La scienza del bendessere

Dalla fatica di vivere al bendessere, scritto proprio così, con una “d” di troppo che non va giù ai tipografi, ma piace molto all’inventore del neologismo, lo psichiatra Vittorino Andreoli.  Chi non ha letto il suo ultimo libro potrà capirne qualcosa di più oggi alle 17.45 al teatro Colosseo di Torino. Andreoli, infatti, è il primo ospite della nuova stagione dei GiovedìScienza, e spiegherà molto meglio di quanto possiamo fare noi che cosa si nasconde dietro quella “d”. Per ora accontentiamoci di dire che il bendessere, secondo Andreoli,  non è un generico stato d’animo, ma una disciplina rigorosa, che, se ben applicata, dovrebbe aiutare l’uomo a superare la fatica di vivere così diffusa nella società contemporanea. Ciò che conta, sempre secondo Andreoli, è la percezione che si ha di sé, delle proprie aspettative, e anche dei propri limiti. Bisogna essere capaci di vivere nel presente, cogliendone gli aspetti positivi anche in presenza di difficoltà come un matrimonio che non funziona, un figlio difficile, un abbandono, un lavoro insoddisfacente o mancante. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Ma Andreoli è un parlatore affascinante, e saprà senza dubbio coinvolgere il pubblico del Colosseo.

I GiovedìScienza sono giunti alla trentunesima edizione, con un bilancio che dimostra quanto la scienza, se ben spiegata, possa essere interessante anche per i non specialisti. Finora ci sono stati  442 incontri, con  510 conferenzieri e 513.000 spettatori.  Il canale Youtube,  che ripropone i contenuti delle conferenze, tutte rigorosamente con ingresso gratuito fino all’esaurimento dei posti, ha avuto 830 mila visualizzazioni.

Il programma completo degli incontri  si trova sul sito www.giovediscienza.it. Vale però la pena di ricordare quello del 15 dicembre, sempre al Colosseo, che vedrà sul palco, insieme ai matematici Moreno Andreatta e Alberto Conte, anche il cugino di quest’ultimo, Paolo Conte. Tema del loro dialogo, la matematica e la musica.