Cari compagni…

Cari compagni, continuate pure così e tra cinque anni ci toccherà scegliere se votare Cinque Stelle o Lega. La lettura dei vostri post sulla tragedia di Genova aggiunge dolore a dolore, perché non vi riconosco più. Mi sentivo uno di voi quando scrivevo per la defunta Unità, e ancora speravo di cambiare il mondo. Mi sentivo uno di voi anche quando lavoravo per la RAI, e cercavo di conciliare i vincoli del servizio pubblico con le mie idee sulla società…

Salvini al bar dello sport

Gli italiani si entusiasmano facilmente, e altrettanto facilmente dimenticano. Quello per Matteo Salvini, più che un innamoramento, mi pare una infatuazione. Come ha imparato a suo spese il Matteo che lo ha preceduto, Salvini potrebbe scoprire presto che con i tweet, le dichiarazioni roboanti e i pugni battuti sul tavolo non si va lontano, perché in un mondo complesso i problemi non hanno soluzioni semplici, e il primo dovere di chi governa è quello di agire avendo ben chiari gli…

Renzi marchio perdente

Non capivo prima – e a maggior ragione non capisco adesso – l’insana passione che molti eletti ed elettori  del PD continuano a nutrire per Matteo Renzi. Eppure, nonostante gli errori commessi e le ripetute sconfitte subite, l’ex presidente del consiglio imperversa sui media a nome di ciò che resta del partito, e ne detta di fatto la linea. Come si è visto anche ieri, quando gli è stato affidato il compito di introdurre l’assemblea che ha portato lo scialbo…

Idee chiare e uomini nuovi

Dopo la nascita del nuovo governo il centro sinistra sconfitto deve prendere atto che ha davanti a sé un lungo cammino di opposizione, e che è giunto il momento di lasciarsi alle spalle le  recriminazioni e le facili ironie sulla presunta inadeguatezza dei vincitori. Nella inedita situazione che si è creata diventa prioritario ridefinire la propria identità, e per farlo serviranno  idee e uomini nuovi. In proposito, ecco una  riflessione di Giusi La Ganga. Parte un’avventura di governo che, comunque…

Il piano B di Mattarella

E’ davvero difficile credere che il presidente della repubblica Mattarella  abbia preso la dirompente decisione di bloccare la nascita del nuovo governo a causa del piano B sull’uscita dall’euro elaborato a suo tempo dall’economista Paolo Savona, se non altro perché il candidato alternativo che il presidente aveva proposto a Lega e Cinque Stelle, il leghista Giorgetti, aveva in passato sostenuto le stesse idee di Savona senza scandalizzare nessuno. Adesso può davvero succedere di tutto, anche il peggio.  Ma Mattarella è…

Repubblica in trincea

Il governo che sta per nascere non mi piace. Ne avrei di gran lunga preferito uno a Cinque Stelle con l’appoggio esterno del PD, che avrebbe potuto svolgere una utile e necessaria funzione di controllo su un esecutivo giovane e inesperto.  Non è andata così, e di questo i dirigenti democratici  portano  tutti insieme una storica responsabilità, che pagheranno con un destino di irrilevanza politica e forse con la definitiva scomparsa del loro partito. Peccato per le tante brave persone…

Il vicolo cieco del PD

C’era una volta un paese che votava con il sistema proporzionale. Quel paese era l’Italia, dove esistevano due grandi partiti in perenne competizione, e tante formazioni minori. Che uno dei due partiti fosse sempre al governo e l’altro sempre all’opposizione non è così importante. Ciò che importa, ai fini della nostra storia, è constatare che né l’uno né l’altro, da soli, furono mai in grado di ottenere la  maggioranza assoluta dei voti, e che per formare i governi furono quasi…

Gas, bombe e veleni

Parlando di Stati Uniti, non bisognerebbe mai dimenticare che sono stati l’unico paese ad avere usato per ben due volte una bomba atomica su obiettivi civili. Oltre trecentomila morti non per vincere una guerra che avevano già vinto, ma per mandare al mondo un chiaro messaggio su chi da quel momento avrebbe comandato, russi permettendo. Oggi, in un quadro molto diverso, le bombe di Trump e dei suoi alleati inglesi e  francesi mandano un messaggio per molti versi simile. Quel…

Salizzoni for president

Le probabilità che il centro-sinistra vinca le elezioni regionali del 2019 in Piemonte sono molto basse. Lo dicono i numeri – stando ai risultati delle politiche per battere il centro-destra occorrerebbe recuperare almeno  mezzo milione di voti – ma anche e soprattutto quello che sta accadendo in un paese dove la divaricazione tra il Nord e il Sud ha trovato una compiuta e probabilmente stabile rappresentazione nel bipolarismo tra il centro-destra e i Cinque Stelle. Di fronte a questa inedita…