Anche Connelly a volte stecca

Da molti anni Michael Connelly è il mio autore di thriller preferito. Ha scritto alcuni classici degni del suo idolo Raymond Chandler, come “Debito di sangue” da cui Clint Eastwood ha tratto un film bello e poco noto, e moltissimi romanzi di buon livello, responsabili delle notti insonni che so di condividere con altri appassionati. Connelly ha la singolare capacità di incatenarti alla lettura fino all’ultima pagina. Le sue trame non sono quasi mai banali, le ambientazioni accurate, e i personaggi, grazie un approfondimento psicologico insolito negli autori di best-sellers, sembrano quasi vivere di una vita propria, che ti invoglia a precipitarti in libreria appena esce un nuovo romanzo. 

Così ho fatto anche questa volta. Ma “La notte più lunga”, appena pubblicato da Piemme, mi ha deluso. Un romanzo non riuscito può capitare a qualsiasi autore, soprattutto se ne ha scritti a decine come ha fatto Connelly. Questo però lascia perplessi: per la la prima volta dopo tanto tempo  dà l’impressione che l’autore lo abbia scritto per dovere contrattuale, o peggio si sia fatto aiutare da qualche “negro”. 

Gli ingredienti ci sarebbero tutti, a cominciare dal personaggio più noto, Hieronymous “Harry” Bosch, detective in pensione del dipartimento di polizia di Los Angeles, che questa volte agisce in coppia con Renée Ballard, l’ultima creatura di Connelly, anche lei detective e anche lei in pessimi rapporti con alcuni dei suoi superiori. Connelly aveva già fatto interagire Bosch con altre sue creature, come Terry McCaleb, l’agente FBI protagonista di “Debito di sangue” e l’avvocato Mickey Haller, che di Bosch è addirittura il fratellastro. Ma questa volta il trucco è troppo scopertamente un trucco. L’alchimia tra i due investigatori è forzata, e la vicenda, sfilacciata in tanti rivoli senza un legame forte, non aiuta. 

Più che un romanzo “La notte più lunga” sembra pensato per la fortunata  serie televisiva che è stata costruita attorno a Bosch, magistralmente interpretato dall’attore TItus Welliver, di cui Connelly è ideatore e sceneggiatore. Se è così attenderò con ansia le nuove puntate della serie,  che dovrebbero essere presto disponibili in Italia su Amazon Video come quelle vecchie. Quanto al libro, devo dire con una punta di dispiacere che non l’ho divorato come gli altri. Per finirlo ci ho messo tre giorni. Una enormità.

Battista Gardoncini