Tristi presentimenti

Sono un elettore di sinistra di una certa età, e  ricordo la sensazione di sgomento provata nel marzo del 1994, quando Silvio Berlusconi fece a pezzi la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto. La stessa sensazione provo oggi davanti alla vittoria di Matteo Salvini, che prevedevo come tutti, ma non mi aspettavo di dimensioni così clamorose. Fino all’ultimo ho sperato che gli italiani – o almeno una loro parte consistente – avrebbero detto no agli slogan privi di contenuti,…

Un uomo rozzo al comando?

In attesa che l’immacolato cuore di Maria lo porti alla vittoria, Matteo Salvini sta dando il meglio di sé in campagna elettorale. Prenderà  molti voti per via delle legioni di imbecilli che popolano il Belpaese, ma non tanti quanto immagina lui fidandosi dei sondaggi. Perché il meglio di Salvini, purtroppo per lui e per fortuna nostra, non basta per governare il paese, e gli elettori consapevoli lo sanno. I suoi cavalli di battaglia, l’emergenza immigrazione  che non è una vera…

Il 25 aprile tra storia e memoria

Il 25 aprile è la nostra storia, ed è anche quella di Salvini, che non lo sa o fa finta di non saperlo. Riflettere è oggi più che mai necessario. Qui lo voglio fare sul filo della memoria, che è cosa diversa dalla storia, perché non esclude i ricordi personali e famigliari, le emozioni e un pò di giusta indignazione per l’ignoranza abissale che traspare da alcune dichiarazioni. Non merita commenti la riduzione della Resistenza a un derby tra fascisti…

La sinistra al bivio

I numeri – almeno quelli – sono chiari. Più della metà dei consensi che hanno portato i Cinque Stelle al governo sono arrivati da elettori delusi dalla sinistra. Elettori che hanno abbandonato il PD, e che non hanno trovato nella galassia delle sigle nate dalla sua crisi una valida alternativa. Elettori che a torto o a ragione hanno affidato a una nuova forza politica, non compromessa con i precedenti e fallimentari governi,  le loro speranze di un cambiamento della società. …

Un treno come tanti altri

Sono e resto a favore della TAV. L’attuale sindaco di Torino ha detto che è il passato. Io penso invece che sia il futuro, perché è un tassello, costoso ma utile,  di quel progetto di integrazione europea che resta nonostante tutto una delle poche idee di ampio respiro in un mondo minato dai particolarismi.  Una idea che conserva la sua validità anche se negli ultimi anni si è appannata per i molti errori di una classe dirigente più attenta alle…

Pennivendoli e puttane

L’altro giorno in piazza c’ero anch’io, per il presidio a difesa della libertà di stampa e contro le avventate dichiarazioni di Di Maio e Di Battista sui giornalisti-puttane e sulla loro propensione a mettere la penna al servizio del primo venuto, purché solvibile.  Padronissimi quei due  di pensare tutto il male possibile di una categoria che staziona agli ultimi posti nelle classifiche del gradimento degli italiani. Un po’ meno di dirlo con quel tipo di linguaggio, non degno di chi…

Salvini e Di Maio non sono la stessa cosa

Nel giorno in cui Renzi torna per l’ennesima volta in pista e annuncia la riscossa attraverso non meglio precisati comitati civici destinati nel 2019 a risollevare le sorti del defunto centro sinistra, vale forse la pena di fare un passo indietro e ricordare perché siamo arrivati al punto in cui siamo. Correva l’anno 2017, e tutti i sondaggi indicavano che le elezioni dell’anno successivo sarebbero state vinte dai Cinque Stelle. Così il PD, Forza Italia e la Lega pensarono bene…

Le promesse di Vito Crimi

Chiunque abbia sentito parlare per almeno cinque minuti il sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi conosce i limiti dell’uomo, pentastellato della prima ora, catapultato dal grigiore di una cancelleria di tribunale ai fasti del  governo da una manciata di voti on line.  E tuttavia anche un uomo limitato, a volte, può dire una cosa giusta. Vito Crimi l’ha detta nei giorni scorsi, chiedendosi se l’ordine del giornalisti abbia ancora un senso, e se non sarebbe meglio abolirlo. E dandosi una…

Cari compagni…

Cari compagni, continuate pure così e tra cinque anni ci toccherà scegliere se votare Cinque Stelle o Lega. La lettura dei vostri post sulla tragedia di Genova aggiunge dolore a dolore, perché non vi riconosco più. Mi sentivo uno di voi quando scrivevo per la defunta Unità, e ancora speravo di cambiare il mondo. Mi sentivo uno di voi anche quando lavoravo per la RAI, e cercavo di conciliare i vincoli del servizio pubblico con le mie idee sulla società…