Guerra all’eliski

No eliskiIl libro nero delle Dolomiti, che nella primavera 2015 sarà inviato all’Unesco a Parigi, si aprirà con un chapitre des doléance sulla pratica dell’eliski e dell’eliturismo in Dolomiti. Lo afferma in una recente nota Mountain Wilderness Italia, che ribadisce come la frequentazione della montagna con l’elicottero svilisca i contenuti del mondo delle altezze e stia trasformando le Dolomiti «in un grande circo sportivo e turistico privato di ogni passaggio culturale, di rispetto e del senso del limite», al punto che i Monti Pallidi saranno «sempre più simili ad un qualunque villaggio balneare».

«La pratica dell’eliski» sostiene l’associazione ambientalista, «viene ormai sostenuta da tutte le realtà amministrative. Mountain Wilderness, lo scorso anno, aveva duramente criticato la modifica della legge provinciale trentina sull’eliturismo che portava il limite dei decolli e degli atterraggi dai 1000 ai 1500 metri di quota. Non era necessario essere dotati di grande lucidità per comprendere come quel passaggio del Consiglio provinciale avrebbe portato le Dolomiti ad essere invase dai voli in elicottero, cosa che infatti è puntualmente accaduta. Guide alpine e maestri di sci, partendo da Canazei, da quest’anno propongono voli che dal Sella invadono i gruppi del Sassolungo e della Marmolada. In Alto Adige la pratica dell’eliski non ha mai avuto tregua grazie alle deroghe che gli elicotteristi hanno ottenuto dalla Provincia autonoma, i voli partono regolarmente da Passo Gardena e da Pontives violando le vette tutelate dall’Unesco: Catinaccio, Odle, Puez, Marmolada fino alle Tre Cime di Lavaredo e al Cristallo. Nel Bellunese misere scelte di alcune amministrazioni comunali permettono di raggiungere, sempre accompagnati da compiacenti guide alpine e addirittura con il sostegno del Cai, i grandi canaloni dell’Antelao e di sorvolare i gruppi più affascinanti delle Dolomiti. Addirittura questa pratica viene proposta con regolarità anche nel periodo estivo, vedasi quanto accaduto in Civetta (rifugio Tissi) e nel Centro Cadore».

Rivolgendosi al Consiglio di Amministrazione della Fondazione Dolomiti Unesco, Mountain Wilderness Italia chiede di far cessare da subito una pratica turistica delMa genere e di avviare in tempi brevi pratiche di frequentazione della montagna e degli ambienti naturali che siano coerenti con il significato del patrocinio Unesco e rispettosi dell’insieme del patrimonio naturale e paesaggistico della montagna.

L’associazione ha inoltre  iniziato la raccolta di dati e documentazione fotografica che costituirà, qualora l’iniziativa non venga efficacemente fermata, il primo capitolo del libro nero delle Dolomiti.

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