Sul tetto dell’Asia

Vi avevamo parlato qualche mese della fa della quasi dimenticata figura dell’italiano Filippo De Filippi, che cento anni fa organizzò una delle più importanti spedizioni occidentali nel Karakorum. Proprio su quella spedizione, e sulla influenza che i suoi risultati ebbero per le successive generazioni di studiosi italiani, sono nel frattempo usciti un libro e un documentario di Stefano Ardito.  

di Margherita Griglio –Compie un secolo la ricerca degli scienziati italiani nella regione asiatica del Karakorum, la terra che ha più ghiacciai nel mondo, aldilà delle calotte popolari. La prima spedizione si tenne dall’agosto del 1913 al dicembre del 1914 guidata da  Filippo De Filippi, chirurgo, alpinista, esploratore, scienziato. Oggi la ricerca prosegue, e si intensifica, con il progetto Everest-K2 del CNR presente da più di 25 anni nella stessa regione. A raccontare questa intensa – e in parte ancora sconosciuta – sono il documentario “Scienziati sul tetto dell’Asia” di Stefano Ardito, premiato al recente Orobie Film Festival di Bergamo, e il libro “La grande avventura” che lo stesso Ardito ha pubblicato con  Corbaccio.

Figura centrale della vicenda, soprattutto quale pioniere delle spedizioni, è quella di Filippo De Filippi  nato a Torino nel 1869, il cui destino era in qualche modo segnato: la zio paterno era infatti  il naturalista Filippo De Filippi impegnato in  varie spedizioni, ad esempio in Persia  con lo zoologo Michele Lessona, mentre la mamma era parente di Quintino Sella, lo scienziato e uomo politico cui si deve la prima ascensione alpinistica italiana nel 1863 sul Monviso e quindi l’idea del Club Alpino Italiano fondato poco dopo a Torino. E del neonato CAI De Filippi diventa socio: suoi resoconti di scalate nelle Alpi italiane, nel Delfinato e nell’Oberland bernese vengono pubblicati, tra il 1887 e 1891, nella “Rivista mensile del Cai”.

La sua prima spedizione impegnativa è del 1897 al seguito del Duca degli Abruzzi, Luigi Amedeo di Savoia, in Alaska, al Sant’Elia: da quell’esperienza Filippi pubblicherà un diario pubblicato da Hoepli nel 1900. Nel 1909 Filippi viene richiamato dal  Duca degli Abruzzi per una spedizione regione del Karacorum: nella squadra c’era il fotografo alpinista biellese Vittorio Sella che documentò la missione. La scoperta di questa terra, alta e ghiacciata, circondata da una splendida e unica catena di montagne tra le più alte del mondo, convinse Filippi a ripartire nell’agosto del 1913 con una spedizione formata da sette studiosi italiani e due inglesi cui si unirono poi due scienziati indiani. Oltre duemila i chilometri percorsi, dal Kashmir al Turkestan russo, con ricerche e sperimentazioni geografiche e geofisiche, glaciologiche, meteorologiche e antropologiche, percorrendo più di duemila chilometri ed esplorando soprattutto la grande regione del lago Baltoro. Nel dicembre del 1914 la spedizione ritornò in treno in Europa trovandola  profondamente sconvolta dalla terribile prima guerra mondiale.

I dati raccolti costituiscono ancor oggi la base degli studi scientifici per comprendere le modificazioni del clima e dei ghiacciai: una documentazione poderosa e dettagliata presentata in 16 volumi pubblicati tra il 1922 e il 1935. Filippi si trasferisce da Torino a Roma per stabilirsi definitivamente a Firenze dove continuò ad approfondire le ricerche collegate alla sua spedizione con pubblicazioni edite in italiano e inglese. E’ dunque dalla ricerca di Filippi – una delle più grandi esplorazioni compiute dal nostro Paese – che trae origine la presenza scientifica italiana nella strategica regione del tetto del mondo, tra Karakorum e Himalaya, che tuttora prosegue e si intensifica con il progetto Everest-K2 del CNR  – simboleggiato dalla grande piramide che è laboratorio e osservatorio, costruita sul versante nepalese dell’Everest a 5050 metri di quota –  – soprattutto per conoscere lo stato di conservazione dei ghiacciai , e quindi delle riserve d’acqua, compromessa dal surriscaldamento del pianeta nelle aree montuose dell’Hindu Kush-Karakorum-Himalaya, in Nepal, Pakistan, Tibet, India e Bhutan. L’impegno degli scienziati italiani, oggi, è “dare una nuova e unica valenza al mondo della montagna, bacino prezioso da cui attingere informazioni nel campo delle scienze della terra, ambientali, della medicina e fisiologia, delle scienze antropologiche, delle tecnologie ecoefficienti e dei sistemi di gestione ambientale”, come si legge nella pagina ufficiale del progetto Ev-K2 del CNR.

Per chi volesse sapere qualcosa di più sulla figura di Filippo De Filippi, è attivo il sito http://www.filippodefilippi.it

 

 

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