Erba, fiori e aglio

Primule e aglio selvatico.
Primule e aglio selvatico.

di Alfio Bessone* – È bastata una settimana di sole per anticipare la primavera. In un attimo i prati si sono riempiti di ciuffi verdissimi e resistenti, e dovunque sono spuntati i fiori: primule, viole e i primi anemoni, e dovunque i tromboncini gialli di campo, quelli che noi chiamiamo poco poeticamente trumbùn. Ma a camminare sul limitare del bosco si sente già profumo di aglio selvatico, e questo per me è il verso segnale di primavera. Un aroma che ti rimanda alla terra, più concreto e forte di quello dei fiori, che a me rimescola il sangue. È come un segnale atteso da settimane e fa venire voglia di appendere al chiodo maglioni pesanti, giacche a vento e pastrani. È un invito a muoversi, a far uscire gli animali dalla stalla, anche se è meglio aspettare che l’erba monti ancora un po’.

A proposito di animali, sono inquieti anche loro, come ogni essere vivente in questo periodo. Ieri ho trovato delle uova di merlo sul sentiero che sale verso il bosco. Erano cadute dal nido, e non per colpa dei genitori. In giro si vedono troppi corvi, devono essere stati loro. Stamattina, sul tetto ne ho visto uno con un grosso ramo in bocca. Insomma: chi non l’ha ancora fatto comincia a mettere su casa. È proprio ora.

Ma intanto io ho già finito di lavorare con la motosega. E se non avessi finito, smetterei comunque, con tutta la linfa che in questi giorni ha cominciato a salire su per i tronchi e i rami. La notte fa ancora freddino, ma per il momento non gela più, anche se non è detto che fra qualche giorno le cose cambino.

Di arare ancora non se ne parla, anche se con queste giornate di sole e il profumo della terra viene voglia di cominciare. Lo so che è ancora troppo presto e che, una volta rivoltata la terra, sarebbe inutile seminare e piantare adesso. Ma tutti gli anni è la stessa storia. Appena sento la primavera divento come un bambino e non sto più nella pelle. Ormai dovrei aver imparato la lezione, dato che ho visto già 48 primavere, e invece niente, continuo a comportarmi nello stesso modo. Franco, il mio vicino di casa che va per i 78, dice che non metterò mai giudizio. Lavorare, lavora, sento ogni tanto che dice alla Maria, sua moglie, ma quando si mette nella testa qualcosa, Alfio diventa peggio di un mulo, non ragiona più.

Mah… Non è che non ragiono: la faccenda è che mi sento ancora forte e pieno di energia, e vorrei fare di più. E poi non mi piace questo lasciarsi andare che vedo in giro. Per esempio, dietro le ultime case della borgata giù in basso ci sono dei prati mezzi incolti ma in pieno sud. A metà febbraio sono passati dei pastori con le pecore. Hanno chiesto del proprietario, pensavano di far mangiare le pecore (quello è il primo posto dove si vede spuntare l’erba nuova), avrebbero pagato il dovuto. E invece niente: il padrone s’è messo a dire che, se le bestie brucavano la prima erba, poi non sarebbe cresciuto più niente, e lui invece a maggio voleva fare fieno. Roba da matti! Le pecore gli avrebbero ripulito e concimato il prato, altro che storie. Piuttosto di lasciarci andare i pastori con le bestie, preferisce tenere i campi così. I soliti pregiudizi dei contadini. Ma con quei ragazzi ci voglio parlare io, non è giusto che tutti gli diano addosso. Qui c’è spazio per tutti, e davvero ormai non siamo rimasti in tanti.

Alfio Bessone è un contadino di montagna a cui, nei giorni scorsi, insistendo forse un po’ troppo, abbiamo carpito qualche racconto dai suoi diari. Dopo aver chiacchierato a lungo con noi, adesso Alfio ha fatto un passo indietro e ha cambiato idea. Vedere i suoi pensieri sul monitor di un computer lo ha molto divertito. Così ci ha promesso che ogni tanto, lavori permettendo, ci invierà qualche suo contributo.

Un commento

  1. Che bello!
    Un’altra dimensione del vivere e del sentire!
    Sembra di entrare in un mondo “pulito”, in cui l’uomo non è che un elemento della natura in cui vive.Tutto è in armonia: i fiori, gli animali, la terra, la linfa “che torna a salire su per i tronchi” e Alfio che “non sta più nella pelle”!

    Bravo Alfio, vada a parlare Lei con quei ragazzi: il Suo sarà un contributo importante per la crescita dell’Uomo!

Rispondi