Foliage casalingo

di Alfio Bessone – Stamattina, girovagando sul Web tra le pagine dei quotidiani, mi sono seccato un po’. In una rubrica di viaggi si reclamizzava il foliage d’autunno a San Pietroburgo, Dresda, Washington e nel New England. La solita storia. E sapete perché? Se è vero che nelle foreste del Nord America abbondano gli alberi a colorazione autunnale di fogliame rossa, che da noi sono invece assai più rari, nell’Europa settentrionale sono più diffusi i colori gialli. Esattamente come sulle nostre montagne, nelle aree boschive in cui prevalgono le piante decidue (o caducifoglie). Dunque, la solita esterofilia per gli spendaccioni.

Un consiglio? Il più delle volte, anche senza prendere un aereo o sobbarcarsi lunghi viaggi, ci si può riempire gli occhi di spettacolari effetti cromatici anche nelle valli alpine o negli Appennini. Gli stessi che vi vengono proposti a cifre esorbitanti in altre località europee.

Lariceti che s’indorano, castagneti e faggete che diventano gialle, ciliegi selvatici che si tingono di rosso e si trasformano in una tavolozza variopinta che difficilmente trova eguali in natura… In qualche caso, prima di cadere, le foglie diventano brune, ma sovente il manto boschivo cambia completamente di colore e vira verso il giallo, l’arancio o addirittura verso il rosso brillante. Ci sono anni in cui il foliage dura settimane, e anni in cui, complici le piogge, scompare nel giro di pochi giorni. Dunque, approfittiamo delle domeniche di sole ed evitiamo di rimandare le camminate tra i boschi.

Ma vi siete mai chiesti perché le foglie degli alberi cambiano colore in autunno? Tutti sappiamo che la colorazione verde delle foglie dipende dalla clorofilla, il pigmento fondamentale per la fotosintesi. Ma teniamo presente che, se in estate il fogliame delle piante ci appare decisamente verde, le fronde contengono anche altri pigmenti colorati. Solo che le altre molecole colorate vengono del tutto mascherate dalla clorofilla, e il nostro occhio non riesce a percepirle. Invece, con l’arrivo dell’autunno, quando le foglie invecchiano, la clorofilla si degrada e prevalgono gli altri pigmenti. Insomma, forse il discorso che potrebbe farvi un botanico sarebbe un po’ più complicato, ma diciamo che le cose stanno grosso modo così.

In questi ultimi giorni, il foliage sta entrando nel periodo del suo massimo fulgore e tutta la montagna, dai fondovalle ai pascoli sta adottando la livrea autunnale più bella. Anziché rintanarsi in casa o girovagare tra le vie cittadine, fateci un pensierino. E pensate che la stagione dei funghi è più che matura.

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