A scuola di montagna

di Elisa De Marchi – Mi è capitato tra le mani un  libretto pieno di fotografie, simboli e colori, in cui si propone ai ragazzi di “imparare” la montagna attraverso gite, visite, escursioni, momenti di gioco e di laboratorio, insieme agli insegnanti e alle guide della natura.

Un catalogo, dunque, proposto dall’Unione delle Comunità Montane del Piemonte e dalla Regione, ma assomiglia più ad un testo di scienze del territorio, di geografia sociologica, e di didattica.

Più di cento proposte, per tutte le età della scuola dell’obbligo, adatte ad ogni stagione dell’anno, rivolte agli insegnanti proprio in questo momento di inizio delle lezioni, perché possano prenotare per tempo.

I contenuti sono importanti, è la vita reale che vuole entrare nelle classi e farne uscire i pargoli, l’occasione è ghiotta: l’occasione per avvicinare i giovani alla montagna, alla sua cultura, ai tanti luoghi da conoscere, ai lavori passati da riscoprire, in un modo di imparare molto diverso dallo studio, ma altrettanto efficace.

Quanto si impara andando sulla neve a camminare con le “ciaspole” insieme ai compagni? Quanto si è coraggiosi a viaggiare sui vagoncini di una miniera fino alle gallerie più lontane? Ma lo sanno i bambini di città oggi che in molti villaggi sui monti c’erano scuole con una sola aula, e che bisognava portarsi un pezzo di legno per la stufa? E come si fanno i biscotti, il pane, la pizza?

Per i più grandi: come si inventarono gli uomini i modi di sfruttare le risorse della natura, la forza dell’acqua, per esempio. Come scrivevano quando non avevano la carta? Come costruirono strade che ancora resistono dopo centinaia di anni? Chi viaggiava su quelle strade? Come si diventa miniaturista? E ancora: come si riconoscono le impronte degli animali? Come ci si cura di un cavallo? Come guardare le stelle del cielo?

Le proposte sono veramente tante, fatte per rispondere alla voglia di conoscere e di fare dei ragazzi. Difficile la scelta, ma è bello pensare che in questi 109 luoghi ci sono persone che aspettano tanti bambini e ragazzi con i loro insegnanti e si preparano a riceverli.

Un commento

Rispondi