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  <title>Oltre il Ponte</title>
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  <copyright>Copyright (c) 2005, Morando</copyright>
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    <title>VOI,  GLI IMMIGRATI E IL RAZZISMO</title>
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    <summary type="text/plain"> Ancora qualche dato in anteprima prima dell&apos;analisi finale. Questa volta proviamo a commentare insieme il vostro grado di accordo a proposito di alcune affermazioni sugli immigrati. Qual è il tuo grado di accordo con le seguenti affermazioni relative all’immigrazione...</summary>
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      <name>Morando</name>
      
      
    </author>
    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
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      <![CDATA[<p><img alt="Grafico.jpg" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/Grafico.jpg" width="114" height="147" wspace="4" hspace0"4" border="1" /> Ancora qualche dato in anteprima prima dell'analisi finale. Questa volta proviamo a commentare insieme il vostro grado di accordo a proposito di alcune affermazioni sugli immigrati.</p>

<p><u><b>Qual è il tuo grado di accordo con le seguenti affermazioni relative all’immigrazione straniera in Italia?</b></u></p>

<p><u>(abbiamo sommato i "molto" e gli "abbastanza" d'accordo)</u>	<br />
										<br />
 	 				<br />
Non è giusto che gli immigrati portino via posti di lavoro ai disoccupati del nostro paese	28%</p>

<p>Nel nostro paese ci sono troppi immigrati	 71%<br />
  				<br />
Sarebbe meglio che gli immigrati tornassero a casa loro	 57%<br />
	  				<br />
Gli immigrati vivono in condizioni difficili ed è compito nostro aiutarli come possiamo	71%</p>

<p>Gran parte degli immigrati svolge attività criminali	  8%<br />
 	  				<br />
Il problema degli immigrati richiede un intervento politico che aiuti a risolvere i problemi economici dei paesi di provenienza	   86%<br />
				<br />
Gli immigrati che vivono in Italia contribuiscono ad una arricchimento culturale del nostro paese	 43%<br />
			<br />
Gli stranieri che da tempo lavorano legalmente in Italia dovrebbero ottenere la cittadinanza	 85%<br />
	  				<br />
La cittadinanza italiana spetta a chi ha almeno un genitore italiano 	 43%	    				<br />
										<br />
										<br />
</p>]]>
      <![CDATA[<p><b>E poi le vostre risposte sul razzismo in genere</b>:</p>

<p><br />
<u><b>E’ giustificato il razzismo in alcuni casi?</b></u>	</p>

<p>In nessun caso	      14%</p>

<p>Qualche volta	      71%</p>

<p>Molte volte	                      13%</p>

<p>Sempre	                        2%</p>

<p></p>

<p><u><b>A che cause imputi le dimostrazioni di razzismo della società in generale?</b> </u>	</p>

<p>La gente rifiuta ciò che non conosce	  Tot71%</p>

<p>Le minoranze etniche danno motivi per essere razzisti	Tot29%</p>

<p><br />
<u><b>I tuoi contatti con appartenenti a minoranze sono:</b></u></p>

<p>Abituali	                 14%</p>

<p>Frequenti	                   2% </p>

<p>Sporadici	                 55%</p>

<p>Rari o inesistenti	 29%</p>

<p><b>Ci sono diversi spunti interessanti per una discussione. <br />
Ci auguriamo di avervi ancora con noi almeno per oggi prima della fine della scuola!</p>

<p>Noi ci saremo ancora anche settimana prossima per cui continuate a scriverci anche in altri orari</p>

<p>Chi inizia oggi?</b></p>]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title>QUESTI SIETE VOI!</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/000029.html" />
    <modified>2005-05-23T17:16:27Z</modified>
    <issued>2005-05-23T19:16:27+01:00</issued>
    <id>tag:www.oltreilponte.org,2005://1.29</id>
    <created>2005-05-23T17:16:27Z</created>
    <summary type="text/plain"> In attesa di chiudere la raccolta dei questionari volevamo proporvi qualche risultato in anteprima in modo da poterlo commentare insieme prima della fine dell&apos;anno scolastico ormai agli sgoccioli. Queste sono le vostre risposte. Vi aspettavate questi risultati? Come credi...</summary>
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      <name>Morando</name>
      
      
    </author>
    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
    <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.oltreilponte.org/">
      <![CDATA[<p><img alt="Grafico.jpg" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/Grafico.jpg" width="114" height="147" wspace="4" hspace0"4" border="1" />       <br />
In attesa di chiudere la raccolta dei questionari volevamo proporvi qualche risultato in anteprima in modo da poterlo commentare insieme prima della fine dell'anno scolastico ormai agli sgoccioli. <br />
Queste sono le vostre risposte. Vi aspettavate questi risultati?</p>

<p><u><b>Come credi che la società dovrebbe aiutare le minoranze? </b></u>						<br />
<ul><li>amicizia	                                     7%<br />
<li>denaro	                                   21,5%<br />
<li>educazione	                                   14,5%<br />
<li>non credo che si debbano aiutare	     7%<br />
<li>solidarietà	                                   28,5%<br />
<li>tolleranza	                                   21,5%<br />
</ul></p>]]>
      <![CDATA[<p><u><b>Valuta questi gruppi secondo il grado di discriminazione che soffrono nel tuo paese. (Indica con 1 il più rifiutato con 7 il più accettato)</b></u><br />
         				<br />
<ul><li>Zingari	                1			<br />
<li>Marocchini	                2			<br />
<li>Turchi	                6			<br />
<li>Ebrei	                4			<br />
<li>Albanesi	                3			<br />
<li>portatori di handicap	7	<br />
<li>omosessuali	5				<br />
</ul></p>

<p><br />
<u><b>Stimi sufficiente lo sforzo delle minoranze per ottenere la convivenza con la società? </b></u>	</p>

<ul><li>fanno tutto quello che possono	 14%
<li>potrebbero sforzarsi di più	 71%
<li>non fanno niente	                   1% 
<li>non vogliono integrarsi	 14%
</ul>

<p><u><b>Se ti trovassi in un Paese straniero pensi che faresti fatica ad integrarti con la nuova cultura?</b></u>	</p>

<ul><li>molto	                     14%
<li>abbastanza	     28%
<li>poco                              43%
<li>per niente	                     14%
<li>non so	                       1% 
</ul>

<p>Nessun commento da parte nostra per il momento....</p>

<p><b>E voi come la vedete? E' una "fotografia" nella quale vi riconoscete?</b> </p>

<p><b>Volete fare qualche precisazione che le domande "chiuse" non vi hanno permesso?</b></p>

<p><br />
</p>]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title>MASS MEDIA E DIVERSITA&apos;</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/000028.html" />
    <modified>2005-05-02T15:08:26Z</modified>
    <issued>2005-05-02T17:08:26+01:00</issued>
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    <created>2005-05-02T15:08:26Z</created>
    <summary type="text/plain"> (ENGLISH VERSION BELOW) L’influenza dei mass media nella costruzione di una società plurale è decisiva per l&apos;inserimento sociale e culturale dei cittadini di origine immigrata. L’ingresso a pieno titolo della diversità culturale nella realtà radiotelevisiva avrebbe, infatti, un profondo...</summary>
    <author>
      <name>Morando</name>
      
      
    </author>
    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
    <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.oltreilponte.org/">
      <![CDATA[<p><img alt="Media" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/Media.gif" width="90" height="67" align="left" wspace="8" hspace="4" border="0" /> <b>(ENGLISH VERSION BELOW)</b></p>

