La silenziosa protesta di Jorge Carrascosa

Chiudete gli occhi e immaginate: alzare la coppa del mondo, con la maglia della propria nazionale, davanti al proprio pubblico. Chi da bambino non ha mai fatto un sogno così? Un sogno, appunto. Si sarebbe disposti a tutto per realizzarlo. A tutto, forse, o quasi. Perché c’è anche chi a quel sogno ha deciso di rinunciare, perché non era giusto e perché non ne valeva la pena. La storia del gran rifiuto di Jorge Carrascosa è una delle più belle che…

Stadio Lenin, strage dimenticata

Nell’ottobre 1982 l’Unione Sovietica, così come il proprio vetusto e malandato leader Leonid Breznev, si trovava in condizioni di salute estremamente precarie. L’embargo americano, attuato per ritorsione all’invasione dell’Afghanistan del 1980, il ritardo accumulato nella corsa alla tecnologia, la corruzione ormai endemica e la crisi del modello socialista agli occhi dell’opinione pubblica mondiale stavano portando l’Unione Sovietica a chiudersi sempre più in se stessa L’impero sovietico volge ormai al tramonto, ma la gerontocrazia abbarbicata al potere non ne è ancora…

Simbolo di convivenza

Nel 2004 la squadra israeliana del Bnei Sakhnin è stata la prima squadra arabo-israeliana a vincere la Coppa di Stato e a timbrare il passaporto per la Coppa Uefa. La sua è una storia di convivenza in una terra  diventata troppo stretta per arabi e israeliani a causa di un conflitto che non conosce soste dal 1948. Una convivenza che va oltre le apparenze, e affonda  in un comune vissuto, con un sapore autentico. Bnei Sakhnin è un nome che agli appassionati di calcio…

Guerra allo stadio

Faceva un gran caldo a Zagabria quel 13 maggio 1990. Non per le condizioni climatiche, considerata la tenue primavera balcanica, ma per la tensione elettrica che attraversava la città. Nel primo pomeriggio era in programma la “grande classica” del campionato jugoslavo: Dinamo Zagabria – Stella Rossa Belgrado. Il maresciallo Tito, che con le buone o con le cattive aveva costruito la Jugoslavia unita dopo la Seconda Guerra mondiale, era morto da dieci anni esatti. Le repubbliche federate erano scosse da…

Eroe per una notte

Un eroe per una notte, un fenomeno e uno sfortunato campione che non ha avuto l’opportunità di affermarsi.  Ecco, tutto questo è Helmuth Duckadam . Nel calcio, troppo spesso, ci sono personaggi che si trasformano in eroi per un solo giorno ma che poi, per motivi più o meno noti, vengono sistematicamente archiviati nel dimenticatoio. Il 7 maggio 1986, allo stadio Ramon Sanchez Pizjuan di Siviglia si gioca la finale di Coppa Campioni  tra Barcellona e Steaua Bucarest . Il…

Calcio e politica

Veltroni e Spalletti: uno juventino e un romanista. Ogni settimana spunta una antagonista della Juve che sopravvive fino a quando non si suicida o incontra…la Juve. Che giocando male ma muscolarmente ha già vinto lo scudetto. E’ molto più divertente, invece, sapere che Veltroni (un Montezemolo minore, buono per fare danno in ogni cosa), dopo aver distrutto il Pci, il comune di Roma e altro, ora sta per diventare presidente della Lega Calcio. Che spettacolo: pare che, come primo provvedimento…

La corsa spezzata

Antonio va avanti e indietro su quella fascia e ne conosce a memoria ogni zolla. È il suo territorio. Il suo piccolo posto nel mondo. Il 25 agosto 2007 era un giorno come un altro, si giocava Siviglia – Getafe. Era l’alba del  campionato spagnolo e prima del fischio iniziale, Antonio Puerta aveva portato in trionfo la Coppa UEFA, in un stadio Pizjuán in visibilio, vinta l’anno precedente in finale contro il Middlesbrough.  La partita sarebbe stata una festa, un…

Yankee ’46, un mondiale mai giocato

Enrico Varrecchione è nato a Novi Ligure, vive tra l’Italia, la Svezia e l’Ungheria, traduce e scrive di sport. La sua ultima fatica letteraria,  “Yankee ’46”, pubblicata da Epoké, racconta la  storia dei Mondiali di calcio del 1946,  che nella realtà non furono mai disputati. La cronaca, quella ufficiale, parla di un “buco” di ben 12 anni, da Francia ’38 a Brasile ’50.  12 anni senza mondiali, 12 anni in cui il mondo del calcio, ferito anch’esso dalla guerra, rischiò di rinunciare…

Tregua di Natale

Dicembre 1914: la Prima Guerra Mondiale era cominciata da qualche mese. Le trincee erano già diventate il tragico simbolo di questo massacro in cui si sacrificavano migliaia di vite per guadagnare qualche metro che sarebbe stato poi puntualmente perso. Nelle Fiandre, sul fronte di Ypres, si fronteggiavano tedeschi e britannici e il giorno di Natale si stava avvicinando. Durante la notte tra il 24 e il 25 dicembre, i fucilieri inglesi videro delle candele piazzate dai nemici sugli alberi vicini…