Loulou, le frondeur

Solo posti in piedi nel multicinema di  Dogliani, e non per uno degli improbabili personaggi che oggi vanno per la maggiore, ma per una storia d’altri tempi, quella del partigiano francese Luis Chabas, che venne nelle Langhe a combattere la sua battaglia contro tedeschi e fascisti, e vi morì a poche settimane dalla Liberazione. Ma ebbe anche il tempo di diventare Lulù, un mito per la gente di qui per lo straordinario coraggio, per gli audaci colpi di mano, per…

Venezia in chiaroscuro

Un’edizione della Mostra del cinema divisa in due tempi, la 75esima, come una volta i film nelle sale: una prima parte in crescendo con una buona dose di film di alta qualità, tanto da autorizzare un pronostico di successo, e una seconda in diminuendo, salvo qualche rara eccezione. E un verdetto della giuria, presieduta dal messicano Guillermo del Toro, vincitore l’anno scorso del Leone d’oro con La forma dell’acqua, in gran parte condivisibile, compresa la totale assenza dalla lista dei…

Matite sbriciolate

Perfino sui libri di storia lo chiamiamo armistizio per l’antico vizio italico di nascondere la realtà  dietro alla cortina delle parole, ma l’otto settembre del 1943 fu a tutti gli effetti  una resa incondizionata dell’Italia fascista agli alleati. E alla resa seguì l’ignobile fuga dei vertici dello stato e lo sfaldamento dell’esercito, fino al giorno prima impegnato a fianco della Germania nazista. Chi poteva gettò la divisa e se ne tornò a casa. Agli altri, impegnati sui fronti di mezzo…

Venezia 75 “mi piace”

Non si è badato a spese per definire il valore del programma della mostra del cinema di Venezia numero 75, che si svolge dal 29 agosto all’8 settembre. Giornali generalisti e specializzati, italiani e soprattutto stranieri, stampati e on line, siti e blog, hanno dato fondo alla disponibilità delle iperboli: festival da record, l’edizione più bella di sempre, ricco, sbalorditivo, strabiliante, vario… Perfino “inclusivo”, termine che va di moda per altre tematiche ed eventi sociali. In effetti, i titoli e…

Cari compagni…

Cari compagni, continuate pure così e tra cinque anni ci toccherà scegliere se votare Cinque Stelle o Lega. La lettura dei vostri post sulla tragedia di Genova aggiunge dolore a dolore, perché non vi riconosco più. Mi sentivo uno di voi quando scrivevo per la defunta Unità, e ancora speravo di cambiare il mondo. Mi sentivo uno di voi anche quando lavoravo per la RAI, e cercavo di conciliare i vincoli del servizio pubblico con le mie idee sulla società…

Strange Fruit

Troppo razzismo, nelle cronache italiane di questi mesi. Così abbiamo deciso di celebrare Ferragosto con una delle più belle canzoni della storia della musica. Eccone i versi, con la traduzione. Southern trees bear strange fruit Blood on the leaves and blood at the root Black bodies swinging in the southern breeze Strange fruit hanging from the poplar trees Pastoral scene of the gallant south The bulging eyes and the twisted mouth Scent of magnolias, sweet and fresh Then the sudden…

Non parlateci di fatalità

Se avessimo bisogno di un simbolo dell’attuale situazione italiana, la cronaca oggi alle 12 ce ne ha gettato in faccia uno spaventoso, dalla mia città natale. Il miserabile crollo di una delle più vistose architetture civili (o incivili?) del paese, il gigantesco viadotto sul Polcevera dell’autostrada Genova-Savona. Era detto anche ponte Morandi dal nome del progettista. Ricordo quando – ero ragazzino – lo inaugurarono nel 1963, con che sicumera e orgoglio venne salutato sui giornali. Con quelle mostruose zampe grigiastre,…

Il potere dei senza potere

Uno spettro s’aggira per l’Europa orientale: in Occidente lo chiamano “dissenso”. Perché leggere oggi Il potere dei senza potere, un testo scritto nel 1978 quando il blocco sovietico era ben saldo e Václav Havel (1936-2011) un «dissidente» tenuto sotto stretto controllo dalla polizia? Questo testo, pubblicato in Italia da Itaca, divenne un manifesto dei dissidenti in Cecoslovacchia, Polonia e negli altri Paesi del blocco. Dissezionando la natura del regime, Havel voleva dimostrare che c’era spazio in ogni comune cittadino per diventare…

L’allenatore col colbacco

“Me lo aveva regalato un tifoso del Mantova che li importava dalla Lapponia – ricordava da buon sardo trapiantato a Mantova. Ai primi freddi lo misi anche a Torino e fu il finimondo”. Gustavo Giagnoni è morto nella notte all’età di 85 anni. Difensore insuperabile e allenatore davvero speciale, ha lasciato una traccia indelebile nel calcio italiano e soprattutto un solco profondissimo nel cuore granata. Il Toro oggi piange e ricorda Giagnoni per quel tremendismo che aveva saputo infondere nuovamente…