<p>L’influenza dei mass media nella costruzione di una società plurale è decisiva per l'inserimento sociale e culturale dei cittadini di origine immigrata. L’ingresso a pieno titolo della diversità culturale nella realtà radiotelevisiva avrebbe, infatti, un profondo effetto sulle <b>percezioni e sugli atteggiamenti della pubblica opinione</b>, attribuendo alle comunità di minoranze etniche e di migranti modelli positivi, fornendo un ritratto più equilibrato di questi gruppi e, infine, dando una visione realistica dell'attuale società multiculturale.<br />
</p>]]>
      <![CDATA[<p>Per riportare l'attenzione sulla centralità della corretta rappresentazione di migranti, rifugiati e richiedenti asilo da parte dei media, nel novembre 2003 si è svolta la prima <b>Giornata Europea di Monitoraggio dei Media</b>. In tutti i paesi dell’Unione Europea i referenti nazionali della rete RAXEN del Centro Europeo di Monitoraggio su Razzismo e Xenofobia (EUMC - <a href="http://www.eumc.eu.int" target="_new" >www.eumc.eu.int</a>) hanno effettuato un monitoraggio quantitativo sulla produzione mediatica di giovedì 13 novembre. Il senso dell’iniziativa, coordinata dal network europeo On Line/More Color in the Media, è ben sintetizzata dalle parole di Aidan White, segretario generale dell’International Federation of Journalists: “Questo non è un dibattito per controllare i giornalisti o sanzionare i media, ma <b>per fissare degli standard che permettano ai giornalisti di raccontare tutta la storia e assicurino che tutti gli attori coinvolti siano rappresentati”.</b> </p>

<p>Parallelamente al monitoraggio quantitativo, per coinvolgere e sensibilizzare l'audience di origine immigrata sull'importanza di far pesare il proprio punto di vista rispetto alla produzione mediatica e per promuovere un “consumo critico” dell’informazione, si è svolta la <b>Settimana Europea di Monitoraggio dei Media </b>(24-30 novembre 2003). In Italia l’iniziativa, coordinata da Cospe, ha coinvolto associazioni e singoli individui in sette regioni (Trentino Alto-Adige, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Sicilia). I partecipanti hanno analizzato testate della carta stampata e televisive con un focus particolare sull’ambito locale. Realizzato sulla base di una griglia di rilevazione unica, il monitoraggio ha privilegiato gli aspetti qualitativi, <b>per evidenziare le percezioni di lettori e telespettatori rispetto alla rappresentazione che i media offrono dei temi legati all’immigrazione e alla società multiculturale</b>. Per questa ragione è stato significativo l’apporto di persone di origine immigrata e di operatori dei media, italiani e non. </p>

<p>Per leggere i rapporti in versione integrale<br />
<a href="http://www.multicultural.net/edmm/index.htm">http://www.multicultural.net/edmm/index.htm</a></p>

<p><br />
Ritenete che i mass media (ci riferiamo soprattutto a stampa e tv) giochino un <b>ruolo importante nei confronti dell'opinione pubblica </b>a proposito dell'accettazione o meno di culture diverse?</p>

<p>Secondo voi <b>in Italia </b>i mass media come si comportano in questo senso?</p>

<p>Vi vengono in mente <b>esempi</b> particolari (articoli di giornale, trasmissioni televisive,  ecc) che secondo voi hanno rappresentato in maniera distorta gruppi o persone appartenenti a minoranze?<br />
 <br />
<b>Dite la vostra sul Blog!!!</b></p>

<p><img alt="versione inglese" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/en.gif" width="14" height="14" border="0" ALIGN="LEFT" /> <b><font color="red">English Version</font></b></p>

<p><b>Mass media and diversity</b>.</p>

<p><b>The influence of the mass media </b>in the construction of a pluralistic <br />
society is crucial for the social and cultural integration of the <br />
immigrants. Programs representing diversity on conventional Tv and radio <br />
programs help people to develop positive images of different ethnic <br />
groups and cultural realities. Those programs may also be useful to <br />
better understand the conflicts that are around the immigrant <br />
minorities. They should also give a <b>realistic image </b>of the multicultural <br />
society in which we live.<br />
This is an ideal situation. But very often there is a lack of <br />
consciousness both from the producers and the public.<br />
In order to improve the image of immigrants in our societies, in <br />
November 2003 the European union launched the first European Day to <br />
Monitor the Media. In all the Eu countries the national representative <br />
of the Raxen network (the European Union Monitoring Center on Racism and <br />
Xenophobia - <a href="http://www.eumc.eu.int/">www.eumc.eu.int</a>) have made a <br />
quantitative report about media production.<br />
Aidan White, secretary general of the/ //International Federation of <br />
Journalists//:/ “This is a useful tool to help journalists to set <br />
standards that allows reporters to telle the whole story and make sure <br />
that all the actors are represented”.</p>

<p>Do you think that the media (especially Tv and newspapers) play an <br />
important role in the confrontation of the <b>public opinion </b>regarding the <br />
acceptance - or not - of different cultures?</p>

<p>Do you think that in your country the mass media in generally accurate?</p>

<p>Can you tell us <b>examples</b> (articles from newspapers or Tv programs) where <br />
the media have represented minority groups in negative or in a false way?</p>

<p><b>Tell us what you think and write your comments on the blog.</b><br />
 <br />
</p>]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title>DISABILI E SOCIETA&apos;</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/000027.html" />
    <modified>2005-04-11T14:16:40Z</modified>
    <issued>2005-04-11T16:16:40+01:00</issued>
    <id>tag:www.oltreilponte.org,2005://1.27</id>
    <created>2005-04-11T14:16:40Z</created>
    <summary type="text/plain"> (ENGLISH VERSION BELOW) Un cieco travolto dal metrò a Roma. Finito tra due vagoni mentre tentava di salire. Nessuno s&apos;è accorto di nulla. Indifferenza? La realtà è che i pendolari-viaggiatori vivono ciascuno una realtà differente, costituita da preoccupazioni e...</summary>
    <author>
      <name>Morando</name>
      
      
    </author>
    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
    <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.oltreilponte.org/">
      <![CDATA[<p><img alt="Handicap" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/Handicap.jpg" width="133" height="116" align="left" wspace="4" hspace="4" border="0" /> <b>(ENGLISH VERSION BELOW)</b></p>

<p><b>Un cieco travolto dal metrò a Roma</b>. Finito tra due vagoni mentre tentava di salire. Nessuno s'è accorto di nulla.<br />
Indifferenza? La realtà è che i pendolari-viaggiatori vivono ciascuno una realtà differente, costituita da preoccupazioni e problemi quotidiani. Si viaggia su mezzi di trasporto affollati da persone senza volto, tanti numeri accatastati nelle cabine di un metrò.<br />
Certo, un cieco è immediatamente identificabile: occhiali e bastone.... <br />
Sarebbe lecito attendersi che qualcuno più fortunato sia disposto a dare <br />
una mano, in questi casi: ma chi non c'era non può permettersi di <br />
addossare la colpa dell'accaduto ai passeggeri. </p>]]>
      <![CDATA[<p>Il monitoraggio dei mezzi è di competenza delle aziende di trasporto pubblico. Sicuramente tecnicamente l'incidente era prevedibile ed evitabile con modesti <br />
accorgimenti, come barriere a soffietto tra i treni o dispositivi acustici per guidare i non vedenti fino all'ingresso del vagone.<br />
Nel terzo millennio la guerra per eliminare le barriere architettoniche pare non essere ancora vinta.<br />
Forse quindi la vera disabile è la società, che non tiene conto dei più deboli.<br />
Con l’Unione Europea le leggi sulla sicurezza sono triplicate, peccato che poi i dispositivi installati spesso siano "fuori servizio".<br />
Ci sono obiettivi che ci si può prefiggere e a cui ci si può ragionevolmente avvicinare. Si possono e si devono spianare tutti i marciapiedi per le sedie a <br />
rotelle, rendere accessibili treni, bus, ascensori e palazzi, avere un numero elevato di parcheggi riservati (e farli rispettare).<br />
Ma pare esserci un diffuso atteggiamento di sordità e cecità di fronte al disagio.</p>

