Sully di Clint Eastwood al TFF

Quando si tratta di celebrare l’eroismo individuale americano Clint Eastwood non ha rivali. E con Sully ha fatto nuovamente centro, portando sullo schermo la vicenda ‘vera’ di Chesley “Sully” Sullenberger, pilota dell’US Airways, che il 15 gennaio 2009 ammarò nell’Hudson con un Airbus con 155 persone a bordo. Il volo 1549 appena decollato dall’aeroporto LaGuardia e diretto a Charlotte in North Carolina viene investito da uno stormo di oche canadesi che mettono fuori uso entrambi i motori. A Sullenberger e al suo co-pilota Jeff Skiles resta una manciata di secondi per decidere cosa fare. Impossibile tornare indietro, né dirigersi ad un altro aeroporto nelle vicinanze, Sully prende la decisione di far scivolare il velivolo sull’acqua del fiume che attraversa New York. Un’impresa riuscita perfettamente e grazie al tempestivo aiuto della NYPD e dei traghetti che solcano il fiume, nonostante l’acqua a soli 2 gradi, tutti i 155 passeggeri e membri dell’equipaggio vengono messi in salvo in pochi minuti. E’ un evento passato alla storia. Sully, 42 anni di carriera e migliaia di ore di volo, diventa un eroe, il tipico eroe dell’immaginario a stelle e strisce.
Clint Eastwood, con immagini spettacolari, ricostruisce la vicenda alla perfezione, compresa la ressa mediatica che come sempre in questi casi si scatena e soprattutto la successiva inchiesta delle autorità federali e aeronautiche che in un primo momento sembrano accusare Sully di aver messo a repentaglio la vita dei passeggeri. Le prime ricostruzioni e simulazioni infatti tendono a evidenziare la possibilità che il pilota potesse effettuare un atterraggio d’emergenza al LaGuardia. Ci sono in gioco enormi interessi sindacali e assicurativi. Ma Sully davanti alla commissione d’inchiesta riesce a far comprendere che nessuna simulazione al computer può valere quanto l’esperienza diretta ed è il fattore umano a prevalere su una decisione da prendere nel breve arco di pochi secondi. E lui ha preso quella giusta. La sua onorabilità e la sua carriera sono salve. E anche nel frangente più difficile non ha mai perso l’affetto dell’opinione pubblica.
Come già detto, Sullenberger è l’eroe perfetto per il cinema di Eastwood. Lo vediamo, ad aereo ormai evacuato, aggirarsi nella cabina allagata per vedere se c’è ancora qualcuno da salvare. Poi indossa la giacca e raccoglie i documenti di volo. Infine si lascia scivolare nel canotto di salvataggio. Il dovere, la responsabilità sopra ogni cosa. Subito viene in mente il contrasto con il comportamento di tal Schettino e la sua infausta manovra al Giglio.
Se Tom Hanks nell’altra sua recente interpretazione, Inferno, mi era sembrato un po’ bolso, qui invece è veramente straordinario. La capigliatura e i baffi bianchi lo rendono di molto simile al Sullenberger reale. Eastwood può non piacere per le sue posizioni politiche (anche recenti), ma chapeau al suo grande cinema!
Sully è uno dei pezzi forti tra le proposte del TFF, non occorrerà attendere molto per vederlo nelle sale: è in uscita giovedì 1° dicembre.

Riccardo Caldara