un territorio – non dimentichiamolo – che per il 70% è fatto di montagne. Dunque servizi sui grandi avvenimenti della cronaca e sulle piccole storie di vita quotidiana,  inchieste su scelte amministrative controverse o virtuose, resoconti di imprese alpinistiche straordinarie, ma anche suggerimenti per  qualche camminata nel verde a due passi da casa.  E poiché l’ambizione della trasmissione è quella di dare voce a un mondo che viene troppo spesso sovrastato dal rumore della pianura,  interviste,  tante interviste ai personaggi che popolano le Terre Alte, che le sfidano, o anche semplicemente le raccontano. Alcuni sono molto noti,  altri meno. Davanti alle telecamere, però, nessuno ha detto cose ripetitive o banali, rafforzando la nostra convinzione che la montagna sia come una ricchissima miniera che non può essere sfruttata perché nel panorama televisivo italiano non ci sono minatori che abbiano voglia di farlo.

Ma non c’e’ vera esplorazione senza riflessione. Per questo in ogni puntata Luca Mercalli integra le previsioni con interventi sui temi dell’ambiente  e dello sviluppo sostenibile, e a lui si è affiancato negli ultimi anni lo storico dell’alpinismo Roberto Mantovani, che aiuta le conduttrici Laura De Donato e Claudia Pregno ad affrontare gli argomenti più specialistici.  Infine,  le vignette di Gianni  Audisio garantiscono quel pizzico di umorismo che non può mancare in una trasmissione rivolta anche a chi è abituato alle lunghe serate in rifugio, tra battute e fiaschi di vino.

Nell’ultima stagione TGR Montagne è andata  in onda alle 8.05 del venerdì mattina su RAI2. Attualmente è sospesa per esigenze di palinstesto, e riprenderà come ogni anno in ottobre.  Non è una trasmissione per specialisti, che non hanno bisogno di farsi raccontare da altri l’oggetto delle loro passioni, e dispongono di  canali di informazione privilegiati.  Al contrario,  parla ad alcune centinaia di migliaia di persone che a quell’ora costituiscono il pubblico indifferenziato di una rete generalista. A loro, dalla pagina web che potete trovare all’indirizzo www.tgr.rai.it., rivolge un semplice invito: “venite in montagna con noi”. La speranza è che sia accolto da persone  consapevoli dei problemi di un mondo straordinariamente bello, ma fragile, dove anche i  comportamenti individuali, come il portare a valle i rifiuti dopo una gita, possono fare la differenza.   Una speranza che è anche nostra, perché il posto giusto per questo libro è nella tasca dello zaino.

2 Commenti

    1. Vinicio Vatteroni

      Già nei “siti consigliati” di Segnavia 54 vi è un link per accedere alle trasmissioni: http://montagne.blog.rai.it/

      Indubbiamente un banner sarebbe ben più visibile e pratico.
      I gestori del sito faranno le loro opportune valutazioni di fattibilità in merito.

      Per i contenuti espressi, Segnavia 54 può essere autorevolmente definito un “presidio culturale” nel web.

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