<p>Avete l'impressione che le varie <b>"giornata del disabile", </b>"<b>giornata <br />
della sclerosi multipla"</b>, <b>"giornata della solidarietà"</b> siano solo una <br />
sventolata di lustrini è paillettes, una sceneggiatura di cartone dietro <br />
la quale ci sono solo vuoto e desolazione?</p>

<p><b>Ritenete che sia solamente una questione di barriere architettoniche, o <br />
esistono ancora delle barriere mentali da superare?</b></p>

<p><b>Siamo una società che non sa vivere con il diverso, che ignora certi <br />
problemi? <b>E attenzione, diversi potremmo esserlo anche noi, basta un <br />
trauma stradale, basta un incidente con la moto</b>.</b></p>

<p>Fa riflettere che nessuno abbia fatto niente per aiutare un uomo con un bastone bianco, o meglio abbia ceduto il passo per farlo entrare nella carrozza. Nella nostra società è in pieno svolgimento una folle corsa verso traguardi economici sempre più ambiziosi che ci fanno dimenticare altri valori come la solidarietà umana che, per fortuna, sono ancora scritti nella Costituzione.</p>

<p>In una società civile non dovrebbero essere sufficienti il rispetto e l'attenzione per aiutare chi è diversamente abile?</p>

<p><b>Ritenete che nel nostro Paese ci sia educazione,vera educazione civica e <br />
sociale, anche nei confronti dei cosi detti normali?</b></p>

<p><br />
<img alt="versione inglese" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/en.gif" width="14" height="14" border="0" ALIGN="LEFT" /> <b><font color="red">English Version</font></b></p>

<p><b>ENGLISH VERSION</b></p>

<p><b>Disabled and society</b></p>

<p>Some months ago, in Rome, there was a <b>horrible incident</b>. A blind man, while he was trying to catch the subway, he fell between the two cars and died. Nobody saw anything and worse, nobody did anything to avoid the incident. Well, we cannot blame the commuters for what happened, but the fact is that in our busy towns <b>very often disabled people are left alone</b>.</p>

<p>We write this sad story to raise a typical problem of modern societies: the indifference towards disabled people and the lack of access for them.<br />
The reality of commuters in most of the big European and world towns is that everyone lives in different worlds, where everyone thinks of his or her own problems without realizing what is happening around them. We travel on trains, planes, buses full of people without faces and without souls and very often we close our minds only to our personal thoughts.<br />
But the reality is that very often there are people around us that need our help, especially because there is a lack of access for disabled people. The case of the incident that happened in Rome is a good example. It could have been avoided with simple measures, like rubber barriers between the cars of the train or electronic paths to guide blind people safely to the doors.</p>

<p>With the new European laws, transportation companies are obliged to use safety rules for disabled people, but many times those systems are not working for different reasons.</p>

<p><b>What do you think about this problem?</b> What do you think is the use of <br />
the various “days for the disabled people” (the International Day of <br />
Disabled Persons is every December 3^rd )?</p>

<p><b>Do you think that the problem of architectural barriers is not only a <br />
physical problem, but also a mental limit?</b> <br />
<b>What are the challenges for society to be able to live with physical diversity?<br />
Tell us what you think.</b><br />
</p>]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title>MARCHIATA COME TERRONA</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/000026.html" />
    <modified>2005-03-21T14:45:32Z</modified>
    <issued>2005-03-21T15:45:32+01:00</issued>
    <id>tag:www.oltreilponte.org,2005://1.26</id>
    <created>2005-03-21T14:45:32Z</created>
    <summary type="text/plain">(ENGLISH VERSION BELOW) Bollata come terrona, il preside si scusa Una &apos;T&apos; attaccata al camice della studentessa in facoltà. La denuncia in una lettera a Repubblica Marchiata con una &quot;T&quot; di «terrona» attaccata sul camice. Schernita con una frase ancora...</summary>
    <author>
      <name>Morando</name>
      
      
    </author>
    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
    <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.oltreilponte.org/">
      <![CDATA[<p><img alt="Sud Italia" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/terroni.jpg" width="114" height="115" align="left" wspace="4" hspace="4" border="0" />(<b>ENGLISH VERSION BELOW</b>)</p>

<p><b>Bollata come terrona, il preside si scusa </b><br />
Una 'T' attaccata al camice della studentessa in facoltà. La denuncia in una lettera a Repubblica </p>

<p>Marchiata con una <b>"T" di «terrona»</b> attaccata sul camice. Schernita con una frase ancora più pesante: «Ah, come gli ebrei». Alessandra Manca, 25 anni, laureanda in Chimica Industriale, è ancora sconvolta. <b>E' successo a Bologna</b>, tra le mura dell' Alma Mater dei 40 mila studenti fuori sede. Teatro dell' episodio, uno dei laboratori di Chimica Industriale, una piccola facoltà sui colli, frequentato dalla studentessa per preparare la tesi. è stato un dottorando a provocarla. Prima alcune battute. Poi l' offesa: il foglio con "T" sul camice: «T come terrona». </p>]]>
      <![CDATA[<p>Tra le risa dei compagni di laboratorio e una seconda frase durissima, pronunciata da un altro, sugli ebrei. La ragazza è tornata a casa e ha raccontato l' episodio alla sorella. Poi ha chiamato i genitori a Martina Franca, suo paese di origine. <b>Il padre, sindacalista, sta pensando a una denuncia</b>. La ragazza ha scritto al nostro giornale: la lettera è stata pubblicata ieri nella rubrica di Corrado Augias. Il preside ha scritto una lettera di scuse per la ragazza. «Un gesto che mi ha ferita - racconta Alessandra - le reazioni e l' indifferenza di chi era in laboratorio mi hanno offesa ancora di più». Il dottorando, trent' anni, di Imola, chiede scusa e ha scritto alla ragazza: «Era solo uno scherzo». <br />
(la Repubblica.)</p>

<p><img alt="versione inglese" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/en.gif" width="14" height="14" border="0" ALIGN="LEFT" /> <b><font color="red">English Version</font></b></p>

