Che succede allo Stelvio?

stelvio1_FotorIl mercato elettorale della politica passa anche attraverso l’utilizzazione dei parchi nazionali. Lo afferma, in un durissimo comunicato, Mountain Wilderness Italia. «La visione nazionalista della SVP (Volkspartei) da anni sta cercando di imporre allo Stato italiano lo smembramento del parco nazionale dello Stelvio» sostiene Luigi Casanova, portavoce dell’associazione ambientalista. Che spiega: «Era già successo negli anni ’70; ma allora la reazione delle associazioni ambientalistiche e del Cai bloccò i diversi tentativi; ha provato ancora nel dicembre 2010, barattando con il governo Berlusconi i suoi voti al Senato, iniziativa fallita anche questa volta per la mobilitazione degli ambientalisti uniti e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che rifiutò di firmare un decreto illegittimo che contrastava con i principi costituzionali e con il dettato della legge nazionale sui parchi, la 394/1991».

«Ora si è giunti all’ultima fase del lungo mercimonio politico» prosegue Casanova. «In occasione delle elezioni nazionali del febbraio 2013 il PD, sostenuto da SEL e daiCarta Stelvio Verdi altoatesini, aveva concordato con la SVP la cancellazione del Parco nazionale prevedendone lo smembramento in tre realtà provinciali e regionali. Per evitare attenzione e rumore la norma è stata inserita e votata in un complesso articolato della legge di stabilità appena approvata, al comma 339».

«Meraviglia il silenzio dei partiti del governo, partiti che hanno da tempo abdicato al loro ruolo di formatori culturali, ad ogni etica, a prospettive di sviluppo legate alla cultura, alla ricerca, alla conservazione del territorio» ha dichiarato Mountain Wilderness. «Invece di ragionare recependo gli indirizzi della Convenzione delle Alpi in tema di conservazione e gestione delle aree protette, hanno scelto di frammentare le politiche tese alla difesa della biodiversità, del paesaggio, della identità culturale delle aree di montagna».

cervo_invernoMa quali sono le proposte di MW? Casanova: «Da oltre vent’anni l’ambientalismo italiano propone non di “spaccare” il parco, ma di investire in termini politici e attuativi per portarlo a divenire il parco di riferimento delle Alpi, dando voce al progetto Peace (Parco europeo delle Alpi centrali) e unendolo ad altre realtà importanti e strategiche in termini di politiche conservative e offrendo nuove opportunità di lavoro per la montagna italiana: il Parco delle Orobie, dell’Adamello Brenta, dell’Engadina, degli Alti Tauri, un’area protetta vasta oltre 250 mila ettari, un polmone di natura che acquisirebbe un ruolo fondamentale nella vita delle popolazioni locali e della difesa dell’ambiente. Invece di progettare e ragionare su simili sistemi abbiamo appreso in questi giorni che il mondo politico altotesino, così come quello trentino raccontano favole affermando che un parco diviso in tre realtà risulterebbe più efficiente e più gestibile».

Mountain Wilderness, assieme ad altre associazioni nazionali, sostiene la necessità di invertire la tendenza alla frammentazione. Si dice disposta ad intraprendere «ogni passo possibile, presso le istituzioni statali e locali», per restituire ai parchi nazionali piena dignità operativa, anche attraverso l’aumento degli stanziamenti economici statali che in tre anni sono stati invece più che dimezzati. E ritiene necessario investire in tempi brevi in un progetto di maggiore respiro per fare del Parco dello Stelvio il primo e più importante parco transazionale dell’Europa unita. Ma soprattutto, al momento, l’associazione ambientalista degli alpinisti chiede al ministro competente – e quindi al governo – di bloccare l’attuazione della norma, ancora priva di ampio confronto sociale e del parere della Commissione dei  12 (passaggio costituzionale obbligatorio).

 

Un commento

  1. piero carlesi

    Davanti alla possibilità di creare una enorme area alpina protetta nelle Alpi Centrali l’idea di smembrare il parco dello Stelvio mi sembra un’idea sterile e pretestuosa. So che dà fastidio l’aggettivo “nazionale” per la fetta in Alto Adige, allora piuttosto facciamolo diventare un grande parco europeo, ma non tanti piccoli parchi!!!

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