<p><b>Biased students</b></p>

<p>Last week we asked you to talk about yours experiences linked with prejudice and discrimination events that occurred in your daily life. We invited you to think at four prejudicial or discriminatory situations that you experienced in the last months or years and to tell how you reacted to them. Some of you talked about situations in which they felt like victims, some others like perpetrators, others experienced situations in which they were simple spectators.**<br />
Today we want to talk about a fact that occurred in Italy a few weeks ago and that fits perfectly with the discussions we had in the last days.<br />
On March 9^th , in the University of Bologna (quite an important Italian college, actually it is the oldest Italian academy) a girl was targeted of a heavy discriminatory joke. Some students attached on the shirt of Alessandra Manca (this is the name of the victim of the act of prejudice) a piece of paper on which appeared a big “T”. “T” as “terrona”. In Italy, to name someone as a “terrone” is considered very offensive. That was the word that was used by northern Italians to offend people from the South when, in the Sixties and in the Seventies, they emigrated in search of work in the richer areas of the more wealthy North. It corresponds more or less to the word “negro” for the American citizens.<br />
The provocation came from a 30 years old Phd student who said after that <br />
it was “just a joke”.<br />
But the most incredible fact was that all the people around the girl didn’t say or do nothing. Worse, most of the laughed and someone said: “Oh, yeah, just like what the Nazis did with the Jews. They marked them with yellow stars and numbers”.</p>

<p>This real story is a good example of the issues we discussed last days. <br />
What do you think? Why facts like this still occur? Is it something that you experience also in your school?</p>

<p><b>Write your stories and your comments and post them in our blog.</b><br />
</p>]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title>LE VOSTRE STORIE</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/000024.html" />
    <modified>2005-02-23T16:20:12Z</modified>
    <issued>2005-02-23T17:20:12+01:00</issued>
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    <created>2005-02-23T16:20:12Z</created>
    <summary type="text/plain">Download Questionario ITA Download English Questionnaire (ENGLISH VERSION BELOW) Oggi vorremmo iniziare a parlare delle vostre esperienze dirette a proposito di pregiudizio e discriminazione. Provate a pensare a quattro situazioni tipo nelle quali potreste esservi trovati nel corso della vostra...</summary>
    <author>
      <name>Morando</name>
      
      
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    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
    <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.oltreilponte.org/">
      <![CDATA[<p><img src="http://www.oltreilponte.org/Discriminazione.jpg" width="74" height="99" border="3" align="Left" wspace="4" hspace="4" /><a href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/Questionario razzismo.doc">Download Questionario ITA</a><br />
<a href="http://www.oltreilponte.org/RacismQuestionnaire.doc">Download English Questionnaire </a></p>

<p><b>(ENGLISH VERSION BELOW)</b><br />
<b>Oggi vorremmo iniziare a parlare delle vostre esperienze dirette a proposito di pregiudizio e discriminazione.</b></p>

<p>Provate a pensare a quattro situazioni tipo nelle quali potreste esservi trovati nel corso della vostra vita. Questa riflessione è un modo per condividere informazioni ed esperienze tra di voi e per riflettere su pregiudizio e discriminazione a diversi livelli.</p>

<p>Provate a pensare a quando siete stati:</p>

<p>1)	<b>VITTIMA</b> (quando le parole o le azioni di qualcuno vi hanno ferito)</p>

<p>2)	<b>AGGRESSORE</b> (quando avete fatto o detto qualcosa di cui poi vi siete pentiti)</p>

<p>3)	<b>MEDIATORE</b> (quando avete interrotto un pregiudizio o un atto discriminatorio)</p>

<p>4)	<b>TESTIMONE</b> (quando non avete interrotto un pregiudizio o un atto discriminatorio)</p>

<p><b>E raccontate le vostre esperienze sul blog!</b></p>]]>
      <![CDATA[<p><img alt="versione inglese" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/en.gif" width="14" height="14" border="0" ALIGN="LEFT" /> <b><font color="red">English Version</font></b></p>

<p><b>YOUR EXPERIENCES</b></p>

<p>Today we’d like to start talking about yours experiences linked with <br />
prejudice and discrimination in your daily life.</p>

<p>We ask you to try to think at four prejudicial or discriminatory <br />
situations that you experienced in the last months o years. Think and <br />
tell us how you reacted to them.<br />
The purpose of this activity is to share information and experiences <br />
with each other and to reflect prejudice and discrimination issues on <br />
many different levels.</p>

<p>Now try to think when you were:</p>

<p>1) <b>A VICTIM </b>(a time when someone’s word or action hurt you)<br />
2) <b>A PERPETRATOR </b>(a time when you said or did something you wished you <br />
could take back)<br />
3) <b>A MEDIATOR </b>(a time when you interacted and successfully interrupted <br />
an act of prejudice)<br />
4) <b>A BYSTANDER </b>(a time when you were a witness of an act of prejudice <br />
and you simply were a spectator)</p>

<p><b>Take your time and, when you are ready, tell your stories on our blog!</b></p>]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title>Presepe a scuola sì o no?</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/000023.html" />
    <modified>2005-02-11T15:15:52Z</modified>
    <issued>2005-02-11T16:15:52+01:00</issued>
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    <created>2005-02-11T15:15:52Z</created>
    <summary type="text/plain">Rispettare chi professa una fede diversa? Lo scorso Natale in alcune regioni del Nord Est era scoppiata una polemica per la decisione di alcune scuole di rinunciare al presepe e ai canti di Natale cattolici per rispettare i tanti bambini...</summary>
    <author>
      <name>Morando</name>
      
      
    </author>
    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
    <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.oltreilponte.org/">
      <![CDATA[<p><img src="http://www.oltreilponte.org/mt/archive/presepe.JPG" width="142" height="142" border="0" wspace="4" hspace="4" align="left" /><b>Rispettare chi professa una fede diversa?</b></p>

<p>Lo scorso Natale in alcune regioni del Nord Est era scoppiata una polemica per la decisione di alcune scuole di <b>rinunciare al presepe </b>e ai canti di Natale cattolici per rispettare i <b>tanti bambini di confessioni diverse </b>presenti nelle aule italiane. Questi casi si erano registrati in Veneto, nelle province di Vicenza e Treviso, e in alcune cittadine della Lombardia. Il senatore leghista <b>Piergiorgio Stiffoni</b>, segretario della Commissione Speciale in materia di infanzia, aveva contestato in particolare l'iniziativa della scuola “Ciardi” di Treviso che aveva annunciato, per Natale, di organizzare, al posto dei canti tradizionali, una recita più laica:  <b>Cappuccetto Rosso</b>.</p>]]>
      <![CDATA[<p>Il senatore aveva definito la scelta “vergognosa” e aveva espresso piena solidarietà ai genitori e ai bambini a cui, secondo il senatore, era stata <b>“scippata la festa più simbolica dell'infanzia: la nascita di Gesù</b>"."Qui – aveva dichiarato Stiffoni - tutto sembra lecito ai limiti del possibile, anche a costo di violare la libertà dei bambini". E aveva aggiunto che "togliere il gusto della festa e la loro canzone tradizionale attesa per un anno da tutti i bambini del mondo è semplicemente ridicolo e senza senso". <br />
La risposta del preside della scuola di Treviso non si era però fatta attendere. “<b>A scuola metteremo in scena uno spettacolo che trasmette i valori cristiani della pace e dell’amore e che risponde a una precisa scelta didattica, in cui il rispetto per i bambini di altre religioni non c’entra</b>”. Queste erano state le parole di Francesco De Cristofaro, dirigente scolastico alle scuole elementari “Ciardi” di Treviso. <br />
“Quella recita - aveva sottolineato il preside - mette comunque in scena i valori natalizi della fratellanza e della pace e  nessuno vuole rinnegare le radici cristiane della nostra cultura”. Intanto però a Treviso era scoppiata la polemica  Il presidente del consiglio comunale, Giancarlo Iannicelli, aveva così  avanzato una proposta: “<b>Presepi comunali obbligatori in tutte le scuole di nostra competenza”. </b>L’assessore all’Istruzione, Letizia Ortica, era però intervenuta affermando che “alle scuole va garantita l’autonomia”. </p>

<p><b>Che ne pensate voi di questa polemica che ha infiammato il Nord Est?</b> Siete d’accordo con chi vorrebbe togliere tutti i simboli religiosi dalle scuole italiane per rispettare chi professa una fede diversa? O, visto che siamo italiani, è giusto che le nostre tradizioni vengano sempre e comunque ricordate?</p>

<p><b>Dite la vostra nel blog</b></p>]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title>SOS RAZZISMO</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/000019.html" />
    <modified>2005-01-28T11:43:44Z</modified>
    <issued>2005-01-28T12:43:44+01:00</issued>
    <id>tag:www.oltreilponte.org,2005://1.19</id>
    <created>2005-01-28T11:43:44Z</created>
    <summary type="text/plain"> Un servizio per denunciare casi di discriminazione Lo scorso 10 dicembre, in occasione della giornata mondiale dei diritti umani sancita dalle Nazioni Unite, è stato istituito un numero verde per gli stranieri che si sentono discriminati per via della...</summary>
    <author>
      <name>Morando</name>
      
      
    </author>
    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
    <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.oltreilponte.org/">
      <![CDATA[<p><img alt="testo presente anche in lingua inglese!" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/en.gif" width="14" height="14" border="0" /> <img alt="in italiano" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/ita.gif" width="14" height="14" border="0" /></p>

<p><b>Un servizio per denunciare casi di discriminazione</b></p>

<p><img alt="immigrazione.gif" src="http://www.oltreilponte.org/immigrazione.gif" width="113" height="120" align="left" wspace="4" hspace="4" border="3" />Lo scorso 10 dicembre, in occasione della  giornata mondiale dei diritti umani sancita dalle Nazioni Unite, è stato istituito un numero verde per gli stranieri che si sentono discriminati per via della loro etnia. Il numero, l’ <b>800.90.10.10</b>, è attivo tutti i giorni dalle 10 alle 20, sarà disponibile in otto lingue, anche in arabo, in rumeno e in cinese mandarino. <br />
Grazie a questo servizio, voluto dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) e promosso dal <b>Ministero per le pari opportunità</b>, le vittime delle discriminazioni potranno denunciare fatti e azioni che mettono a rischio la parità di trattamento e potranno anche chiedere assistenza legale gratuita. Lo slogan con cui è stato presentato l’ufficio è <b>“Tutti diversi, tutti uguali”. </b></p>]]>
      <![CDATA[<p><b>Nello specifico, il servizio si occuperà di: </b><br />
• raccogliere segnalazioni, denunce e testimonianze su fatti, eventi, realtà, procedure ed azioni che  pregiudicano, per motivi di razza o di origine etnica, la parità di trattamento tra le persone; <br />
• offrire assistenza immediata alle vittime delle discriminazioni fornendo informazioni, orientamento e supporto psicologico; <br />
• accompagnare le vittime delle discriminazioni nel percorso giurisdizionale, qualora esse decidano di agire in giudizio per l’accertamento e la repressione del comportamento lesivo. </p>

<p>E’ così arrivato anche in Italia quello che si potrebbe definire come una sorta di “ufficio antidiscriminazioni”, già presente in altri Paesi europei. <br />
L’iniziativa è stata poi promossa, oltre al ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo,  anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che ha affermato: “Questo servizio rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’applicazione dell’articolo 3 della Costituzione italiana che afferma l’uguaglianza di tutti i cittadini. Uno degli obiettivi dell’ufficio è portare tra la gente i problemi della discriminazione, e svegliare e sensibilizzare le coscienze su questi principi. I diritti di libertà vanno garantiti a tutti, ai nostri figli e ai figli dei nostri ospiti”.<br />
<b>Ma quali sono i casi di discriminazione più frequente?</b> Stando a un’indagine dell’Associazione piccoli proprietari di case (Appc), le disparità più ripetute per gli stranieri riguardano <b>l’accesso all’alloggio</b>. Secondo l’Appc il 57 per cento degli affittuari di cinque città del nord Italia e di sette del centro sud si sono detti contrari ad affittare la casa agli immigrati. A Verona ad esempio sono state rilevate, da un settimanale locale, un centinaio di offerte di locazione con la scritta ‘No extracomunitari’. Per il ministro delle Pari opportunità, gli atteggiamenti razziali in Italia sono però per lo più connessi <b>all’antisemitismo e all’islamofobia </b>(rifiuto della cultura ebraica e islamica). Si esprimono attraverso scritte, graffiti murali, disegni di svastiche, dichiarazioni di intolleranza, lettere ed sms contenenti minacce. “Il nostro governo - ha detto la Prestigiacomo - è impegnato a costruire un paese ospitale e solidale. Abbiamo rispetto delle culture di cui sono portatori gli stranieri nel nostro paese e chiediamo rispetto per i nostri valori, per la nostra cultura, per la nostra civiltà”. <br />
 <br />
<b>Che ne pensate di un servizio del genere che arriva 60 anni dopo il più tragico dei casi di crimini legati all'odio razziale, l'Olocausto?</b> </p>

<p><b>Vi è poi mai capitato di assistere a casi di palese discriminazione </b>(non solo razziale)?. Avete mai fatto qualcosa per impedire che si verifichi? Siete mai intervenuti per difendere qualcuno? O magari, siete stati voi i responsabili di un caso di discriminazione?</p>

<p><b>Dite la vostra nel blog.</b></p>

<p></p>

<p><DIV ALIGN="CENTER">----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------</DIV><br />
<img alt="versione inglese" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/en.gif" width="14" height="14" border="0" ALIGN="LEFT" /> <b><font color="red">English Version</font></b></p>

<p><b>SOS RACISM<br />
A hot line in Italy to fight discrimination</b></p>

<p>On December 10^th 2004, the day declared by the United Nations as the the International Human Rights Day, was established in Italy a new public service aimed to fight prejudice, discrimination and racism. <br />
The new service, set up by the Minister of Equal Opportunities, includes a hotline where immigrants and non immigrants that are living in Italy can denounce via telephone matters of discrimination or racism that occurred at work, at school or also at home.</p>

<p>More specifically, the service will follow these issues:<br />
- Collect information and denounces regarding facts or events that, due to different ethnic origins, can compromise the principle of equal treatment<br />
- Offer immediate psychological assistance<br />
- Follow the victims of the discrimination acts in all the legal aspects <br />
in the event of a trial</p>

<p>With this service also Italy has now a sort of “anti-discrimination office” supported by the government and the public institutions. A reality that is not new in other European countries.</p>

<p>What do you think regarding this new service which is set up in Italy 60 years after the most tragic crime related to racial hate, the Olocaust?<br />
Have you ever been a witness of a discrimination (not only racial)? Have you ever done something to avoid that such things could happen? Or, do you feel that sometimes you behave like a racist or do you have some specific prejudice against somebody which is “different”?</p>

<p><b>Tell us what you think and post your comment in our blog.</b></p>]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title>Donne e Lavoro</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/000018.html" />
    <modified>2005-01-13T18:22:58Z</modified>
    <issued>2005-01-13T19:22:58+01:00</issued>
    <id>tag:www.oltreilponte.org,2005://1.18</id>
    <created>2005-01-13T18:22:58Z</created>
    <summary type="text/plain">Le donne studiano e si laureano più dei maschi, ma scelgono facoltà umanistiche e restano ai margini del mondo del lavoro. E&apos; ancora una società dell&apos;apartheid. Alcuni non ci credono, ma se in una società di bianchi e di neri,...</summary>
    <author>
      <name>fabrica28</name>
      
      
    </author>
    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
    <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.oltreilponte.org/">
      <![CDATA[<p><b>Le donne studiano e si laureano più dei maschi, ma scelgono facoltà umanistiche e restano ai margini del mondo del lavoro. </b><br />
	<br />
<img alt="Donne e Lavoro" src="http://www.oltreilponte.org/donnelavoro.jpg" width="170" height="113" border="0" wspace="4" hspace="4" align="left" />E' ancora <b>una società dell'apartheid</b>. <br />
Alcuni non ci credono, ma se in una società di bianchi e di neri, dove non ci sono più discriminazioni giuridiche ed esplicite, comunque i luoghi del potere e delle decisioni sono abitati quasi esclusivamente da bianchi, ebbene questa resta una società dell'apartheid. <br />
<b>Così accade per le donne rispetto agli uomini</b>: anche istruite, anche con lauree teoricamente molto spendibili sul mercato del lavoro.</p>

<p>A livello di motivazioni donne ed uomini sono ugualmente in corsa per farcela: un bel cambiamento nonostante le difficoltà. E' notevole che anche le giovani donne, come i giovani maschi, puntino sul talento, sulla responsabilità, sull'essere esplorative.<br />
Tuttavia hanno la consapevolezza che non basta mettercela tutta a livello individuale, se non si mette mano a quel che non funziona nella scuola e nel mercato del lavoro.</p>]]>
      <![CDATA[<p>Forse, poiché ci sono comunque più donne istruite e più donne ingegnere ed economiste, per un verso i <b>pregiudizi maschili </b>sono una risposta alla <b>concorrenza femminile</b>, per altro verso l'ineguaglianza delle opportunità è più palese alla società e meno sopportabile dalle donne. </p>

<p>Quali le cause?<br />
La società seleziona i più adatti (ipotesi di darwinismo socio-biologico)? <br />
Chi detiene il potere tende a riprodurlo cooptando il proprio simile (con qualche eccezione per salvare le forme della democrazia)? <br />
La segregazione delle donne nella cura dei figli, o l'alternativa solo femminile carriera-famiglia, è il problema di fondo? <br />
Quali sono le forme del "contratto di genere" che fanno sì che il corpo delle donne continui ad essere un mezzo di scambio (magari solo simbolico) anche nei contesti lavorativi? <br />
Le cose cambieranno quando le donne diventeranno capaci di fare rete tra di loro, come fanno gli uomini (questa è anche una virtù!)?<br />
 <br />
Il <b>conflitto tra un approccio culturale di tipo prevalentemente umanistico oppure scientifico-applicativo</b> non è sovrapponibile a quello tra le lauree che danno professionalità e le lauree che danno "solo cultura". Infatti gli sviluppi delle conoscenze scientifiche e le possibilità delle loro applicazioni (si pensi alla clonazione umana o alle ricerche sulle armi chimiche) richiedono anche strumenti culturali di tipo umanistico per prendere decisioni complesse. Sembrerebbe quindi che<b> non sia la preferenza per le facoltà umanistiche </b>a determinare la condizione femminile nel mondo del lavoro e nella società.</p>

<p>Tuttavia una <b>scuola improntata all'immagazzinamento di nozioni e separata dal saper fare</b> (e questo è forse il difetto maggiore della scuola italiana) rende sterile la cultura umanistica e <b>impossibile da sviluppare lo spirito critico-sperimentale</b>: si studia forse la filosofia insegnando a discutere i dilemmi attuali della bioetica dai vari punti di vista dei diversi approcci? <br />
Forse per molte ragazze è più facile integrarsi in questo tipo di scuola, ed in parte è forse per questo che esse sono<b> immediatamente svantaggiate </b>quando devono inventarsi una professione, confrontarsi con percorsi per prove ed errori, imparare a gestire i conflitti tra le attese e la realtà. I loro coetanei vengono allenati sin da piccoli a misurarsi con attese esterne alla scuola e con la pressione verso il successo professionale atteso. <br />
La difficoltà per le donne a iscriversi a ingegneria deriva forse un po' da questo. Ma esiste anche un pregiudizio con cui si scontrano quelle che ci provano, un certo <b>timore</b>, da parte maschile, nei confronti della donna colta e intelligente?</p>

<p>Cosa ne pensate invece di quel luogo comune che vuole che siano le donne ad alimentare il maschilismo educando i maschi in un modo a tutti noto?<br />
Allora è vero che non sono gli uomini, ma le donne i veri “nemici” delle donne?<br />
 <br />
<b>Link: </b> <a href="http://www.corriere.it/corrforum/corriere/Intro?forumid=581" target="_new" >www.corriere.it</i></a></p>]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title>Una classe per soli islamici</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/000016.html" />
    <modified>2004-11-26T11:44:15Z</modified>
    <issued>2004-11-26T12:44:15+01:00</issued>
    <id>tag:www.oltreilponte.org,2004://1.16</id>
    <created>2004-11-26T11:44:15Z</created>
    <summary type="text/plain">L&apos;argomento di questa settimana è:Una classe per soli islamici. Un liceo di Milano, l’Istituto superiore Gaetana Agnesi, ha stabilito di creare, a partire da settembre, una classe per soli studenti islamici, così come richiesto dai genitori di questi alunni per...</summary>
    <author>
      <name>Morando</name>
      
      
    </author>
    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
    <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.oltreilponte.org/">
      <![CDATA[<p><img src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/islam.jpg" width="170" height="113" border="0" align="left" wspace="4" hspace="4" /><b>L'argomento di questa settimana è:</b>Una classe per soli islamici.<br />
Un liceo di Milano, <i>l’Istituto superiore Gaetana Agnesi</i>, ha stabilito di creare, a partire da settembre, una classe per soli studenti islamici, così come richiesto dai genitori di questi alunni per “<b>motivi religiosi</b>”. <br />
Gli studenti, 17 ragazze  e 3 ragazzi, seguiranno i programmi stabiliti per tutti. Ma le femmine <b>porteranno il velo</b> e non faranno ginnastica con gli altri studenti. E il <b>crocifisso </b>sarà tolto dall'aula. </p>

<p>«<b>Questo è il primo passo verso l’integrazione</b>», sostiene il preside Giovanni Gaglio.  <br />
Non tutti hanno condiviso questo pensiero, ritenendo che <b>l’integrazione non possa cominciare separando</b>: i ragazzi dovrebbero poter stare insieme per cominciare a dialogare anziché intestardirsi sulle nelle loro differenze. <br />
Creare classi appositamente per certe culture o religioni non sarebbe altro che un <b>segno di isolamento</b>. <br />
</p>]]>
      <![CDATA[<p>Chi sostiene questa tesi pensa che la maggior parte degli immigrati musulmani si voglia integrare in Italia e ci riesca bene e che i fondamentalisti siano solo una minoranza chiassosa nella complessa galassia del mondo islamico, alla quale però viene data molta visibilità mediatica per motivi politici.<br />
Come primo passo verso l’integrazione quindi, secondo alcuni, questo è considerato un <b>passo indietro</b>.</p>

<p>D’altronde  l'istituzione di una scuola privata, parificata e ordinata perciò come quella statale ai sensi di legge, al pari delle migliaia gestite in Italia da vari organismi religiosi o laici, alle quali non è mai mancato il contributo dello Stato parrebbe una soluzione razionale, adottata nell'ambito della legalità costituzionale e nel rispetto di un sistema di istruzione pubblico e privato da tempo consolidato,che in Italia porta la data di nascita del <b>13 Novembre 1859</b>.</p>

<p><b>Che cosa ne pensate?</b> E' davvero una decisione utile all'integrazione di questi ragazzi, che altrimenti non sarebbero potuti andare a scuola, oppure è il primo passo verso una <b>separazione «garantita per legge» che porterà frutti non postivi per la nostra società? </b>Ritenete possibile una convivenza? E la <b>libertà di fede </b>in Italia credete che sia realmente garantita a tutti, italiani per primi e stranieri?<br />
<b>E se fossimo noi al posto loro?</b></p>

<p>Se doveste vivere i prossimi anni in un paese arabo mandereste i vostri figli alle locali scuole pubbliche? Pur nel rispetto della cultura e delle regole del Paese che vi ospita, cerchereste davvero d'integrare loro e voi stessi nella loro civiltà? Oppure cerchereste una scuola privata più vicina alla nostra cultura, magari cattolica, per sentirvi più vicini ai valori e agli usi occidentali?<br />
 <br />
</p>]]>
    </content>
  </entry>
  <entry>
    <title>Europa ed omosessualità</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/000017.html" />
    <modified>2004-11-09T16:15:53Z</modified>
    <issued>2004-11-09T17:15:53+01:00</issued>
    <id>tag:www.oltreilponte.org,2004://1.17</id>
    <created>2004-11-09T16:15:53Z</created>
    <summary type="text/plain">Presentazione Oggi iniziamo il nostro ciclo di discussioni on-line. Una volta alla settimana vi sarà presentato un argomento relativo a temi di attualità italiana o internazionale inerenti la discriminazione, il razzismo, la diversità e tutti quegli argomenti che contribuiscono a...</summary>
    <author>
      <name>fabrica28</name>
      
      
    </author>
    <dc:subject>Area Interattiva</dc:subject>
    <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="en" xml:base="http://www.oltreilponte.org/">
      <![CDATA[<p><img alt="Omosessualità e Europa" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/omo.jpg" width="170" height="113" border="0" align="left" wspace="4" hspace="4" /><b>Presentazione</b><br />
Oggi iniziamo il nostro ciclo di discussioni on-line. Una volta alla settimana vi sarà presentato un argomento relativo a temi di attualità italiana o internazionale inerenti la <b>discriminazione</b>, il <b>razzismo</b>, la <b>diversità </b>e tutti quegli argomenti che contribuiscono a creare <b>pregiudizi</b> nei confronti di persone o organizzazioni. Quelle che vi chiediamo è di leggere qualche giorno prima l’articolo che vi prepareremo, di documentarvi, magari grazie ai link che vi proporremo, e di <u>scrivere qualche vostro commento rispetto al tema trattato</u>. Alla fine della settimana ci ritroveremo poi insieme per un’oretta e <b>discuteremo on-line </b>l’argomento e i commenti che avete scritto. </p>

<p><b>Oggi parliamo di omosessualità e di Europa.</b><br />
Da pochissimi giorni si è definitivamente chiusa la polemica che ha visto la bocciatura da parte del Parlamento europeo di <b>Rocco Buttiglione</b>, il ministro italiano che era stato designato dal nostro governo a ricoprire la carica di Commissario europeo a giustizia, libertà e sicurezza. </p>]]>
      <![CDATA[<p>Alla base del voto di sfiducia c’erano una serie di affermazioni rilasciate da Buttiglione rispetto all’omosessualità e al <b>ruolo della donna nella società contemporanea</b>. Affermazioni che non sono state gradite dal Parlamento di Strasburgo, che ha decretato l’incompatibilità del politico alla carica di Commissario europeo. Al posto di Rocco Buttiglione, i primi giorni di novembre è stato quindi nominato Franco Frattini, ex ministro degli Esteri. </p>

<p><b>Ma come sono andate le cose? E che ruolo ha un Commissario europeo?</b><br />
La Commissione europea è composta da 24 commissari più un presidente. Ogni Commissario è competente per una determinata materia (finanze, ambiente, educazione, etc) e ha il compito di gestire, a seconda degli argomenti, la presentazione e lo studio di regolamenti e direttive dell’Unione europea. In Commissione sono quindi rappresentati tutti i 25 Paesi membri dell’Unione europea. Quando il mandato scade (ogni 5 anni) la Commissione va composta nuovamente. Il 31 ottobre di quest’anno terminavano infatti i 5 anni della Commissione presieduta da Romano Prodi. Il nuovo presidente designato è ora il portoghese José Manuel Durrao Barroso che all’inizio di ottobre aveva presentato la nuova squadra. All’Italia era stata affidata la carica di Commissario europeo a giustizia, libertà e sicurezza. Un ruolo andato inizialmente al convinto cattolico Rocco Buttiglione. Per essere ufficialmente riconosciuta, la Commissione europea ha però bisogno di ottenere il voto di fiducia del Parlamento europeo, l’organo composto da oltre 700 deputati eletti direttamente dai cittadini dei 25 Stati membri. </p>

<p><img alt="Rocco Buttiglione" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/buttiglione.jpg" width="150" height="202" border="0" align="right" wspace="4" hspace="4" />L’11 ottobre, in occasione del <b>primo discorso di presentazione all’Europarlamento</b>, il Commissario europeo designato a giustizia, libertà e sicurezza aveva presentato ai deputati il suo pensiero rispetto al ruolo della famiglia e aveva toccato argomenti che interessavano le comunità degli omosessuali europei. Le dichiarazioni da lui rilasciate non hanno però convinto il Parlamento, che in agitazione ha votato la sfiducia. Ma cosa aveva detto di tanto scottante Rocco Buttiglione? In merito al matrimonio, aveva affermato: «<b>matrimonio significa protezione della madre; una protezione da parte dell'uomo che consente alle donne di generare figli</b>». Rispetto agli <b>omosessuali </b>aveva invece detto: «<b>Come cattolico considero l' omosessualità un peccato, ma non un crimine. La mia è una posizione morale che non incide sui diritti che devono essere riconosciuti a tutti</b>». Queste le frasi che avevano mandato su tutte le furie la maggioranza dei rappresentanti del Parlamento europeo, che non ha così giudicato il politico italiano idoneo a ricoprire una carica così importante a livello europeo. <br />
Su Buttiglione sono così piovute critiche da tutto il mondo degli omosessuali italiani ed europei, che hanno visto nelle affermazioni del filosofo una chiara manifestazione di discriminazione nei loro confronti. I casi di discriminazione vengono combattuti dall’ordinamento europeo e dovrebbe proprio essere il Commissario alla giustizia a garantire che tali casi vengano puniti. <b>L’articolo 13 del Trattato di Amsterdam, siglato dall’Ue nel 1999 dichiara infatti: "Senza arrecare alcun pregiudizio alle altre disposizioni previste dal Trattato ed entro i limiti e i poteri da esso conferiti alla Commissione, il Consiglio, agendo unanimemente su proposta della Commissione, previa consultazione del Parlamento Europeo, potrà intraprendere misure appropriate per combattere la discriminazione basata sul sesso, l'origine etnica o razziale, la religione o altre forme di credo, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale".</b><br />
Ma secondo qualcuno, la discriminazione è stata invece perpetrata nei confronti del politico italiano. Il quotidiano <i>La Padania </i>del 3 novembre ha scritto: “Il recente siluramento di Buttiglione a causa delle sue convinzioni religiose, peraltro prontissimo a rinnegarle, è un caso di discriminazione odiosa perpetrato dalle sinistre europee”. Frasi ben più tagliente sono state poi pronunciate dal ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, che ha affermato: "Purtroppo Buttiglione ha perso - attacca - povera Europa: i culattoni sono in maggioranza”.</p>

<p><b>Che ne pensate delle affermazioni di Rocco Buttiglione e di chi lo ha appoggiato?</b> Secondo voi, chi è stato realmente discriminato in questa storia? Pensate poi che un commissario europeo abbia il diritto di esprimere le sue idee? O dovrebbe tenersele per sé visto che è chiamato a rappresentare un’ampia unione politica, economica e sociale?<br />
Dite la vostra nel blog e confrontate le idee.</p>

<p><img alt="pdf.gif" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/pdf.gif" width="25" height="29" border="0" align="left"/><font color="red"><br />
 Scarica i commenti relativi a questo testo in formato <b>PDF</b></font>:<br />
- Commenti del <a href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/commenti16-11-2004.pdf"><b>16 novembre 2004</b></a><br />
- Commenti del <a href="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/commenti23-11-2004.pdf"><b>23 novembre 2004</b></a></p>]]>
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    <title>Il progetto</title>
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      <![CDATA[<p><br />
<img alt="world.jpg" src="http://www.oltreilponte.org/mt/archives/world.jpg" width="140" height="134" border="0" wspace="4" hspace="4" align="left" /><b>Il percorso proposto è finalizzato alla sperimentazione e ad un confronto interattivo sui problemi legati all’incontro con la diversità, la discriminazione e l’intolleranza.</b></p>

<p><u><b>Il contesto</b></u><br />
La proposta è orientata a far emergere, attivare e utilizzare in modo consapevole le risorse personali di cui i docenti e gli studenti sono portatori all’interno dell’organizzazione scolastica e nella società.<br />
Il network di scuole che si verrà a creare nel corso del tempo vuole porre le basi per riunire vari tipi di approcci diversi che possono costituire altrettanti accessi per l’educazione alla diversità. La particolare natura di questa rete e l’utilizzo <i>dell’e-Learning  </i>metterà in contatto studenti e docenti con lo scopo di sviluppare e diffondere le migliori pratiche per educare alla diversità, promuovere una società multiculturale e combattere la discriminazione in ogni sua forma. </p>

<p>La scelta dell’ e-Learning nasce dall’esigenza di proporre un progetto basato sul rapporto a distanza tra docente/esperto e studenti di alcune scuole che verranno selezionate in Italia. </p>]]>
      <![CDATA[<p>Il rapporto interattivo si caratterizza da incontri on-line a frequenza settimanale durante i quali un esperto interagisce con gli studenti e tratta un tema specifico legato alla diversità. </p>

<p>Sempre a cadenza settimanale il sito verrà aggiornato su un evento al quale verranno date le diverse interpretazioni per poi invitare gli studenti a discuterne on line il giorno prefissato.</p>

<p>Un altro aspetto importante del progetto riguarda la condivisione delle idee e delle ricerche tra gli studenti delle diverse scuole coinvolte. Gli studenti/utenti avranno la possibilità di creare una o più pagine sul sito dove inserire i propri commenti o le proprie ricerche e discuterne con la propria "comunità virtuale". <br />
Va infine aggiunta una parte prettamente manualistica, dove verranno inseriti testi relativi al più generale tema dell'educazione alla diversità e dove gli studenti potranno leggere e documentarsi oltre naturalmente ad aggiungere quanto riterranno opportuno</p>

<p><u><b>Obiettivi principali</b></u><br />
La scelta di un ambiente di apprendimento virtuale significa supportare le normali attività associate alla didattica, riproducendo on-line tutte le possibili esperienze formative sui temi proposti </p>

<p>• Si vuole creare: una piattaforma efficace per la realizzazione di una soluzione integrata di e-Learning, modellata su misura sulle necessità formative che emergeranno già dopo i primi mesi di lavoro. </p>

<p>• Si vuole ottenere: la produzione e la distribuzione di materiale multimediale e risorse d'approfondimento. Inoltre si vogliono creare e utilizzare sistemi automatici di valutazione e di report individuali o di gruppo, per monitorare costantemente il raggiungimento di risultati predefiniti. </p>

<p>• Si vuole offrire una grande possibilità di comunicazione e di sviluppo di materiale in aree collaborative che stimolano il fenomeno del "peer learning". </p>

<p><br />
<b>Il ruolo del Liceo Cavour di Torino</b><br />
All’interno di questo progetto il Liceo Cavour avrà la funzione di  capofila del progetto stesso. Un gruppo di studenti ed alcuni docenti avranno la responsabilità di collaborare con noi e di gestire nel corso degli anni l’evoluzione del progetto stesso. Uno o più responsabili della scuola avrà di fatto in mano le chiavi del sito web in modo da poter seguire costantemente e in tempo reale lo sviluppo del lavoro e in questo senso è auspicabile una co-gestione del sito in tandem con noi, basato sostanzialmente su questi temi:</p>

<p>• Elaborazione di un linguaggio comune sul tema dell’educazione all’antirazzismo, che analizzi anche i concetti di diversità, discriminazione e intolleranza.<br />
• Educazione alla capacità di riconoscere e rilevare in se stessi e negli altri comportamenti discriminatori e intolleranti.<br />
• Sviluppo e trasmissione di competenze per affrontare comportamenti discriminatori e intolleranti<br />
• Esame di politiche e pratiche nell’ambiente scolastico in tema di uguaglianza<br />
• Creazione e sostegno di un ambiente che rispetti le differenze culturali<br />
</p>]]>
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    <title>Le Scuole</title>
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    <summary type="text/plain">Pagina In costruzione. Liceo Cavour Torino OBIETTIVI. Si propone il rinnovamento della metodologia e l&apos;arricchimento dei contenuti di alcune discipline su una solida e chiara base classica e umanistica. Intende approfondire con l&apos;introduzione di nuove discipline (Sociologia, Antropologia, Teoria e...</summary>
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      <![CDATA[<p>Pagina In costruzione.</p>

<p><b>Liceo Cavour Torino</b><br />
OBIETTIVI. Si propone il rinnovamento della metodologia e l'arricchimento dei contenuti di alcune discipline su una solida e chiara base classica e umanistica. <br />
Intende approfondire con l'introduzione di nuove discipline (Sociologia, Antropologia, Teoria e Tecnica dei Media...) lo studio organico della cultura e della civiltà europea per aggiornare la formazione umanistica e permettere l'acquisizione di più efficaci strumenti di comprensione della contemporaneità.</p>

<p>Il sito: <a href="http://www.lcavour.it/">http://www.lcavour.it/</a></p>]]>
      
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    <title>Mediateca</title>
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    <title>Contatti</title>
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    <dc:subject>Oltre il Ponte</dc:subject>
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      <![CDATA[<p><b>Oltre Il Ponte</b><br />
L'Onlus oltreilponte -Diversity Education Network- rappresenta in Italia <b>ADL - A WORLD OF DIFFERENCE® Institute </b>e il <b>Centre européen juif d'information (Ceji).</b><br />
via Cadamosto 8, 20129 Milano-Italy<br />
Tel. +39.0229419637;Fax. +39.02.89051290; E-mail: <a href="mailto:info@oltreilponte.net">info@oltreilponte.net</a></p>]]>
      
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